Il giardino delle religioni tra mistero ed esoterismo. Dalla Divinazione alla magia in “Storia d’Italia”.

ROMA – L’Italia è anche un giardino pieno del mistero delle religioni e di quella spiritualità eterogenea che si definisce esoterismo.
Un esempio pratico su tutti: fare una visita alla Cappella di San Severo di Napoli per ammirare le meraviglie estetiche del Principe alchimista. Luogo da sempre di religioni, e dunque eresie, il nostro Paese insomma può vantare una lunga tradizione di letteratura esoterica come appunto ci ricorda oggi il volume appena uscito della Storia d’Italia dal titolo Esoterismo (Einaudi) con una introduzione di Gian Maria Cazzaniga.
Curato da oltre venti accademici italiani, francesi e svizzeri, il libro copre tutto l’arco della lunga storia della nostra penisola, ma sarebbe più corretto dire della storia dell’umanità visto che il sapere sapienziale attinge le sue fonti fin dentro non solo la storia, ma anche il mito. Si parte così dalla Divinazione e magia cerimoniale nelle civiltà mesopotamiche per arrivare all’ultimo capitolo a cura di Giovanni Filoramo dal titolo “Tradizioni esoteriche e nuove forme di religiosità”. E questo passando attraverso i Rosacroce veneti del secondo Seicento, la magia anche come vincolo d’amore di Giordano Bruno, il Dante esoterico e ovviamente la Cabala.
Ma cosa è esattamente l’esoterismo? Lo spiega bene per quanto possibile lo stesso Cazzaniga: «La tradizione costituisce un deposito presunto di conoscenze archetipiche la cui detenzione e trasmissione è patrimonio di una cerchia spirituale di eletti. Queste conoscenze, al di là delle versioni che ne vengono date, risultano avere sempre triplice identità: da una parte la loro antichità che tende a coincidere con gli inizi della storia umana, dall’altra la loro vigenza al di fuori del tempo storico… infine il loro essere patrimonio di una minoranza spirituale, selezionata per merito e sforzo di auto-perfezionamento…».

Fonte: corriere.com

Nuova edizione de “I filosofi e gli animali” di Gino Ditadi, AgireOra Edizioni, con sezione dedicata a Giordano Bruno

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Esce il nuovo volume a cura del prof. Gino Ditadi, disponibile in edizione super economica.

E’ finalmente uscito in edizione super economica (grazie ad AgireOra Edizioni e a Gino Ditadi che ha rinunciato a qualsiasi compenso), l’opera “I FILOSOFI E GLI ANIMALI” – L’animale buono da pensare, uno strumento indispensabile e documentatissimo per comprendere la genesi dello scontro uomo-natura e per individuare le possibili vie di uscita da una situazione insostenibile, senza precedenti.

Il volume documenta, nelle sue 288 pagine, la posizione rispetto alla “questione animale” di molti filosofi, noti e meno noti, esaminati in ordine cronologico da Zarathustra, Anassimandro, Pitagora fino ad arrivare ai nostri giorni con Tom Regan, Claude Levi-Strauss e L.L. Vallauri.

Il prof. Gino Ditadi è docente di filosofia presso l’Università di Padova e autore di numerosi saggi filosofici sulla questione animale. Con quest’opera fondamentale Gino Ditadi ha riportato alla luce scritti di cui si ignorava perfino l’esistenza. Un messaggio antico ma al contempo sorprendentemente moderno che può aiutare a comprendere meglio l’epoca del vuoto in cui viviamo, un’epoca senza precedenti, caratterizzata da continue emergenze su scala planetaria: emergenze climatiche, ambientali, sanitarie, sociali, ecc.

La questione animale (per non dire dei connessi temi della biodiversità e dell’ecologia), richiama in causa problemi di grande rilievo non solo scientifico, ma etico, politico, religioso, filosofico e costringe ad altre letture della storia della filosofia e/o della religione ecc., fino a scoprire che sono stati distrattamente (o deliberatamente?) rinchiusi nel dimenticatoio, Scritti di straordinaria rilevanza; testi che, partendo dal riconoscimento dell’altro, conducono a ripensare non solo il ruolo della ragione-anima nell’uomo, l’importanza del linguaggio e dei linguaggi, l’immagine dell’uomo in relazione alla biosfera e all’universo fisico, ma anche il significato dell’eguaglianza, la sua possibile estensione ad ogni soggetto-di-una-vita, la riscrittura dello stesso contratto sociale, il riesame del senso e dei percorsi della nostra civiltà che, dominata dalla barbarie della ragione strumentale, conosce il come, senza sapere più il dove andare.

Queste pagine vogliono essere un contributo al chiarimento della genesi delle letture filosofiche del mondo dei viventi in Occidente e del loro uso, per valutarne documentariamente strade e sentieri, intenti confessati e inconfessabili, voci soffocanti e soffocate; ciò che è stato e ciò che poteva essere; inventario di errori, di profonde intuizioni efficacemente distrutte, di speranze tradite. L’opera indica con chiarezza le vie da percorrere: in primo luogo una necessaria rivoluzione culturale generatrice di aggregazioni capaci di parlare a piena voce, al di là del comitato d’affari di turno (più o meno allargato), nel nostro plumbeo presente.

Il volume contiene una sintetica, ma profonda ed affilata Introduzione di circa 50 pagine e 250 pagine di scritti di grande rilevanza, presentati e meticolosamente chiosati (475 Note). Si tratta di una importante raccolta di testi antichi, medievali, moderni e contemporanei, inediti, rari, di difficile reperimento, straordinariamente utile al dibattito sul rapporto uomo-animale e sul senso della civiltà.

Un testo ben documentato, utilissimo per docenti (e studenti) della scuola superiore, per sviluppare un programma innovativo, interdisciplinare, per riportare dinamicità e flessibilità al sapere, per porre in relazione la propria disciplina e il suo codice linguistico con altre aree disciplinari e con l’ambiente extrascolastico. Un testo importante e utile per l’Università.

Ecco l’elenco degli Autori: ZARATHUSTRA, ANASSIMANDRO, PITAGORA, ERACLITO, EMPEDOCLE, ANASSAGORA, DEMOCRITO, PLATONE, ARISTOTELE, TEOFRASTO, CRISIPPO, EPICURO, ENESIDEMO, LUCREZIO, CELSO, PLUTARCO, PORFIRIO, AGOSTINO, TOMMASO D’AQUINO, ERASMO DA ROTTERDAM, T. MORE, G. RORARIO, M. DE MONTAIGNE, GIORDANO BRUNO, T. CAMPANELLA, R. BURTON, R. DESCARTES, P. GASSENDI, N. MALEBRANCHE, J. LOCKE, G. W. LEIBNIZ, P. BAYLE, JEAN MESLIER, VOLTAIRE, J. O. LA METTRIE, D. HUME, JEAN-JACQUES ROUSSEAU, P. T. D’HOLBACH, IMMANUEL KANT, J. BENTHAM, J. DE MAISTRE, G.W.F. HEGEL, A. SCHOPENHAUER, G. T. FECHNER, L. FEUERBACH, J. STUART MILL, CH. DARWIN, FRIEDRICH NIETZSCHE, H. STEPHEN SALT, CLAUDE LÉVI-STRAUSS, ALBERT SCHWEITZER, THEODOR WIESENGRUND ADORNO, MAX HORKHEIMER, H. MARCUSE, P. SINGER, T. REGAN, HANS JONAS.

Scrive Ditadi: “E’ assolutamente necessario rifondare i valori, innalzare la civiltà, ingentilire il mondo; amare la bellezza, espressione della misura e della grazia ed il sapere ricolmo di forza liberatrice. Bisogna affermare il biocentrismo come categoria fondativa; sostituire il dominio con la responsabilità; riconoscere la diversità come valore; ascoltare l’oceano della vita. Non si tratta di “scendere” verso gli animali (non vi è né alto né basso), ma di aiutare l’uomo a comprendere e a comprendersi; superare la instrumentelle Vernunft, combattere la riduzione della vita a cosa; innalzare lo scontro con la follìa e la barbarie di un “ordine” del mondo in cui il massimo di sapere coincide con il massimo di vuoto, il massimo di capacità, con il minimo di sapere intorno agli scopi; affermare la complessità del reale non per acquietare le aspirazioni al nuovo, ma per sottolineare la falsità del vecchio; arginare energicamente la sofferenza di uomini e animali; riconoscere il valore inerente di ogni soggetto-di-una-vita; rifondare il concetto di persona su categorie etiche (valore inerente in sé), piuttosto che metafisiche (sostanza); considerare la salute, il benessere del corpo, l’equilibrio ambientale, beni assolutamente primari entro qualsiasi scenario politico”.

Notizia dal progetto di AgireOra Network: ‘AgireOra Edizioni’. AgireOra Edizioni è una casa editrice non-profit per la pubblicazione di materiali utili alla diffusione di una cultura rispettosa verso tutti gli animali.

