Seminario di studi sul “Dizionario storico dell’inquisizione” con Adriano Prosperi e Michele Ciliberto (Pisa, 3-4 marzo 2011 ore 9:15)

Seminario di studi per l’uscita a stampa del Dizionario Storico dell’Inquisizione diretto da Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi,

Pisa, Edizioni della Normale, 2010

Giovedì 3 e venerdì 4 marzo si svolgerà, nella Sala Stemmi della Scuola Normale, un seminario di studi per l’uscita a stampa del Dizionario Storico dell’Inquisizione, diretto dal docente di Storia dell’età della Riforma e della Controriforma Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi (Pisa, Edizioni della Normale, 2010).

Il Dizionario storico dell’Inquisizione è lo strumento scientifico di informazione più ricco e completo sulla storia dei tribunali dell’Inquisizione, dalle origini alla loro abolizione. Vi sono comprese tanto l’Inquisizione medievale organizzata e controllata da Domenicani e Francescani, quanto le Inquisizioni spagnola e portoghese con le loro diramazioni in America e in India e, infine, il ‘Sant’Uffizio dell’Inquisizione’ papale, cioè il tribunale centrale diretto dal papa, creato nel 1542 a Roma e rimasto attivo in forme diverse fino al Concilio Vaticano II. L’opera rappresenta un unicum nel panorma editoriale mondiale.

Le voci, redatte in un linguaggio accessibile per un lettore di media cultura, riguardano persone, istituzioni e metodi attinenti al tema: dai pontefici romani ai giudici locali agli inquisiti (non solo i casi più celebri come Giordano Bruno e Galileo Galilei ma anche tutti quei casi di eretici, streghe, maghi che sono stati finora portati alla luce dalla ricerca), dalle figure di reato (eresia, bestemmia, apostasia, sollicitatio ad turpia, poligamia, astrologia giudiziaria e così via) alla letteratura di istruzioni per gli inquisitori (manuali e trattati, lettere circolari) alla società che circonda e sorregge il tribunale e ne sfrutta i privilegi: dai ‘familiari’ alle compagnie dei Crocesignati.
Le singole voci segnalano sinteticamente la bibliografia di riferimento che, raccolta nell’appendice dell’opera, costituisce il più aggiornato strumento di consultazione bibliografica sull’argomento. Un’opera preziosa, diretta da Adriano Prosperi, risultato di una spontanea collaborazione intellettuale tra storici di diversi paesi.

Il seminario è organizzato con il contributo del progetto Prin – 2008: “Il concetto di potenza nell’ontologia di Giordano Bruno. Fonti, testi, fortune”, coordinato dal Prof. Michele Ciliberto, che alla Normale insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea. L’ organizzazione scientifica delle giornate è affidata a Stefania Pastore e Adriano Prosperi.

Seminario organizzato con il contributo del progetto Prin – 2008:

“Il concetto di potenza nell’ontologia di Giordano Bruno. Fonti, testi, fortune”,

coordinato dal Prof. Michele Ciliberto

Organizzazione Scientifica: Stefania Pastore e Adriano Prosperi

giovedì 3 marzo 2011

9.15 Introduzione ai lavori
Presiede e Introduce Michele Ciliberto, Presidente delle Edizioni della Normale
Adriano Prosperi, Scuola Normale Superiore di Pisa
Vincenzo Lavenia, Università di Macerata
John Tedeschi, University of Wisconsin-Madison

Letture del Dizionario

10.15 Guido Calabresi, Yale University

11.00 Pausa

Presiede Andrea Del Col
11.15 Massimo Ferretti, Scuola Normale Superiore di Pisa
12.00 Marco Santagata, Università di Pisa
12.45 Discussione

Pranzo

Presiede Marina Caffiero, Università di Roma 1 “La Sapienza”

15.00 Pier Cesare Bori, Università di Bologna
15.45 Massimo Firpo, Università di Torino
16.30 Ricardo García Cárcel, Universidad Autónoma de Barcelona

17.15 Pausa

17.30 Pietro Costa, Università di Firenze
18.15 Discussione

venerdì 4 marzo 2011

Per un bilancio critico
Presiede Anne J. Schutte, University of Virginia

9.00 Interventi dei membri del comitato scientifico del Dizionario
Giova nni Grado Merlo, Università di Milano
Roberto López Vela, Universidad de Cantabria
José Pedro Paiva , Universidade de Coimbra
Jean-Pierre Dedieu, CNRS-Lyon
Michele Battini, Università di Pisa

10.45 Pausa

11.00 Andrea Del Col, Università di Trieste
11.30 Discussione

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Articoli correlati al “Dizionario storico dell’inquisizione”

La recensione del Dizionario di Nuccio Ordine e la video intervista di Corrado Augias ad Adriano Prosperi

Fonti:

Scuola Normale Superiore di Pisa

Accreditato da CS-Comunicati Stampa

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Esce in anastatica l’unico manoscritto di Giordano Bruno presso l’editore Les Belles Lettres.

L’unico manoscritto esistente di Giordano Bruno, il Codice Norov, conservato presso la Biblioteca statale russa di Mosca, sarà presto disponibile in edizione anastatica. Uscirà a Parigi nella collana dell’ Istituto italiano per gli studi filosofici presso l’editore Les Belles Lettres.

Si tratta di una fonte straordinaria, acquistata a suo tempo dal bibliofilo russo Avraam Sergeevic Norov, che contiene le opere magiche del filosofo nolano: per il 10 per cento è un testo autografo di Bruno, la parte rimanente è stata scritta da un suo allievo su dettatura del maestro.

Attualmente il Codice Norov è esposto a Mosca, nell’ ambito di una mostra organizzata in occasione del convegno internazionale «Giordano Bruno nella cultura russa e mondiale», che termina nella giornata di domani (30-09-2010)

All’ incontro, organizzato dall’ Accademia delle Scienze, partecipano per l’Italia Nuccio Ordine e Giulio Giorello. Solo di recente il Codice Norov è stato studiato in modo approfondito. Ora l’ iniziativa della riproduzione anastatica, promossa dall’ Istituto italiano per gli studi filosofici, presieduto da Gerardo Marotta, e dalla «Fondazione Giordano Bruno», lo renderà pienamente accessibile.

Carioti Antonio

Fonte:

Corriere della Sera, 29 settembre 2010, pagina 41.


Accreditato da CS-Comunicati Stampa

Gli Archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede del XVI secolo. Importante edizione in 4 tomi della “Libreria Editrice Vaticana”, 2010, € 159,80.

CATHOLIC CHURCH AND MODERN SCIENCE –

FOUR BOOKS

Documents from the Archives of the Roman Congregations of the Holy Office and the Index

Volume I – Sixteenth-Century Documents

Edited by Ugo Baldini e Leen Spruit

Quest’opera, divisa in quattro tomi e scritta interamente in lingua inglese, raccoglie i documenti degli Archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede, risalenti al XVI secolo e riguardanti la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti della cultura scientifica e filosofica di quell’epoca. In particolare, tra i molteplici casi trattati nell’opera, si ricordano quelli del noto filosofo e frate domenicano, Giordano Bruno e dello scienziato polacco Nicolò Copernico. Lo scopo di questo imponente lavoro, non è di dare giudizi o formulare risposte sull’eterna diatriba tra pensiero scientifico e cattolico, ma è semplicemente quello di fornire, grazie ai contributi e ai documenti originali dell’epoca, un quadro quanto più completo e dettagliato possibile, prestando attenzione anche agli aspetti dottrinali e giuridici.

“Fino a poco tempo fa – spiegano dalla Lev (Libreria Editrice Vaticana) -, la storiografia sull’Inquisizione romana in generale e quella sugli interventi censori riguardanti la scienza e la filosofia naturale da parte di organismi ecclesiastici di controllo dottrinale” si sono occupate principalmente “delle ‘vittime’ della censura”, piuttosto che degli aspetti istituzionali degli organismi stessi”. L’apertura, 12 anni fa, degli archivi della Congregazione per la dottrina della fede ha invece “permesso di gettare uno sguardo praticamente inedito su tali organismi” per tentare di capirne funzionamento, criteri e dinamiche. “Catholic Church and Modern Science”, di cui si presenta il primo volume riguardante il sec. XVI, raccoglie l’edizione integrale e commentata di tutti documenti di questi archivi riguardanti temi scientifici o di filosofia naturale.