Notizia da: AgireOra Edizioni

Certame internazionale Bruniano 2010

CERTAME INTERNAZIONALE BRUNIANO 2010
“Filosofia e vita civile in Giordano Bruno” – “Dieci anni di Giordano Bruno con i giovani”: tre giorni di riflessione su Giordano Bruno, sul Certame e su dieci anni di attività con i ragazzi.
Per questa edizione non è prevista la prova per gli studenti.
Le date dovrebbero essere:
15-16-17 APRILE 2010

Il Certame? “Sarà una sorpresa”

NOLA – “Il Certame si farà, ma con un’altra formula. Sarà una sorpresa”. L’assessore ai Beni culturali al Comune di Nola, Maria Grazia De Lucia, interviene sulla polemica relativa alla mancata organizzazione del Certame bruniano nel suo decimo anniversario. L’assessore si riferisce al Certame come una “realtà che non mi apparteneva e le cui sorti ho voluto fortemente risollevare”. Cosa prevede dunque l’assessorato alla Cultura per la manifestazione filosofica? “Il Certame Bruniano è una manifestazione di grande valenza culturale – ha affermato – che, da dieci anni ormai, mette in contatto i giovani di tutta Italia e non solo, direttamente con le opere di Bruno portando il nome di Nola fuori dai confini nazionali. Motivo per il quale non morirà. Stiamo lavorando alla decima edizione – ha precisato De Lucia – che, come già stabilito con i partner storici, avrà una impronta diversa, non proprio conforme a quella tradizionale. Presto vi comunicheremo cosa succederà. È una sorpresa”.

Ilnolano.it
Anno III Numero 77

“Certame sì, ma senza salti nel buio”

NOLA – Sulla vicenda Certame bruniano si è pronunciato anche il sindaco di Nola Geremia Biancardi, che si appella alla “disastrosa situazione finanziaria” trovata dalla sua amministrazione all’insediamento. Una condizione che non ha impedito all’Ente di piazza Duomo di provvedere al pagamento dovuto per l’ultimo Certame solo ad ottobre scorso. “Un evento eccezionale, sotto ogni profilo – ha continuato Biancardi -, che merita sicuramente tutta l’attenzione da parte nostra, per la cui piena riuscita però, non possiamo ora, finanziariamente parlando, fare salti nel buio. Pertanto, in sinergia con l’assessorato ai Beni Culturali, in questi giorni stiamo approntando un programma culturale che sia degno di ogni aspettativa, assicurandoci prima la giusta e necessaria copertura finanziaria”.

ilnolano.it
Anno III Numero 77

Nola, il Certame Bruniano non morirà

Le ultime polemiche legate al taglio che subirà la kermesse dedicata a Giordano Bruno hanno acceso il risentimento dell’amministrazione comunale. Rispondono alle critiche L’Ass. ai Beni Culturali e il Sindaco di Nola.:
“Rispondere ad un “attacco mediatico” ed accuse “ gratuite” non è semplice per chi si è trovato catapultato in una realtà che non gli apparteneva e le cui sorti sin dal primo momento ha voluto fortemente risollevare”.
Ha esordito così l´Assessore ai Beni Culturali del Comune di Nola, Maria Grazia De Lucia, all´indomani di alcune dichiarazioni apparse su testate giornalistiche, cartacee e on line, circa la “fine” di una delle manifestazioni più importanti e consolidate dedicate al grande filosofo nolano.

“Il Certame Bruniano è una manifestazione di grande valenza culturale – ha continuato De Lucia – che, da dieci anni ormai, mette in contatto i giovani di tutta Italia e non solo, direttamente con le opere di Bruno portando il nome di Nola fuori dai confini nazionali. Motivo per il quale non morirà. Stiamo lavorando alla decima edizione – ha precisato De Lucia – che, come già stabilito con i partner storici, avrà una impronta diversa, non proprio conforme a quella tradizionale. Presto vi comunicheremo cosa succederà. È una sorpresa”.

“Forse si dimentica – ha dichiarato il Sindaco di Nola, Geremia Biancardi – che l’Amministrazione, sin dal suo insediamento, ha dovuto fare i conti con una situazione finanziaria disastrosa per la quale si sta ancora lavorando per il risanamento di piaghe e ferite. Forse si dimentica, magari per distrazione, che solo la buona volontà di questa Amministrazione ha permesso il pagamento dovuto per l’ultimo Certame solo ad ottobre scorso.

Un evento eccezionale, sotto ogni profilo – ha continuato Biancardi -, che merita sicuramente tutta l’attenzione da parte nostra, per la cui piena riuscita però, non possiamo ora, finanziariamente parlando, fare salti nel buio. Pertanto, in sinergia con l’Assessorato ai Beni Culturali, in questi giorni stiamo approntando un programma culturale che sia degno di ogni aspettativa, assicurandoci prima la giusta e necessaria copertura finanziaria”.

Valeria Cuomo

Fonte: ilmediano.it

Storia d’Italia. Annali 25. Esoterismo, Einaudi, 2010 (Simonetta Bassi, La magia in Giordano Bruno)

Copertina

Autore/i: AA. VV.
Editore: Einaudi
a cura di Gian Mario Cazzaniga. pp. XXXII-782, 38 ill. a colori e b/n f.t., Torino Prezzo: € 85,00
Anno 2010 – ISBN 9788806190354

Origini e sviluppo delle forme esoteriche e della costruzione del sacro nella cultura italiana dall’antichità ad oggi.

Un nuovo Annale delle Storia d’Italia che, curato dallo stesso autore del volume dedicato alla massoneria, riprende i filoni esoterici/magici/mistici che a partire dalle loro radici antiche si sono carsicamente sviluppati in Italia in età moderna. Dai neopitagorici ai cabalisti, dal rosacrocianesimo alle correnti esoteriche novecentesche, fino alle nuove forme contemporanee.
I saggi sono suddivisi in quattro sezioni: Origini mediterranee e orientali; Forme esoteriche in età moderna; Forme esoteriche nella costruzione dell’identità nazionale; Forme esoteriche in età contemporanea.

Indice:

* Esoterismo e filosofia in Occidente di Gian Mario Cazzaniga.

I. ORIGINI MEDITERRANEE E ORIENTALI.

* Pietro Mander, Divinazione e magia cerimoniale nelle civiltà mesopotamiche;
* Edda Bresciani, Potere della parola e riti di resurrezione nell’Egitto faraonico;
* Antonio Panaino, I Magi in Occidente;
* Bruno Centrone, Confraternite pitagoriche e neopitagoriche; Pinella Travaglia, Origini bizantine e islamiche dell’alchimia occidentale.

II. FORME ESOTERICHE IN ETÀ MODERNA.

* Mino Gabriele, Esoterismo e iconologia;
* Vittoria Perrone Compagni, Ermete nel Medioevo cristiano;
* Cesare Vasoli, Prisca theologia e scienze occulte nell’umanesimo fiorentino;
* Marialuisa Baldi, Spiriti, demoni e arcana. Gratarolo e Cardano;
* Simonetta Bassi, La magia in Giordano Bruno;
* Jean-Pierre Brach, Umanesimo e correnti esoteriche in Italia: l’esempio della «qahbalah cristiana» (XV-XVII secolo);
* Vincenzo Lavenia, L’arca e gli astri. Esoterismo e miscredenza davanti all’Inquisizione (1587-91);
* Federico Barbierato e Adelisa Malena, Rosacroce, libertini e alchimisti nella società veneta del secondo Seicento: i Cavalieri dell’Aurea e Rosa Croce;
* Mario Rosa, Lumi, stregoneria e magia nell’Italia del Settecento; Gerardo Tocchini, Le veglie di Torino. Joseph de Maistre e la religione magica del cristianesimo delle origini.

III. FORME ESOTERICHE NELLA COSTRUZIONE DELL’IDENTITÀ NAZIONALE.

* Barbara Mazza Boccazzi, Esoterismo nei giardini veneti;
* Francesca Fedi, Retaggio nazionale e nuova ritualità civile nel progetto lirico foscoliano;
* Gian Mario Cazzaniga, Dante profeta dell’unità d’Italia;
* Alessandro Guetta, Elia Benamozegh e la qabbalah in Italia;
* Gian Mario Cazzaniga, Garibaldi e la «religione di Dio»;
* Simona Cigliana, Spiritismo e parapsicologia nell’età positivista;
* Gian Mario Cazzaniga, Ermetismo ed egizianesimo a Napoli dai Lumi alla Fratellanza di Miriam.

IV. FORME ESOTERICHE IN ETÀ CONTEMPORANEA.

* Marco Pasi, Teosofia e antroposofia nell’Italia del primo Novecento;
* Marco Rossi, Neopaganesimo e arti magiche nel periodo fascista;
* Silvia Mancini, Fra pensiero simbolico, religione civile e metapsichica: la storia delle religioni nel primo Novecento italiano;
* Jean-Pierre Laurant, Correnti cristiane nell’esoterismo italiano contemporaneo;
* Giovanni Filoramo, Tradizioni esoteriche e nuove forme di religiosità.

Bibliografia generale.
Indice dei nomi.