  • Titolo: Catholic Church and Modern Science. Documents from the Archives of the Roman Congregations of the Holy Office and the Index / 16th Century Documents
  • Curatori: Ugo Baldini e Leen Spruit
  • Editore: Libreria Editrice Vaticana
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN: 9788820982881
  • Dettagli: pp. 3782
  • Lingua inglese

Fonti:

Scheda del libro sul sito della Libreria Editrice Vaticana

agensir.it

Curatori:

Leen Spruit è docente di Lingua e letteratura nederlandese (Facoltà di Lettere e Filosofia, Università La Sapienza Roma), è uno dei più importanti studiosi di Giordano Bruno e ha pubblicato importantissimi articoli e saggi sull’argomento. Eccone alcuni:

—“Voor een vrije omgang met het goddelijke. De egyptische contrareformatie van Giordano Bruno”, in …Aldaar is vrijheid, Amsterdamse opstellen voor Ernst J. Beker, Kampen 1985, pp. 46-59.

—“Magia: socia naturae. Questioni teoriche nelle opere magiche di Giordano Bruno”, in il Centauro, n°17-18, maggio-dicembre 1986, pp. 146-169.

Il problema della conoscenza in Giordano Bruno, Bibliopolis, Napoli 1988, 340pp.

—“Giordano Bruno: Der zegelen zegel”, in Krisis n° 50, 1993, pp. 56-62.

—“Due documenti noti e due sconosciuti sul processo di Giordano Bruno”, in Bruniana & Campanelliana 4 (1998), pp. 469-73 (for the text: Bruniana & Campanelliana 8 (2002), pp. 481-485).

—“Giordano Bruno revisited: Roger Penrose’s theory of the three worlds”, in Zeitsprünge. Forschungen zur Frühen Neuzeit 3 (1999), 182-190.

⎯“Giordano Bruno eretico: le imputazioni del processo nel contesto storico-dottrinale”, Cosmología, teología y religión en la obra y en el proceso de Giordano Bruno, Actas del congreso celebrado en Barcelona 2-4 diciembre de 1999, al cuidado de M.A. Granada, Barcelona 2001, pp. 111-128.

—“Natural science and human knowledge in Giordano Bruno’s comments on Aristotelian physics”, in The Dynamics of Aristotelian Natural Philosophy from the Antiquity to the Seventeenth Century, eds. C. Leijenhorst, Ch. Lüthy and J.M.M.H. Thijssen, Leiden 2002, pp. 349-373.

—“Giordano Bruno and astrology”, in Giordano Bruno: Philosopher of the Renaissance, ed. Hillary Gatti, Ashgate, London 2002, pp. 229-249.

—“Una rilettura del processo di Giordano Bruno: procedure e aspetti giuridico-formali”, Giordano Bruno: oltre il mito e le opposte passioni, a cura di P. Giustiniani, C. Matarazzo, M. Mieli, D. Sorrentino, Napoli 2002, pp. 217-234.

⎯  “Spiritus universi. Censura ecclesiastica e psicologia rinascimentale a proposito di un documento inedito dall’archivio del Sant’Uffizio romano”, in La mente di Giordano Bruno, a cura di Fabrizio Meroi, Firenze 2004, pp. 259-288.

— “Le fonti dei commenti di Giordano Bruno alla fisica aristotelica”, in La biblioteca ideale di Giordano Bruno. L’opera e le fonti, CD a cura di Simonetta Bassi, Firenze 2004.

— “Ancora su Bruno, Beeckman e Balthasar van der Veen”, in Bruniana & Campanelliana, 11 (2005), pp. 135-39.

— “Un nuovo documento sulla censura degli scritti di Bruno”, in Bruniana et Campanelliana, 13 (2007), pp. 573-76.

“Senso (sensus)”, voce per la Enciclopedia Bruniana e Campanelliana, diretta da E. Canone e G. Ernst, vol. II: giornate di studi 2005-2008, Pisa-Roma: Fabrizio Serra Editore, 2010, pp. 77-81.

Ugo Baldini è docente di Storia Moderna (Università degli Studi di Padova), tra le sue pubblicazioni:

-La scuola galileiana, in AA. VV., Storia d’Italia. Annali 3. Scienza e tecnica nella cultura e nella society dal Rinascimento a oggi, Torino, Einaudi, 1980, pp. 383-463.
-Una fonte poco utilizzata per la storia intellettuale: le censurae librorum e opinionum
nell ‘antica Compagnia di Gesù, in “Annali dell’Ist. storico italo-germanico in Trento”, XI, 1985, pp. 19-67.
-Bellarmino tra vecchia e nuova scienza: epistemologia, cosmologia, fisica, in Roberto
Bellarmino arcivescovo di Capua teologo e pastore della riforma cattolica, Capua 1990, II, pp. 629-690.
-La teoria astronomica in Italia durante gli anni della formazione di Galileo: 1560-1610, in Lezioni Galileiane I. Alle origini della rivoluzione scientifica. A cura di Paolo Casini, Roma Italiana, 1991, pp. 39-67.
-Archimede net Seicento italiano, in Archimede. Mito Tradizione Scienza (Siracusa-Catania, 9-12 ottobre 1989). A cura di C. Dollo, Firenze 1992, pp. 237-289.
-La formazione scientifica di G. B. Riccioli, in Copernico e la questione copernicana in Italia dal XVI al XIX secolo, a cura di L. Pepe, Firenze 1996, pp. 123-182.
-Cardano negli archivi dell’Inquisizione e dell’Indice. Note su una ricerca, in “Rivista di storia della filosofia”, n. s. LIII, 1998, 4, pp. 761-766

L’inquisizione senza mostri. Una polemica suscitata dall’introduzione di Valerio Evangelisti alla ristampa della “Storia dell’Inquisizione” del 1932.


Si riaccende l’annosa polemica sui tribunali dell’Inquisizione, suscitata questa volta dall’Introduzione apposta da un romanziere, Valerio Evangelisti, alla ristampa per le edizioni Odoya della Storia dell’Inquisizione scritta da uno sconosciuto storico spagnolo degli anni Trenta, Carlo Havas. Un libro uscito in Italia nel 1932 per le edizioni Schor arricchito, ci dice Evangelisti, da illustrazioni ammiccanti di fanciulle seminude torturate da foschi inquisitori. Ciò nonostante, afferma Evangelisti, il libro merita ancor oggi di essere letto, soprattutto in presenza di una storiografia che, tranne rare eccezioni, si dedica a piene mani a far opera di “revisionismo storico”, e sostituisce la “leggenda nera” di un’Inquisizione assetata del sangue di eretici e streghe con una “leggenda aurea” che ne fa un tribunale mite e soprattutto garantista. Alle origini di questa rilettura, sostiene, è la volontà cattolico-integralista di riabilitare la Chiesa controriformistica e l’Inquisizione. Un revisionismo, incalza, che porta facilmente come suo esito il “negazionismo”, quello è per intenderci di un Irving e di un Faurisson. Un’accusa che sarebbe difficile da digerire per la categoria degli storici, se non fosse per il fatto che viene da un romanziere, abituato a volare con la fantasia, come fa nei suoi libri con il suo protagonisti –l’inquisitore aragonese Nicolas Eymerich, un domenicano realmente esistito e autore di un’opera importante, il Directorium inquisitionis, del 1376 –che trasforma in una figura ambivalente, fanatico e durissimo sostenitore della purezza della fede contro gli eretici, le streghe, gli ebrei, i mori, ma anche personaggio affascinante, coraggioso, fin non alieno da un certo grado di introspezione. E fin qui, nulla da obiettare.

Ma siamo proprio sicuri che le opere di questi storici, intenti a rivedere la vulgata e a ricostruire intenti a rivedere la vulgata e a ricostruire in tutte le sue sfumature il percorso dei tribunali della fede, sia frutto di una scelta ideologica e non invece del loro concreto mestiere di storici? Non era forse in base alle sue ricerche che il padre della storiografia liberale ottocentesca sull’Inquisizione, l’americano Henry C. Lea, certo non sospetto di filo-clericalismo, si domandava con stupore all’inizio del Novecento come mai l’Inquisizione romana e spagnola avessero assunto un atteggiamento scettico in tema di stregoneria?