Contributi di Maria Luisa Baldi
Contributi di Federico Barbierato
Contributi di Simonetta Bassi
Contributi di Jean-Pierre Brach
Contributi di Edda Bresciani
Contributi di Gian Mario Cazzaniga
Contributi di Bruno Centrone
Contributi di Simona Cigliana
Contributi di Francesca Fedi
Contributi di Giovanni Filoramo
Contributi di Mino Gabriele
Contributi di Alessandro Guetta
Contributi di Jean-Pierre Laurant
Contributi di Vincenzo Lavenia
Contributi di Adelisa Malena
Contributi di Silvia Mancini
Contributi di Pietro Mander
Contributi di Barbara Mazza Boccazzi
Contributi di Antonio Panaino
Contributi di Marco Pasi
Contributi di Vittoria Perrone Compagni
Contributi di Mario Rosa
Contributi di Marco Rossi
Contributi di Gerardo Tocchini
Contributi di Pinella Travaglia
Contributi di Cesare Vasoli

Fonte: aseq.it

Amministrazione Comunale aderisce alla Fondazione “Giordano Bruno”

ISTITUZIONI | Nola
– Deliberata la fuoriuscita ufficiale dell’Amministrazione Comunale di Nola dal Parco Letterario “G.Bruno” e la successiva ed immediata adesione alla Fondazione, di cui sono soggetti partecipanti anche la Provincia di Napoli e la Regione Campania.
Un passaggio di correttezza e trasparenza amministrativa che indirizza la Fondazione sul percorso della linearità di programmazione e gestione, che fa seguito all’impegno assunto dal Sindaco Geremia Biancardi, nella seduta del Consiglio di Amministrazione dell’ente bruniano, dello scorso 29 dicembre.
Un impegno convalidato anche dalla deliberazione del Consiglio Comunale, che definisce così il ruolo della stessa Fondazione, istituzionalizzata con le adesioni di tre Enti pubblici, appunto Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Nola e messa in condizione di poter operare al meglio della trasparenza.
“Una scelta importante – ha dichiarato il Sindaco Biancardi – che evita, all’origine, ogni ambiguità sul ruolo che è destinato ad assumere la Fondazione, quale punto di riferimento per la promozione delle attività culturali che abbiano una sicura ricaduta in città e sul territorio, con il coinvolgimento anche delle giovani generazioni. Siamo sulla linea della continuità delle tante e positive iniziative – ha concluso Biancardi – che in città si sono susseguite nel corso degli anni, nel segno del pensiero libero di Giordano Bruno”.

Fonte : casertanews.it

Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ‘600 al nostro tempo, a cura di Alberto Samonà, Officina di Studi Medievali, 2009

copertina libro

Il pensiero di Giordano Bruno
in un libro di Alberto Samonà

Un contributo in più alla conoscenza del pensiero di Giordano Bruno e un interessante spunto per ricercare i collegamenti tra la filosofia del frate nolano e la cultura e il pensiero filosofico dell’Italia del Sud. Sono questi alcuni degli spunti offerti dal libro Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ’600 al nostro tempo, curato dal giornalista Alberto Samonà e pubblicato nella collana Machina Philosophorum dell’Officina di Studi Medievali (diretta dal professore Alessandro Musco), con la collaborazione della Fondazione Banco di Sicilia.
Il volume, partendo dalle riflessioni emerse durante la Giornata nazionale di studi su Giordano Bruno, tenuta a Palermo nella primavera del 2008, raccoglie diversi contributi di filosofi e storici italiani, a confronto sulla filosofia bruniana. Dopo una presentazione di Gianni Puglisi e la premessa del curatore, gli autori Francesco Maria Cardarelli («Un Bruno restituito davvero a se stesso»), Anna Foa (La memoria di Giordano Bruno e l’Italia), Sandro Mancini (Immanenza e trascendenza nella filosofia bruniana: Spaventa, Gentile, Renda), Aniello Montano (Croce lettore di Giordano Bruno) e Alessandro Musco (Arabeschi mediterranei e frattali bruniani), toccano gli aspetti più interessanti ed attuali della tradizione culturale e storiografica mediterranea e del sud d’Italia che rimanda a Giordano Bruno ed ai suoi testi. Una tradizione che, troppo spesso, viene trascurata o del tutto dimenticata, senza alcuna valida o riconoscibile ragione scientifica.
Seguono due appendici: la prima raccoglie lo scritto di Gaspare Licandro su La macchina della memoria di Giordano Bruno, originale contributo alla mnemotecnica bruniana, e la seconda, a cura di Alberto Samonà, riproduce il testo teatrale dello spettacolo dal titolo Una fiamma a Campo de’ Fiori, curato e diretto dallo stesso autore.
L’idea che costituisce il fondamento di questo volume è quella di dare vita ad un “luogo” d’incontro fra storici e studiosi di filosofia nel comune intento di approfondire la figura di un personaggio così controverso, molto celebrato, ma forse ancora non sufficientemente conosciuto.
Il libro (143 pagine, costo 18 euro), sarà ad uso di biblioteche, università e istituti di ricerca ed è acquistabile anche via internet, dal sito http://www.medioevo-shop.net.

Alberto Samonà, giornalista e scrittore siciliano, è stato cronista per vari quotidiani e periodici. Ha scritto, fra gli altri, sui quotidiani La Sicilia, Libero, L’Ora, Oggi Sicilia. Ha pubblicato diversi libri a contenuto simbolico e filosofico, fra cui Le colonne dell’eterno presente (Ila-palma, Palermo-Saõ Paulo 2001), La Tradizione del Sé (Atanòr, Roma 2003), Riti pasquali, Tarocchi (AA.VV. Ac-Mirror, Palermo 2005), Il padrone di casa (Robin, Roma 2008). Dal suo racconto intitolato La bambina all’Alloro e dedicato al poeta sufi Jalâl ad-Dîn Rûmî, il cantastorie iracheno Yousif Latif Jaralla ha tratto lo spettacolo Le orme delle nuvole (2007). Ha scritto e diretto a teatro la piéce Una fiamma a Campo de’Fiori (2008) sulla figura di Giordano Bruno, e lo spettacolo di narrazione L’oro del cavaliere (2009), ispirato a una lastra tombale del Tardo Medioevo attribuita allo scultore Francesco Laurana. È componente della giuria nazionale del concorso letterario “Subway letteratura”.

Giordano Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ’600 al nostro tempo :
Atti della giornata nazionale di studi, Villa Zito, Palermo 1 marzo 2008 / a cura di
Alberto Samonà. – Palermo : Officina di Studi Medievali, 2009.
(Machina Philosophorum : testi e studi dalle culture euromediterranee ; 21)
ISBN 97-888-6485-006-1
1. Giordano Bruno – Congressi – Palermo – 2008.
I. Samonà, Alberto
195 CDD-21
CIP: Biblioteca dell’Officina di Studi Medievali
Collana coordinata da :
Maria Bettetini, Diego Ciccarelli, Alessandro Musco (direttore).
Copyright © 2009 by Officina di Studi Medievali
Via del Parlamento, 32 – 90133 Palermo
e-mail: mailing@officinastudimedievali.it
http://www.officinastudimedievali.it
http://www.medioevo-shop.net
ISBN 97-888-6485-006-1
Il volume è stato pubblicato in collaborazione con la Fondazione Banco di Sicilia.
Prima edizione, Palermo, dicembre 2009
Stampa: FOTOGRAF – Palermo
Grafica editoriale: Alberto Musco

Giordano Bruno
nella cultura mediterranea
e siciliana dal ’600
al nostro tempo
Atti della giornata nazionale di studi,
Villa Zito, Palermo
1 marzo 2008
A cura di
ALBERTO SAMONÀ
Officina di Studi Medievali
2009

In copertina: Giordano Bruno, particolare della statua di Campo de’ Fiori.
Fotografia di Pablo Vicens Hualde

Il volume raccoglie gli atti della Giornata nazionale di studi su
Giordano Bruno, che si è svolta a Palermo l’1 marzo del 2008, su
iniziativa della Fondazione Banco di Sicilia, sul tema Giordano
Bruno nella cultura mediterranea e siciliana dal ’600 al nostro
tempo. Nell’occasione si è svolto anche uno spettacolo teatrale de-
dicato alla vita e all’Opera del Nolano, dal titolo Una fiamma a
Campo de’ Fiori, con testo e regia di Alberto Samonà.

Indice
XI
Presentazione di Giovanni Puglisi
XV
Premessa di Alberto Samonà
1
Francesco Maria Cardarelli, «Un Bruno restituito davve-
ro a se stesso»
11
Anna Foa, La memoria di Giordano Bruno e l’Italia:
spunti per una riflessione
21
Sandro Mancini, Immanenza e trascendenza nella filosofia
bruniana: Spaventa, Gentile, Renda
47
Aniello Montano, Croce lettore di Giordano Bruno
89
Alessandro Musco, Arabeschi mediterranei e frattali
bruniani
103
Appendice I
105
Gaspare Licandro, La Macchina della memoria di Giordano
Bruno
111
Appendice II
113
Alberto Samonà, Una fiamma a Campo de’ Fiori
135
Abstracts e Curricula

Fonte: livesicilia.it

Nel nome di Giordano Bruno (di Margherita Hack)

Margherita Hack, a 410 anni dal rogo, sottolinea le grandi intuizioni cosmologiche di Giordano Bruno, che con Galilei e Keplero segna l’inizio della scienza moderna.
“Oggi, di fronte ai rinnovati tentativi di sottomettere la scienza alla fede, il coraggio di Giordano Bruno è l’alto monito della ragione contro il dogma”.
Fino dai tempi più remoti l’uomo si è chiesto cosa fossero le stelle e se esistessero altri esseri viventi. Talete (VII-VI secolo a.C.) pensava che le stelle fossero fatte della stessa materia della Terra e Anassagora (V secolo a.C.) riteneva che i semi della vita fossero diffusi ovunque nell’universo, Epicuro (IV-III secolo a.C ) credeva che esistessero infiniti mondi sia simili che diversi dal nostro, il suo contemporaneo Metrodoro diceva che ritenere la Terra il solo mondo abitato in uno spazio infinito è altrettanto assurdo quanto ritenere che in un intero campo seminato a miglio germini un solo granello. Ma a queste straordinarie intuizioni oggi confermate dalle ricerche astrofisiche, si contrapponeva il pensiero di Aristotele (IV secolo a.C.), il quale sosteneva che la Terra era il centro dell’universo, che non esistevano altri mondi, e che i corpi celesti erano fatti di una materia diversa da quelle componenti la Terra e situate su gusci concentrici: in basso la terra, poi l’acqua, l’aria e il fuoco.
L’autorità di Aristotele era grande ed ha influenzato il pensiero scientifico fino ai tempi di Galileo ed oltre, insieme alla rappresentazione del mondo fatta dalla Bibbia e ai dogmi introdotti dalla Chiesa. Fra l’altro Aristotele riteneva che poiché circolo e sfera sono le figure geometriche perfette, i corpi celesti potevano muoversi solo su orbite perfettamente circolari. Per far quadrare le osservazioni con il dogma, Tolomeo (100-170 d.C.) introdusse la teoria degli epicicli: i pianeti e il Sole orbitano su circoletti (gli epicicli) il cui centro descrive un’orbita perfettamente circolare attorno alla Terra. Anche Copernico (1473-1543) pur riprendendo l’intuizione di Aristarco (III secolo a.C.) che fosse il Sole al centro del sistema solare e non la Terra, rimase vittima del dogma aristotelico e mantenne gli epicicli complicando così il suo semplice sistema eliocentrico.
Alla fine del 1500 tre grandi personalità segnano l’inizio della scienza moderna basata sull’osservazione e sull’esperimento e non su astratti dogmi filosofici o religiosi: Giordano Bruno (1548-1600), Galileo (1564- 1642), Keplero (1571-1630).
Giordano Bruno era un frate domenicano, e fu uno dei primi in Italia ad accettare l’idea di Copernico che fosse la Terra a ruotare attorno al Sole insieme agli altri pianeti e quindi che non fosse il centro dell’universo attorno a cui tutto si muove. Ma le sue intuizioni andavano molto oltre. Infatti Giordano Bruno scriveva: “Esistono innumerevoli soli; innumerevoli terre ruotano attorno a questi similmente a come i sette pianeti ruotano attorno al nostro sole. Questi mondi sono abitati da esseri viventi”.
Una visione molto moderna dell’universo, che forse è infinito nel tempo e nello spazio, con un Sole che oggi sappiamo essere una comunissima stella fra altri trecento miliardi che popolano la nostra galassia – la Via lattea – e innumerevoli altre che popolano i miliardi di altre galassie. Oggi le nostre osservazioni confermano quanto intuiva Giordano Bruno. Molte stelle sono accompagnate da pianeti, il nostro sistema solare non è unico. Forse ogni volta che si forma una stella si forma anche un sistema di pianeti. Non sappiamo se esistono altri pianeti simili alla Terra, su cui si è sviluppata la vita, ma sarebbe assurdo pensare di essere un caso unico nell’universo, e forse un giorno riusciremo ad avere una conferma sperimentale dell’esistenza di altre civiltà extraterrestri, malgrado le spaventose distanze che ci separano.
Ma le idee di Giordano Bruno contraddicevano quanto insegnava la Bibbia; invitato ad abiurare queste sue eretiche idee fu mandato al rogo in Campo de’Fiori a Roma il 17 febbraio 1600, esempio di una grande mente e di un grande coraggio, per affrontare una morte atroce in difesa delle proprie idee.
Nel 1604 apparve una supernova, passata alla storia come la supernova di Keplero, perché egli l’osservò accuratamente per circa un anno, fino a che rimase appena visibile, determinandone, notte dopo notte, lo splendore, confrontandola con le stelle vicine. Secondo il dogma aristotelico i corpi celesti sono perfetti e immutabili e quindi la supernova doveva appartenere al mondo sublunare, cioè doveva essere più vicina della Luna. Galileo ne osservò la posizione da una notte all’altra e si accorse che essa restava immutata rispetto a quella delle “stelle fisse”, il che voleva dire che era molto più lontana della Luna, a una distanza paragonabile a quella delle stelle fisse.
Cadeva così il dogma aristotelico della immutabilità dei corpi celesti. Pochi anni dopo, nel 1609, Galileo, avuto notizia da un viaggiatore, che un certo olandese aveva inventato un “cannocchiale” che faceva vedere vicine le cose lontane, se ne costruì uno per tentativi. Ecco come Galileo li descrive nel Sidereus Nuncius: “E preparai per me, come prima cosa, un tubo di piombo, alle estremità del quale adattai due lenti vitree, ambedue piane da una parte, all’altra ne posi una convessa e una concava; accostando poi l’occhio a quella concava, vidi gli oggetti abbastanza grandi e vicini…”. E poi continua: ”Ma tralasciate le questioni relative alla terra, mi rivolsi agli spettacoli dei cieli, e guardai la Luna così da vicino, quasi come se distasse due raggi terrestri”.
Galileo vide che sulla Luna c’erano montagne e pianure, crateri come sulla Terra, e perciò non era quel corpo perfetto fatto di materia diversa da quella terrestre, come pensava Aristotele, era un corpo come la Terra. E riguardo alla Via Lattea Galileo scrive: “Ciò che in terzo luogo è stato da noi osservato è l’essenza della stessa Via Lattea, ossia la materia che, con l’aiuto del cannocchiale, può essere vista. Così che tutte le diatribe che per tanti secoli hanno tormentato gli studiosi vengono meno grazie alla certezza visiva e saremo così liberati da dispute verbose. La Galassia non è infatti altro che una congerie di innumerevoli stelle riunite insieme, infatti, in qualunque regione della Galassia tu diriga il cannocchiale, immediatamente una grande quantità di stelle molto fitte si offre alla vista; di queste molte sembrano grandi e molto visibili; ma la moltitudine di quelle piccole è del tutto inesplorabile”. Galileo continua osservando che ci sono molte altre zone biancheggianti che gli astronomi avevano chiamato Nebulose e che invece sono anch’esse agglomerati di stelle. Il 7 gennaio 1610 Galileo osserva Giove con un cannocchiale “davvero eccellente” e scopre vicino al pianeta tre stelline mai viste prima. Le osservazioni seguitano fino al 2 marzo, e Galileo scopre che le stelline sono quattro e orbitano attorno a Giove, come fa la Luna attorno alla Terra, e questa scoperta è la conferma per Galileo della teoria eliocentrica e scrive: “Riteniamo inoltre l’argomento del massimo valore per togliere ogni dubbio a quelli che accettano tranquillamente, nel sistema copernicano, la rivoluzione dei pianeti intorno al Sole, che però sono così turbati dal moto della sola Luna intorno alla Terra, mentre ambedue orbitano attorno al Sole in un anno, da ritenere che questa configurazione dell’universo debba essere respinta in quanto impossibile: ora infatti non abbiamo più un solo pianeta che ruota intorno ad un altro mentre ambedue compiono una grande orbita intorno al Sole, ma l’esperienza visibile mostra quattro stelle che ruotano intorno a Giove, come la Luna intorno alla Terra, mentre tutti, insieme con Giove, compiono in 12 anni una grande orbita attorno al Sole”.
Keplero, utilizzando le accurate osservazioni dei pianeti fatte dal suo maestro Ticho Brahe scopre che le orbite sono ellittiche e non circolari, come voleva Aristotele, e prende atto del risultato delle osservazioni e finalmente manda in pensione gli epicicli. Ricava così le tre famose leggi che regolano il moto dei pianeti: 1) I pianeti descrivono ellissi di cui il Sole occupa uno dei due fuochi; 2) i raggi vettori (segmenti ideali che congiungono il pianeta al Sole) descrivono aree eguali in tempi eguali (ne consegue che quando il pianeta è al perielio, il raggio vettore è più corto e quindi l’arco di orbita percorso è più lungo, perciò la velocità orbitale è massima; il contrario succede all’afelio), 3) il rapporto fra il cubo del semiasse maggiore e il quadrato del periodo è lo stesso per tutti i pianeti. I quattro satelliti di Giove scoperti da Galileo obbediscono alle tre leggi kepleriane nelle loro orbite attorno a Giove così come i pianeti nelle loro orbita attorno al Sole.
Galileo divenne aperto sostenitore della teoria copernicana e in una lettera alla Granduchessa madre, Madama Cristina di Lorena, scriveva che il fine della Bibbia era “d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo”. Nel 1616 la Chiesa dichiarava eretica la teoria di Copernico e Galileo fu ammonito a non sostenerla e divulgarla. Quando nel 1632 fu pubblicato il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano, sebbene Galileo lo presentasse come una discussione su i meriti dei due modelli, apparve chiaro che era schierato a favore del sistema copernicano. Galileo fu accusato di eresia, convocato a Roma dal sant’uffizio fu minacciato di tortura. Galileo non aveva la vocazione del martire e abiurò ufficialmente,
dichiarandosi anche disposto a denunciare chi avesse creduto o divulgato queste teorie eretiche. Per questa sua pubblica abiura ebbe una pena mite, fu condannato agli arresti domiciliari nella Villa Il Gioiello, sulla collina di Arcetri, alla periferia sud di Firenze.
Oggi la Chiesa non contesta più i risultati delle scienze “dure”, fisica, matematica, chimica, ma ben diverso è il discorso quando si parla di biologia e quella pessima legge 40 sulla fecondazione assistita è il risultato dell’asservimento di gran parte della classe politica alle volontà del Vaticano.
È di qualche mese fa la dichiarazione del Papa sull’arroganza degli scienziati, ed è di questi giorni un nuovo attacco agli scienziati e alla scienza che ha l’arroganza di voler fare a meno della fede.
Forse va spiegato al papa che se la scienza ricorresse alla fede per spiegare quello che ancora non sa spiegare non sarebbe più scienza; che la scienza non pretende di spiegare tutto, ma tramite le osservazioni e gli esperimenti cerca di dedurre le leggi generali che governano l’universo, il nostro pianeta, gli esseri viventi. Cerca di ricostruire come dalla materia nelle forme più elementari si siano sviluppate le stelle, le galassie , i pianeti, gli esseri viventi, dai più semplici ai più complessi. Ci sono scienziati credenti, agnostici, atei, ma per tutti scienza e fede operano su piani diversi.
La scienza si basa sulla ragione, la fede o l’assenza di fede sono aspetti strettamente personali di ogni singolo individuo.
Margherita Hack