Ed era forse per difendere la Chiesa cattolica che nel 1996 Carlo Ginzbourg pubblicava in appendice al suo I ben andanti il testo latino del documento con cui nella prima metà del Seicento l’Inquisizione romana poneva il fatto che in Italia ai processi contro la stregoneria, un testo di cui successivamente lo storico americano John Tedeschi retrodatava ulteriormente la circolazione ai primi due decenni del Seicento? Portando ancor oltre tale tendenza al revisionismo, lo storico Giovanni Romeo, che Evangelisti non cita fra le sue bestie nere, si è domandato se la tendenza a guardare con scetticismo al crimine di stregoneria non avesse accompagnato, sia pur fra conflitti e divergenze, l’intero percorso delle due inquisizioni, quella romana e quella spagnola. Interpretazione che non gli impediva però di mostrarsi tutt’altro che tenero con i fautori della repressione, come San Carlo Borromeo, che nel 1569 riuscì a mandare al rogo undici “streghe” contro il parere contrario del Sant’Uffizio.

Quanto all’Inquisizione spagnola, nata sotto l’ombrello della corona spagnola nel 1478, essa incrudelì contro i giudaizzanti, il suo principale obiettivo. Ma non contro le streghe, tanto è vero che nel 1613 un inquisitore spagnolo Alonso de Salazar Frìas, riuscì a far approvare dal Consiglio della Suprema Inquisizione un documento che, sulla stessa linea di quello più o meno contemporaneo dell’Inquisizione romana, poneva di fatto fine ai processi per stregoneria in Spagna. La storia di questo inquisitore coraggioso l’ha narrata Gustav Henningsen, un altro degli storici accusati di revisionismo da Evangelisti.

E che dire dei demonologi, quei giuristi, ecclesiastici o laici, autori dei manuali di stregoneria, quei libri che servivano da guida ai giudici durante i processi? Ce n’era di tutti i tipi, dai laici come l’umanista Jean Bodin, una delle glorie del pensiero politico francese del Cinquecento, ai domenicani, ai gesuiti. Gesuita era, ad esempio, Martin del Rio, uno dei più famosi demonologi del secondo Cinquecento. Ma gesuiti erano anche, nella Germania del primo Seicento Adam, Tanner, Paul Laymann e Frederich von Spee tutti oppositori della terribile caccia alle streghe scatenata durante la guerra dei Trent’anni dai principi cattolici della Germania. In particolare Spee, autore di un libro coraggiosissimo, la Cautio criminalis (1631) che denunciava da confessore delle streghe mandate al rogo, l’orrore del sistema in base al quale venivano condannate. Un sistema, si badi, non affidato in questo caso all’Inquisizione anche se fondato su procedure di tipo inquisitoriale. Quella di Spee è anche un pezzo della storia di quel conflitto tra confessori e inquisitori su cui molto ha scritto Adriano Prosperi nel suo Tribunali della coscienza, un libro in cui, sia detto per inciso, si offre dell’Inquisizione romana un’immagine molto sfumata, tanto diversa dalla leggenda nera quanto lontana da ogni forma di apologia.

Il fatto che sul problema della stregoneria giuristi e teologi della Controriforma avessero posizioni contrastanti e che le Inquisizioni fossero all’avanguardia nell’estinguere i roghi non vuol dire naturalmente che esse smettessero di perseguitare gli eretici. La fine della caccia alle streghe in Italia non comportò –e come avrebbero potuto? –conseguenze sul terreno della terreno della libertà di pensiero e di religione, a cui la Chiesa continuò a opporre il principio inderogabile della difesa della verità della fede. Ma c’è proprio bisogno, per affermare il rifiuto dell’intolleranza, di sventolare l’immagine di maniera di una Chiesa oscurantista e di un’Inquisizione sanguinaria e perversa? L’immagine complessa e sfumata che gli storici hanno di delineare di questo periodo non soltanto non è diventata egemone, ma non è neppur filtrata nella vulgata. L’Inquisizione resta, nell’opinione comune ma anche in quella di molta parte della nostra cultura, un mostro da non rimettere in discussione sotto nessun aspetto. La leggenda nera è più attraente perché gronda lacrime e sangue, tortura e corpi spezzati. I grigi, le sfumature, non piacciono che a pochi. E i libri di storia, come i romanzi, devono soprattutto piacere. Forse anche noi storici dovremmo cominciare a prenderne atto.