Fonte: periodicoliberopensiero.it

La Festa della Filosofia fa tappa a Lainate

Lainate – Domenica 28 e martedì 30 marzo farà tappa a Lainate la Festa della Filosofia, 14 lectio magistralis dei più grandi filosofi contemporanei in programma da marzo a giugno nei Comuni del Polo Insieme Groane. Il doppio appuntamento lainatese vedrà domenica 28 Marzo alle 17.00 nella sala del Levati Giulio Giorello trattare de “Gli eroici furori di Giordano Bruno”, nell’ambito del calendario di incontri su Eros e la sua Storia Moderna; mentre martedì 30 marzo alle 20.45 nella sala degli Specchi sarà una filosofa del territorio, Paola Grassi, a parlare de “Le forme della seduzione da Shakespeare a Twilight”.

La conferenza di Giorello sarà introdotta da un momento musicale con arie del Rinascimento italiano del Recerchar Ensemble eseguite dal mezzosoprano Noemi Florimo e da Renato Cadel al liuto. Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo ai partecipanti.

Di seguito un breve profilo dei due relatori:

Giulio Giorello, classe 1945, è professore ordinario di Filosofia della Scienza dell’Università degli Studi di Milano. Dalle prime ricerche in filosofia e storia della matematica i suoi interessi si sono ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Oltre a studi specifici di matematica, a Giorello si devono anche saggi fondamentali per la diffusione dei concetti base dell’epistemologia analitica del dopoguerra, tra i quali l’approfondita introduzione a Lakatos e Musgrave. Ha curato una Storia della filosofia della scienza con D. Gillies. Collabora in modo continuativo sia con il Corriere della Sera sia con Rai-Radio Tre. Ha pubblicato: Di nessuna chiesa; Prometeo Ulisse Gilgames, Non nominare il nome di Dio invano (con Gabriel Mandel).

Paola Grassi, di Lainate, è consulente personale di formazione filosofica, collabora con case editrici e riviste filosofiche. Tiene il blog pensafilosofico.it.

Così introduce il suo incontro: «Scelgo il tema della seduzione perché intercetta l’attrazione, il desiderare, ma non vi si identifica, e contribuisce, nell’allontanarsi, a una migliore visione del concetto. Sedurre non è, come vuole un’erronea vulgata etimologica, il “condurre a sé”, ma, all’opposto, il “condurre in disparte”. La fascinazione aliena la persona sedotta dal gruppo sociale cui appartiene, ed essa è letteralmente “presa”, rapita, come accade, nella penombra romantica di Twilight, alla protagonista della saga».

Il programma è completato dalla Festa della Pittura, mostra itinerante intitolata “I Mille volti di Eros” a cura dei docenti del Liceo Artistico “L. Fontana” di Arese.

La mostra sarà allestita da domenica 28 a martedì 30 marzo nella sala di Enea.

Orari di apertura:
Domenica 10.00 – 12.00 e 16.00 – 18.00
Lunedì e martedì 16.00 – 19.00

Il programma completo è visionabile su http://www.insiemegroane.it

Fonte: assesempione.info

Le forme della seduzione da Shakespeare a Twilight

La seduzione è un rapimento. “Aliena la persona sedotta dal gruppo sociale cui appartiene, ed essa è letteralmente presa, rapita” come accade, nella penombra romantica di Twilight, alla protagonista della saga. E’ per questo che Paola Teresa Grassi, ideatrice dei seminari pensafilosofico, ha scelto Shakespeare e il bestseller sui vampiri per parlare di fascino e desiderio in una serata filosofica a Milano.

“Scelgo il tema della seduzione perché intercetta l’attrazione, ma non vi si identifica, e contribuisce, nell’allontanarsi, a una migliore visione del concetto – spiega l’organizzatrice. Sedurre non è, come vuole un’erronea vulgata etimologica, il ‘condurre a sé’, ma, all’opposto, il ‘condurre in disparte’. Il suo universo relazionale viene messo in disparte, dimenticato, addirittura misconosciuto. Con questa serata di racconti filosofici e musica, non intendo demonizzare la seduzione, e nemmeno quella evoluta forma di vampirologia incarnata da “eclissi” e “nuove lune”; intendo piuttosto attraversarne i sentieri per comprendere come fare a non perdervisi”.

Il background: “Dopo avere ascoltato la lectio magistralis di Giulio Giorello su «Gli eroici furori» di Giordano Bruno, tenterò di illustrare come, raccogliendo l’eredità bruniana, sia il genio di Shakespeare ad illuminarci la via. Che i due si siano effettivamente incontrati poco importa, è certo che molto deve al filosofo di Nola quella strana commedia che è Pene d’amor perdute, in particolare sul nostro tema. Berowne è un’evidente storpiatura anglofona dell’italiano Bruno e gli “ero(t)ici” furori del re di Navarra e dei suoi tre compagni vengono messi alla prova in una sorta di Accademia “filosofica” dell’Astinenza. Tentativo fragile, tuttavia, che si rivela fittizio con l’inaspettata apparizione della principessa di Francia e delle sue dame. Un incontro reale e seducente, di una seduzione conveniente e trasformativa capace di convertire il desiderio dei signori di Navarra, eternizzandolo. Un amore vero, che conviene poiché richiede studio e fatica; non tuttavia l’artificioso sapere libresco, ma un sapere pratico che, oltre l’infatuazione, incontra un tipo di Eros non romantico, ma produttivo e riproduttivo; un legame che non allontana da sé, ma che costruisce il sé insieme con l’altro”.

a cura di Paola Teresa Grassi
Sala degli Specchi
martedì 30 marzo ore 20.45
Fonte: affaritaliani.it

vedi anche questo articolo

Ciclo di conferenze del circolo “Giordano Bruno” (Febbraio-Maggio 2010)

Milano, febbraio-maggio 2010. Calendario degli eventi

Circolo Culturale “Giordano Bruno” Milano

Ciclo di conferenze febbraio-maggio 2010

Le conferenze si svolgono il martedì, dalle ore 21 alle 23 circa, a Milano in via Bagutta 12 (fermata San Babila della linea 1 (Rossa) della Metropolitana), scala C, seconda a destra, al secondo piano. La saletta contiene al massimo 23 persone. La sede apre alle 20,30.

LE SERATE SONO APERTE A TUTTI, NESSUN OBBLIGO DI ACQUISTO DEI LIBRI PRESENTATI, VASTA SCELTA DI LIBRI ATEI-ANTICLERICALI-LAICISTI-ANTIFASCISTI SCONTATI, OFFERTE DI LIBRI USATI A UN EURO

Telefoni:

Sede 02/780811

Pierino Marazzani: 02/3506411 cellulare 349/4603869

e-mail: marazzani@tiscali.it (preferibile per contatti diretti) gbrunomi@email.it (indirizzo generico del Circolo che Marazzani non legge direttamente)

febbraio

16 SERATA DI DISCUSSIONE SUL LIBRO DI EMILIANO VENTURA “GIORDANO BRUNO – LA DIVINA ERESIA” http://www.bardieditore.com INTERVERRA’ ALESSANDRO FARINELLA, STUDIOSO DEL FILOSOFO ARSO VIVO DAI PRETI A ROMA IL 17 FEBBRAIO 1600

23 SI DISCUTE SUL LIBRO DI MARINA BENEDETTI “INQUISITORI LOMBARDI DEL DUECENTO” http://www.storiaeletteratura.it , RELAZIONA PIERINO MARAZZANI SU ROGHI DI CARNE UMANA, ESUMAZIONI DI CADAVERI, TORTURE SPIETATE, CARCERI ecc.