di Anna Foa

Fonte: il sole 24 ore 30/05/2010

Storia dell’inquisizione

22,00 €
Autore: Carlo Havas
Introduzione: Valerio Evangelisti
VOLUME ILLUSTRATO

L’Inquisizione è l’istituzione ecclesiastica più temuta nel corso della storia. Era sufficiente essere sospettati di eresia per finire nelle segrete stanze degli interrogatori, subire torture e quasi certamente morire fra atroci sofferenze.

La storia dell’Inquisizione inizia con il Concilio presieduto a Verona nel 1184 da papa Lucio III e dall’imperatore Federico Barbarossa, con l’obiettivo di reprimere il movimento cataro, diffuso in Francia meridionale e in Italia settentrionale, e di controllare i movimenti spirituali e pauperistici.

Allo scopo di combattere più efficacemente la Riforma protestante, il 21 luglio 1542 Paolo III emanò la bolla Licet ab initio, con la quale si costituiva l’Inquisizione romana, ossia la “Congregazione della sacra, romana ed universale Inquisizione del Sant’Uffizio”.
Di fatto l’Inquisizione rimase attiva fino a fine Ottocento.

Nicolas Eymerich, Tomás de Torquemada, Galileo Galilei, Giordano Bruno… I personaggi, le vittime e i carnefici di una delle pagine più tragiche e dolorose della storia umana..

“Bisogna ricordare che lo scopo principale del processo
e della condanna a morte non è salvare l’anima del reo,
ma… terrorizzare il popolo.”
(Nicolas Eymerich Directorium Inquisitorum)

“Detta Margherita fu tagliata a pezzi sotto gli occhi di Dolcino;
poi costui fu a sua volta tagliato a pezzi.
Le ossa e le membra dei due suppliziati furono gettate tra le fiamme,
assieme ad alcuni dei complici: era il meritato castigo per i loro crimini.”
(Bernardo Gui)

“Se lo spirito è superiore al corpo, il papa è superiore all’imperatore.
Il potere spirituale ha il diritto d’istituire il potere temporale e di giudicarlo
se non è buono. E chi resiste, resiste all’ordine stesso di Dio.
Sentenziamo dunque che ogni uomo deve essere sottoposto al pontefice romano,
e noi dichiariamo che questa sottomissione è necessaria per la salute dell’anima.”
(Papa Bonifacio VIII)

Autore
Carlo Havas è stato uno storico spagnolo studioso di storia della Chiesa.
Questo volume è un fondamentale contributo al dibattito sull’Inquisizione e vanta pubblicazioni e riedizioni in numerose lingue.

Valerio Evangelisti, uno dei più noti scrittori italiani di fantascienza e fantasy, conosciuto soprattutto per il ciclo di romanzi dell’inquisitore Eymerich e per la trilogia di Nostradamus.

scheda del libro

L’Archivio Segreto Vaticano. Pregevole iniziativa editoriale.

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E il Khan ordinò al Papa: “Inginocchiati”
Dal processo ai Templari sino alle lettere di Pio XI a Hitler: un volume fotografico raccoglie il meglio e il curioso dell’enorme mole di documenti conservati nei faldoni della Santa Sede

Tra le battaglie che appassionano meno intellettuali e politici, c’è senz’altro quella in difesa di archivi e biblioteche. È comprensibile. Sottoscrivere un appello contro la mafia, per dire, fa una certa scena nonostante produca risultati incerti. Un appello per la salvaguardia degli incunaboli non avrebbe lo stesso appeal. Ogni tanto qualcuno lancia un grido di dolore, di solito Galli della Loggia, per una settimana i commentatori fanno un coro di cicale, e poi chi s’è visto, s’è visto. Mettere ordine nella secolare bolgia che affligge biblioteche e archivi, ovvero stilarne il catalogo, è incompatibile con i tempi della politica che vuole innanzi tutto risultati spendibili nell’immediato e quindi punta su tante belle inaugurazioni, frequentate da tanta bella gente armata di tanti bei prosecchini.