Marzo

2 PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI PIERINO MARAZZANI “LA CHIESA CHE TORTURA – DALLE ORIGINI ALL’ETA’ CONTEMPORANEA – DUE MILLENNI DI SEVIZIE ECCLESIASTICHE” http://www.sicilialibertaria.it. INTERVERRANNO L’AUTORE E VALERIO POCAR, ORDINARIO DI SOCIOLOGIA DEL DIRITTO ALL’UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA , AUTORE DELLA PREFAZIONE

9 SI DISCUTE SUL LIBRO DI GAETANA MAZZA “STREGHE, GUARITORI, ISTIGATORI. CASI DI INQUISIZIONE DIOCESANA IN ETA’ MODERNA” http://www.carocci.it. INTERVERRA’ CINZIA BERTONI DELLA CASCINA AUTOGESTITA TORCHIERA

16 SI DISCUTE DEL LIBRO DI PAOLO BONETTI “IL PURGATORIO DEI LAICI-CRITICA DEL NEOCLERICALISMO” http://www.edizionidedalo.it . INTERVERRA’ LUCIANO BELLI PACI DEL CIRCOLO CARLO ROSSELLI DI MILANO

23 SI DISCUTE DEL LIBRO DI PHILIPPE GROLLET “LAICITA’ UTOPIA E NECESSITA’” http://www.avveniredeilavoratori.eu. INTERVERRA’ MARIA CARLA BARONI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE MARXISTA

30 SI DISCUTE DEL LIBRO DI CLAUDIO MADDALENA “LE REGOLE DEL PRINCIPE – FISCO, CLERO E RIFORME A PARMA E PIACENZA (1756-1771)” http://www.francoangeli.it . INTERVERRA’ RENATO POMARI, UN NUOVO LIBRO SULLE ENORMI RICCHEZZE DEL CLERO

Aprile

6 SI DISCUTE DEL LIBRO DI NANDO TONON “ELOGIO DELL’ATEISMO – PREFAZIONE DI MARGHERITA HACK” http://www.edizionidedalo.it. INTERVERRANNO ESPONENTI DEL CIRCOLO DI MILANO DELL’UAAR http://www.uaar.it

13 SI DISCUTE SUL LIBRO DI AUTORI VARI “ILLUMINISMO – UN VADEMECUM” http://www.bollatiboringhieri.it. INTERVERRA’ TIZIANO TUSSI, INSEGNANTE DI STORIA E FILOSOFIA E SAGGISTA

20 SI DISCUTE DEL LIBRO A CURA DI ANNA ESPOSITO E DIEGO QUAGLIONI “PROCESSI CONTRO GLI EBREI DI TRENTO (1475-1478) II – I PROCESSI ALLE DONNE” CEDAM EDITORE, UN PROCESSO CON SEVIZIE FATTO DA CATTOLICI FANATICI, INTERVERRA’ BRUNO SEGRE, STORICO E SAGGISTA

27 SERATA ANTIFASCISTA CON ROBERTO CENATI DELL’ANPI. SARANNO PRESENTATI VARI LIBRI TRA CUI “PIERO GOBETTI-LA BREVE STORIA DI UN MARTIRE PER LA LIBERTA’” A CURA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PERSEGUITATI POLITICI ANTIFASCISTI SARDEGNA

Maggio

4 SI PRESENTA IL LIBRO SATIRICO DI FRA’ DUBBIOSO “SOTTO LA TONACA NIENTE, LO STATO DI SALUTE DI SANTA MADRE CHIESA VISTO, SPULCIATO E COMMENTATO DA UN MISCREDENTE” http://www.sicilialibertaria.it. INTERVERRA’ FABIO GREGGIO

11 SI DISCUTE DEL LIBRO DI TOBY GREEN “INQUISIZIONE IL REGNO DELLA PAURA-350 ANNI DI TORTURE E DI REPRESSIONE DEL DISSENSO SU SCALA MONDIALE, DAL XV AL XIX SECOLO” http://www.armenia.it. INTERVERRA’ L’ANTROPOLOGA MICHELA ZUCCA

18 SI DISCUTE DEL LIBRO DI ERIC FRATTINI “L’ENTITA’, LA CLAMOROSA SCOPERTA DEL SERVIZIO SEGRETO VATICANO: INTRIGHI, OMICIDI, COMPLOTTI DEGLI ULTIMI 500 ANNI” http://www.fazieditore.it. INTERVERRA’ IL TEOLOGO GIOVANNI MAPELLI

25 SI DISCUTE DEL LIBRO DI LUCIA FELICI “PROFEZIE DI RIFORMA E IDEE DI CONCORDIA RELIGIOSA” http://www.olschki.it. LA TRAGICA VICENDA DI UN RIFORMATO MORTO IN CARCERE E DI SUO FIGLIO ARSO VIVO AD AOSTA, INTERVERRA’ GIUSEPPE PLATONE, GIA’ DIRETTORE DI RIFORMA

Fonte: italialaica.it

Anteprima mondiale della traduzione delle opere di Giordano Bruno in polacco

Speciale Giffoni: a Varsavia dal 1° al 7 Marzo
Giffoni Experience torna in Polonia dal 1 al 7 Marzo per il primo evento internazionale del 2010, anno nel quale si celebra il quarantennale del festival cinematografico più amato dai giovani di tutto il mondo. A Varsavia, nell’ambito del progetto Terrafelix, promosso da Gianfranco Nappi, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, si svolgerà lo Speciale Giffoni, al quale parteciperanno numerosi esponenti del cinema e della cultura italiana e polacca. Una bilaterale, che va a rinsaldare il pluriennale rapporto di cooperazione con l’Associazione dei Filmmakers e cineasti locali, il Ministero della Cultura e la Direzione Nazionale per il Cinema.

All’università di Varsavia, invece, verrà presentata dal Prof. Nuccio Ordine in anteprima mondiale la traduzione delle opere di Giordano Bruno in polacco e saranno letti alcuni brani del filosofo napoletano.

Vai al sito del Giffoni Film Festival

Vedi le foto dell’anteprima mondiale

Questo progetto è sostenuto dal Ministero Italiano dei Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema, dalla Provincia di Salerno e patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale e dall’Ambasciata d’Italia a Varsavia.

Provincia di Livorno. Convegno su Giordano Bruno

Provincia di Livorno. Convegno su Giordano Bruno

Comunicati Stampa
Livorno – Il 26 e 27 marzo, nella Sala Conferenze della Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti, si svolgerà un convegno dal titolo “Aspetti della geometria nell’opera di Bruno”. L’iniziativa è promossa dal Centro Studi Enriques, dalla Provincia e dal Comune di Livorno, con la collaborazione dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dei Dipartimenti di Matematica dell’Università di Roma Tor Vergata e di Matematica Applicata dell’Università di Pisa, con il patrocinio dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze e del Conseil International de Philosophie et Sciences Humaines dell’Unesco. Il convegno si inserisce nella fase attuale degli studi dedicati a Giordano Bruno, mettendo a fuoco un aspetto della sua opera, il rapporto con la geometria, ancora poco indagato. L’ incontro avrà un’impronta multidisciplinare, avvalendosi dell’apporto di matematici e storici della matematica (Imre Toth, Luigi Maierù, Paolo Zellini), e di storici della filosofia e dell’arte (Hilary Gatti, Ingrid Rowland, Ornella Pompeo Faracovi, Marci Matteoli, Mino Gabriele), con l’intento di far luce anche sulla dibattuta questione della modernità di Bruno. Gli studi sulla sua filosofia e la ripubblicazione in edizione critica delle sue opere, comprese quelle da lui lasciate manoscritte, hanno, infatti, conosciuto negli ultimi anni una importante ripresa, anche in relazione alle celebrazioni del quarto centenario della morte. Giordano Bruno (1548-1600) è una delle figure più interessanti e controverse dell’età del Rinascimento. Nato a Nola, entrò come novizio nel convento napoletano di San Domenico Maggiore, dal quale fuggì nel 1567, sospettato di eresia. Uscito dall’Ordine, iniziò una serie di peregrinazioni che lo portarono dapprima a Roma, Venezia, Ginevra, Tolosa, poi a Parigi e Londra, e successivamente in varie città della Germania. Decise infine di rientrare a Venezia, invitato dal patrizio Giovanni Mocenigo, desideroso di apprendere da lui l’arte della memoria. Denunciato dallo stesso Mocenigo all’Inquisizione, fu sottoposto a processo prima a Venezia e poi a Roma, dove dopo anni di carcerazione fu arso vivo in Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600. E’ autore di molti scritti famosi, fra cui la commedia Candelaio, i dialoghi Cabala del cavallo pegaseo, Spaccio de la bestia trionfante, La cena de le ceneri, Degli eroici furori, e i grandi poemi latini stampati a Francoforte (De minimo, De monade, De immenso). La figura e l’opera di Bruno sono state al centro di molte indagini e di molte discussioni. Da un lato, si è riconosciuto in lui uno dei massimi filosofi del Rinascimento, audace assertore dell’infinità dell’universo e della pluralità dei mondi, propugnatore di una laica rivendicazione dell’autonomia del pensiero contro lo strapotere delle diverse chiese nell’età ferrea della Controriforma. Dall’altro lato, anche sulla scia di un fortunato libro della studiosa inglese Frances Yates, è stato visto come il sostenitore di un naturalismo attardato, intriso di pratiche magiche, estraneo alla nuova visione scientifica del mondo.