A volte però partono iniziative e vengono pubblicati libri che vorrebbero ricordare a tutti cos’è la cultura: conoscenza, rispetto e tutela del passato. Ad esempio, l’editore belga VdH Books pubblica in questi giorni un libro illustrato di pregio dal titolo L’Archivio Segreto Vaticano (pagg. 252, euro 49,9 in belgio e 59,90 euro in italia). L’Archivio Segreto Vaticano nasce intorno al 1610-1612 per evitare la dispersione dei documenti sulla Chiesa Romana. Ha avuto una storia travagliata, a dir poco. Ad esempio i faldoni della Santa Sede nel 1810 furono trasferiti a Parigi per ordine di Napoleone. Con danni irreparabili, basti pensare che i verbali del processo a Galileo sono probabilmente finiti in vendita nelle bancarelle lungo la Senna. L’Archivio potrebbe riservare numerose sorprese. L’intera documentazione ammonta a 84 chilometri lineari di scaffalatura, è divisa in oltre 630 fondi, ed è in continuo aumento. Il materiale copre un arco cronologico di un millennio.

Il volume in questione, oltre a mostrare con splendide immagini le zone riservate dell’Archivio, offre la riproduzione di decine di documenti accompagnati da brevi saggi specialistici. Ci sono carte che hanno fatto i manuali di storia: gli atti del Concilio di Costanza, quelli del Concilio di Trento, la bolla di scomunica di Martin Lutero, l’Editto di Worms, mappe e lettere relative a Giovanni III Sobieski, re di Polonia ed eroico salvatore di Vienna dall’avanzata turca (1683). Per venire a tempi più recenti, ci sono una lettera a Hitler di Pio XI e la bolla di convocazione del Concilio Vaticano II. C’è anche la ratifica del dogma dell’immacolata concezione, datata 1854, unico caso in cui un dogma non nasce per via storica (cioè dalle Scritture) ma dall’«approfondimento del sensus fidelium e del Magistero» (così Alfredo Tuzi nel saggio a catalogo).

Non manca il rotolo contenente il resoconto del processo ai Templari. C’è il sommario del processo contro Giordano Bruno. Ci sono gli atti del processo contro Galileo Galilei. Compare una pletora di umanisti e artisti in rapporti col Vaticano: Maestro Eckhart, Petrarca, Boccaccio ma anche Manzoni e Leopardi. Il milanese in cerca del permesso di poter leggere anche i libri messi all’indice dall’Inquisizione. Il recanatese in cerca di un lavoro presso la Curia al fine di fuggire una volta per tutte dalle grinfie del padre conte Monaldo. Tra gli artisti incontriamo contratti, pagamenti e progetti di Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e poi Cellini, Bernini, Tintoretto e moltissimi altri.

Accanto a queste testimonianze fondamentali, si sono altri faldoni, a volte meno importanti, certo singolari. Tra i documenti antichi, c’è una lettera del Gran Khan Guyuk a Papa Innocenzo IV. Le cose erano andate così. Morto Gengis Khan, il pontefice aveva inviato in missione «al re e al popolo dei Tartari» il francescano Giovanni di Pian del Carpine. Il frate fu presente all’incoronazione di Guyuk, nipote di Gengis. A nome del Papa, chiese un accordo che risparmiasse i cristiani da conquista e sottomissione. La risposta giunta a Roma è questa: «Questo è un ordine inviato al gran Papa affinché lo conosca e lo comprenda. Tu in persona alla testa dei re, tutti insieme, senza eccezione, venite a offrirci servizi e omaggi, In quel momento noi conosceremo la vostra sottomissione». E al diavolo la diplomazia…
Quando furono scoperte le Americhe, si aprì una controversia: a chi appartenevano? La corona di Castiglia in particolare temeva la concorrenza dei rivali portoghesi. A tutto c’è soluzione. Secondo la concezione giuridica del tempo, radicata nel diritto medievale, il Papa era considerato formalmente «proprietario» del mondo intero in quanto rappresentante di Dio in terra. Toccò quindi ad Alessandro VI dirimere la controversia con la bolla Inter Cetera. La prima versione 1493, troppo filo spagnola, scatenò un putiferio. Ne fu redatta una seconda che fissava minuziosamente il discrimine fra sfere d’influenze.