Clicca qui per vedere il programma

Scritto da Ufficio stampa Provincia di Livorno Martedì 23 Marzo 2010 11:55

Fonte: costaovest.info

Mese Bruniano 2010 a Poggio Mirteto

Mese Bruniano 2010 a Poggio Mirteto – Intervento: “L’anomalia Giordano Bruno nel contesto filosofico occidentale ed il seme di conoscenza da cui il suo pensiero deriva”

”Ah, la libertà! Così preziosa ma così “cara” e per i più così utopica….” (A.B.)

La differenza sostanziale nell’espressione religiosa fra oriente ed occidente è che in occidente la religione si considera con un inizio ed una fine mentre in oriente essa viene riconosciuta come “eterna”, senza inizio né fine.

Il cristianesimo ed anche l’islamismo, infatti, sono religioni che prendono l’avvio con la nascita dei loro rispettivi profeti, Cristo e Maometto, e ci si aspetta che si concludano con l’apocalisse. In India, in Cina e nel resto dell’Asia, invece, lo Spirito viene dichiarato antecedente e successivo ad ogni manifestazione vitale ed allo stesso tempo esso è sia immanente che trascendente. Questa differenza di vedute porta ad una sostanziale differenza nella gestione del fatto religioso. In oriente non esistono strutture di potere riconosciute come legittime custodi della religione, ciò che è eterno pensa a se stesso. In occidente al contrario si presuppone che la religione debba essere controllata e gestita da nuclei di potere ecclesiastico, proprio in considerazione della sua finitezza ed imperfezione, e questo per “evitare” devianze o eresie dalla norma consolidata.

Forse l’esempio ideologico di un potere sacerdotale centralizzato derivò dalla figura di Mosé il quale riportò ordine e regole nella religione “madre”, regole fatte in seguito proprie sia del cristianesimo che dell’islamismo. Ma il potere centralizzato è soprattutto presente nel cristianesimo, formandosi nei secoli un diritto assodato del vescovo di Roma di gestire in modo autonomo ed assolutistico le cose religiose e mondane connesse al credo cristiano. Questo semplice fatto ha comportato una “cura d’interessi” personalistica pure nei fatti dottrinali e nel riconoscimento di santità od eresia. Ad esempio andò bene a Francesco d’Assisi che venne ad umiliarsi a Roma e perciò ottenne l’autorizzazione papale e successivamente anche il riconoscimento di santità.

Molto male, forse perché in quel periodo regnavano pontefici più gretti, andò al Savonarola od a Giordano Bruno che furono sacrificati sul rogo. Nel periodo storico in cui visse Giordano Bruno, in verità vi fu un certo fermento illuminista con Galileo Galilei che studiò il sistema solare e lo definì eliocentrico, oppure con Tommaso Campanella che si ispirò alla teoria neo-platonica per immaginare la sua “Città del Sole”. Purtroppo per Giordano Bruno la sua intuizione fu troppo grande e troppo incontrollabile per poter venir accettata dal papato, addirittura egli chiamò l’universo eterno ed infinito, senza centro né circonferenza. Una cosa del genere non poteva piacere ad un potere religioso che basava il suo essere sulla “finitudine, sulla limitatezza, sul peccato originale, sulla differenza fra Dio e creature, sulla necessità di un salvatore specificatamente indicato”.

Giordano Bruno fu troppo vicino nella sua espressione filosofica al “Sanathana Dharma”, all’eterna legge dell’essere e del non essere, ben descritta dai saggi realizzati dell’oriente… Ed allora che posto avrebbe avuto un papetto qualsiasi, un cardinaletto, un curato di campagna nel contesto di tale verità? Semplici figure immaginate e pretenziosamente costituite in veste istituzionale. Purtroppo l’abisso nel pensiero ed il rischio che questo avrebbe comportato alla continuità religiosa cristiana fu insormontabile per i meschinelli capi religiosi della cristianità (una religione per altro inventata a tavolino). Così fu necessario che Giordano Bruno fosse immolato sul rogo, nel tentativo di distruggere assieme al suo corpo martoriato anche il suo pensiero. Ma andò così? No, la verità viene sempre a galla e sia pur ancora calpestata e misinterpretata essa alla fine trionferà ed in realtà sta già trionfando, poiché il finito non può assolutamente condizionare l’infinito.

E’ stato perciò anche quest’anno organizzato un “mese Bruniano”, di cui la prima edizione si tenne a Viterbo lo scorso anno e che stavolta si tiene a Poggio Mirteto, in provincia di Rieti. In entrambi i casi durante il periodo stabilito viene allestita una mostra di arte sulla libertà di espressione.

Infatti così disse Giordano Bruno: “I filosofi sono in qualche modo pittori e poeti, i poeti sono pittori e filosofi, i pittori sono filosofi e poeti. Donde i veri poeti e i veri pittori e i veri filosofi si prediligano l’un l’altro e si ammirino vicendevolmente” Abstract dell’intervento di Paolo D’Arpini – circolo.vegetariano@libero.it

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Programma dell’inaugurazione del Mese Bruniano a Poggio Mirteto (Rieti), Sala della Biblioteca Comunale, 20 marzo 2010:

h 15,30 – Con la partecipazione della Banda Nazionale Garibaldina e alla presenza delle Autorità, inaugurazione della Mostra “Affreschi ed affrescatori” sul tema “Libertà espressiva nell’arte e nel pensiero…”

Affreschi ed Affrescatori è una manifestazione, giunta alla 5a edizione, organizzata da APAI – Associazione per la Promozione delle Arti in Italia – viene quest’anno promossa nell’ambito del Mese Bruniano 2010, per stabilire il valore della laicità e ricordare la figura di Giordano Bruno.

Partecipano gli artisti :
– Vincenzo Illiano con “Omaggio a Giordano Bruno” – acquerello
– Ruslan Ivanytskyy con “Don Chisciotte” – scultura in bronzo
– Tommaso Liuzzi con “Coagulazione sonora” – tecnica mista
– Luigi Lombardi con “Disobbedienza pacifica” – olio su tela
– Laura Lucibello con “Un Attimo nell’Infinito” – acquerello
– Pino Salvatore con “Il volo della libertà” – collage e tecnica mista
– h. 16.00 – Stessa Sede – A cura dell’ass. Libero Pensiero Giordano Bruno, con
l’ausilio di Università popolare Sabina Eretum e del periodico Mondo Sabino: – apertura della manifestazione ad opera del Prof. Osvaldo Ercoli, presidente della sezione di Viterbo e Rieti della associazione Libero Pensiero Giordano Bruno
– conferenza dibattito sul tema “Laicità nel pensiero di Giordano Bruno” . Relatore Dr. Nicola Cultrera, saggista. Partecipano: prof. Pietro Lasalvia, dr. Cesare Foschi, Paolo D’Arpini, Laura Tusa, avv.Gianfranco Paris.

– Dibattito e conclusioni
– Premiazione del vincitore del concorso per un saggio su Giordano Bruno indetto nel mese Bruniano 2009.

Paolo D’Arpini
Fonte: latuavoce.it

“Resoconto evocativo dell’infinità del pensiero di Giordano Bruno” – Inaugurazione del Mese Bruniano 2010 e della mostra Affreschi ed affrescatori di Poggio Mirteto (Rieti)

Il Mese Bruniano 2010 e la ricerca dell’infinito

Dopo il successo dello scorso anno a Viterbo anche questo marzo torna la celebrazione del Mese Bruniano, interamente dedicato alla memoria del grande filosofo e pensatore nolano.

L’evento inaugurale si è tenuto a Poggio Mirteto, un territorio in cui il ricordo di Giordano Bruno è molto sentito, dati i trascorsi storici del piccolo comune e dell’intera Sabina. Sin dall’età Medioevale in questa vasta area del centro Italia l’incontro, e lo scontro, con la realtà ecclesiastica e con gli “inconfutabili” dogmi della Chiesa è una realtà, e l’esperienza di Giordano Bruno, condannato e reietto dal mondo cattolico risulta più che mai legata alla storia di Poggio Mirteto e a quella dei nostri giorni.

La personalità di Giordano Bruno, complessa ed ironica, tenace e razionale, libera e stanca, mai è sembrata così attuale come in questo momento storico, in cui non c’è solo bisogno di ritrovare i propri valori, ma probabilmente di buon senso, di umanità. Umanità che in Giordano Bruno si scontra con i limiti del proprio tempo e con l’indifferenza dei nostri secoli. Il suo pensiero alla fine trova nell’azione, nemica della contemplazione che impedisce all’uomo di agire, fermo nei suoi dubbi e nelle sue paure, e nella fiducia nell’altro la consapevolezza che è possibile migliorare il proprio futuro.

Il Mese Bruniano è stato inaugurato il 20 marzo 2010, nella Biblioteca Comunale, dalla banda Nazionale Garibaldina della città, la prima banda della storia italica che si costituiva nel 1592, anno in cui, Giordano Bruno veniva arrestato dal Santo Uffizio e condannato per eresia.

All’esibizione dei bandisti, giovani e anziani bravissimi, è seguita una conferenza dibattito sul tema della “Laicità nel pensiero di Giordano Bruno” a cui hanno partecipato esperti e specialisti degli studi bruniani, a partire dal professore Osvaldo Ercoli, seguito da Nicola Cultrera, Pietro Lasalvia, Paolo D’Arpini, Cesare Foschi, Laura Tura e Gianfranco Paris. Senza dimenticare l’intervento dell’Assessore alla cultura Marco Vincenzi che ripone nei giovani e nel capire (forse meglio “superare”) il loro disagio, la speranza di un futuro migliore.