E proprio dal Nuovo Mondo arrivò in Vaticano uno dei documenti più curiosi oggi conservati nell’Archivio. Nel 1887 Leone XIII si vide recapitare una lettera, vergata su corteccia di betulla, dagli indiani d’America. Gli Ojibwe dei Grassy Lakes (Ontario, Canada) scrivevano al pontefice, definito con termini della cultura indiana come «il grande maestro della preghiera», ringraziandolo per aver mandato un evangelizzatore. Altri dettagli interessanti: il testo è redatto in caratteri latini ma nella lingua di quel popolo (per essere compreso dovette essere ritradotto in francese); la datazione è «Là dove vi sono le Grandi Erbe, nel Mese dei Fiori». Mettere tutto insieme e avrete una toccante testimonianza di un’evangelizzazione che, secondo il precetto, in questo caso ha raggiunto una cultura diversa rispettandone l’identità.

di Alessandro Gnocchi
Fonte: Ilgiornale.it

Questa iniziativa editoriale è per tutti i gusti e (quasi) tutte le tasche, visto che ci sono 3 versioni dello stesso volume disponibili in 4 lingue diverse:
1) Quella “popolare” che ha un costo di euro 49,90 (59,90 euro nella versione italiana)
2) La versione “limited edition” in 50 esemplari che costa euro 399 (299€ in promozione sino al 30 aprile)
3) La versione “unique collectors’ edition” in 33 esemplari che costa euro 4950

Pdf con la lista dei documenti contenuti all’interno del volume

Pdf con le informazioni relative al volume

L’Archivio Segreto Vaticano

Autori
: Luca Becchetti, Luca Carboni, Giovanni Castaldo, Marcel Chappin, Giovanni Coco, Daniele De Marchis, Alejandro Mario Dieguez, Francesca Di Giovanni, Enrico Flaiani, Barbara Frale, Marco Grilli, Marco Maiorino, Aldo Martini, Sergio Pagano, Angelo Michele Piemontese, Luca Pieralli, Pier Paolo Piergentili, Giuseppina Roselli, Alfredo Tuzi, Gianni Venditti

2009
Copertina rigida
bound
30 x 30 cm
252 pagine

Disponibile in Inglese, Francese, Italiano e tedesco

ISBN 9789088810060
(Edizione Italiana)

Copertina relativa alla versione da 59,90 euro
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Foto relative alla versione da 399 euro
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Foto relative alla versione da 5000 euro
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L’Archivio Segreto Vaticano Libro di lusso

Edizione da 5.000 euro

L’Archivio Segreto del Vaticano ha sempre destato interesse da parte degli studiosi di ogni tempo, dei fedeli e di appassionati di storia e non solo. Ora la raccolta di pubblicazioni e documenti è diventata un libro edito dallo stesso Vaticano in collaborazione con VdH Books, in formato standard ed in edizione speciale di 33 copie che raggiunge il prezzo di quasi 5.000 euro a volume.

Questa limited edition vede ogni libro numerato, timbrato e certificato e comprende una visita agli Archivi Vaticani. Inoltre ogni pezzo si può personalizzare con una stampa su feltro cucito a mano con lacci in pelle e sigillata.

“L’Archivio Segreto Vaticano”, disponibile in diverse lingue, raccoglie testi e immagini a colori, che riproducono documenti che vanno dal IX secolo fino ad oggi. Tra questi la lettera di Pio X a Hitler.
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AGGIORNAMENTO 20-04-2010
Per info o per eventuali ordini del volume in italiano della VdH Books
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