A fare da sfondo alla conferenza e alla banda di Poggio Mirteto erano le opere della mostra concorso “Affreschi e affrescatori. Libertà espressiva nell’arte e nel pensiero”, organizzata da Laura Lucibello, a cui hanno aderito Vincenzo Illiano, vincitore della scorsa edizione del mese Bruniano, Ruslan Ivanytskyy, Tommaso Liuzzi, Luigi Lombardi e Pino Salvatore. Le opere, dal forte impatto emotivo ed emozionale, hanno saputo cogliere quel nesso di consecutività, di attualità, tra Giordano Bruno e la storia del nostro secolo, con le sue guerre, le sue atrocità (V. Illiano, Non è sempre libero pensiero e T. Liuzzi, Coagulazione sonora) e con i suoi movimenti di ribellione, di disobbedienza, seppur brevi e quasi celati dalla cronaca e dai media (L. Lombardi, Disobbedienza Pacifica). In alcuni dipinti l’arte recupera invece i grandi temi, i grandi eventi (P. Salvatore, Il volo della libertà) e i grandi eroi della storia e del passato, come i paladini della giustizia, incompresi (R. Ivanytskyy, Don Chisciotte). Come via di mezzo tra il passato, greve dei suoi errori ma anche dei suoi valori, e il futuro da cogliere, da non sprecare, da vivere con ogni forza, si pone l’opera di Laura Lucibello, Un Attimo nell’Infinito (non in concorso), forse un invito a saper agire e a cogliere l’infinito.

Valentina Ierrobino
Fonte: circolovegetarianocalcata.it

“400 anni dopo, incontrando Caravaggio” Esposizioni a Milano con Gli Eroici Furori, mostra, a cura di Giovanni Cerri.

Alberto Figliolia. 400 anni dopo, incontrando Caravaggio
Esposizioni a Milano con Gli Eroici Furori
‘Apparizione’
22 Marzo 2010

Sepolto in una spiaggia, in una fossa comune. Alla morte, era soltanto trentanovenne, lo condussero il 18 luglio 1610, sotto un sole abbacinante a Porto Ercole, la febbre e un’infezione intestinale (la malaria?). Forse un antibiotico (o una combinazione di farmaci o il chinino) lo avrebbe salvato. Peccato che allora non esistessero medicine tanto raffinate od efficaci. È il quattrocentesimo anniversario della scomparsa di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (sebbene di nascita milanese), genio della pittura di tutti i tempi: L’indovina, Riposo durante la fuga in Egitto, I bari, Fanciullo con canestro di frutta, Cena in Emmaus, Bacco, Vocazione di San Matteo, Morte della Vergine, Madonna dei Pellegrini et alia. Una vita spericolata, la sua, costellata di successi e rovesci, denari, gioco e debiti, fughe, esilio e ritorni, risse e ferite, anche il carcere, persino un omicidio, soprattutto capolavori per i quali non aveva timore di usare quali modelle/i prostitute, annegati, uomini del popolo, se stesso. La luce di Caravaggio piove sul mondo e lo illumina fieramente accendendolo e riscattandolo da bruttezze e brutture; piove da dentro e illumina il mondo che da inferno muta in qualcosa che, se non è paradiso, è quanto di più vicino ad esso, almeno per la povera umanità che ne popola le strade: empatia, solidarietà, consapevolezza e comprensione. Bellezza senza limiti.

Nel quarto centenario della morte del Maestro fioccano le iniziative, fra cui, in quel di Milano, la mostra, a cura di Giovanni Cerri, “400 anni dopo, incontrando Caravaggio”. Che poi è, più precisamente, un trittico di esposizioni: Un fuoco solitario di Gaetano Orazio, sino al 3 aprile; Nero latino di Marina Falco, dal 14 aprile sino al 15 maggio; Geometrie di luci e ombre di Gabriele Poli, dal 19 maggio sino al 18 giugno. Sede è la Galleria “Gli Eroici Furori”, via Melzo 30 (tel. 02 37648381, cell. 347 8023868, sito Internet http://www.furori.it, e-mail silvia.agliotti@furori.it).

Gaetano Orazio, l’artista attualmente in mostra, è un pittore di assoluto talento, la sua cifra muovendo fra evocatività figurative e astrattismo, natura primigenia e inquietudini antiche e contemporanee, silenzi e fuochi dell’anima, un tormento-estasi e una pacificazione negli elementi primordiali del mondo fatti propri, interiorizzati nel profondo e rielaborati con totale originalità. Esegeta delle tecniche miste e delle sfumature, signore del riciclaggio dei materiali, poeta (anche in senso letterale) di alberi e animali – straordinarie le sue betulle, uccelli, salamandre, pesci e creature dell’acqua -, le due “Guardie del corpo” (o “Sentinelle”, 200 cm x 50 cm) esposte agli Eroici Furori rubano l’occhio con il non finito che cola, con il profilo d’ombra che cala nel cuore, disegnandone rive e anfratti, a suggerire… Sono Ustioni e Apparizioni le tele di Orazio, solitudini che si dispiegano, spiegazioni metaforiche, in-certezze, ritagli d’infinito: lasciano segni, il segno; simboli della condizione umana, esigenza del vero sempre e comunque, pur nel borderline che siamo nel tessuto straziato e infinito dell’universo.

«Confido nel tempo, nella sua spina dorsale, nel giaciglio di pietra e memoria che spetta a ognuno di noi», ha scritto Gaetano Orazio in Appunti dal torrente, meditazione che ben si attaglia alla sua produzione.

«Orazio semina lo studio di quadri, li impronta, li ascolta, li segue, li cura, li soccorre. Ci sono quadri che nascono e crescono in fretta, altri che necessitano di più lenta maturazione. Ma tutti richiedono attenzione, affetto, dialogo. Guardando qua e là, ecco le tracce di Caravaggio: già nei lavori di anni fa apparivano chiari echi del Merisi. Per citare, esempio emblematico, abbiamo scelto per questa mostra due opere significative appartenenti al ciclo del 1993 Heimweh, il dolore della casa, ispirate al sofferto messaggio di Primo Levi. Interni ombrosi, con primi piani che richiamano altari sacrificali che presuppongo azioni di vittime e carnefici», è uno stralcio da un’accurata analisi del curatore della mostra Giovanni Cerri, a sua volta valentissimo pittore.

Per concludere, ecco ciò che ha scritto, esemplarmente, Silvia Agliotti: «È dall’amorosa passione per la verità de Gli Eroici Furori, testo bruniano sull’amore come entusiasmo e passione, che prende il nome la nostra Galleria d’Arte. E così la proposta fatta ai tre artisti Gaetano Orazio, Marina Falco, Gabriele Poli, di dialogare con il Maestro Caravaggio, a quattrocento anni dalla sua morte, in un contesto urbano di una Milano del secondo millennio – recentemente scopertasi città natale del Merisi – ha il senso di ri-trovare una tradizione: ricollegarvisi. Ed è quasi come se avvenisse sotto lo sguardo del filosofo nolano. Alla luce tagliente e intrepida raffigurata dal Caravaggio si unisce la luce del fuoco vivo del rogo di Giordano Bruno. L’immaginaria luce risultante… è la nostra illuminazione, come ricerca e instancabile tensione a “voler vedere”, tendere una mano alla tradizione, stabilire un contatto con un elemento recessivo della nostra sedimentata memoria cellulare, andando verso l’autenticità delle cose».

Alberto Figliolia

Fonte: tellusfolio.it

Gli Aperitivi Filosofici 2010: Gli Eroici furori di Giordano Bruno – Giulio Giorello (Domenica, 28 Marzo 2010 – ore 18)

Domenica, 28 Marzo 2010
GLI EROICI FURORI DI GIORDANO BRUNO – GIULIO GIORELLO

Gli Eroici furori di Giordano Bruno: Conferenza di Giulio Giorello
Tema: C’era una volta Eros – Eros e la sua STORIA MODERNA
Liuto e mezzosoprano – musica rinascimentale & APERITIVO

Giulio Giorello (1945)
Professore ordinario di Filosofia della Scienza dell’Università degli Studi di Milano. Dalle prime ricerche in filosofia e storia della matematica i suoi interessi si sono ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Oltre a studi specifici di matematica, dunque, a Giorello si devono anche saggi fondamentali per la diffusione dei concetti base dell’epistemologia analitica del dopoguerra, tra i quali l’approfondita introduzione a Lakatos e Musgrave. Ha curato una Storia della filosofia della scienza con D. Gillies. Collabora in modo continuativo sia con il Corriere della Sera che con Rai-Radio Tre. Ha pubblicato: Di nessuna chiesa; Prometeo Ulisse Gilgames, Non nominare il nome di Dio invano (con Gabriel Mandel).

DETTAGLI
Data: Domenica, 28 Marzo 2010
Orario: ore 18
Luogo: Villa Borromeo Visconti Litta
Indirizzo: Largo Vittorio Veneto, 12
Comune: Lainate
Ingresso: libero
Note sull’Ingresso:
Liuto e mezzosoprano – musica rinascimentale &; APERITIVO

L’EVENTO FA PARTE:
GLI APERITIVI FILOSOFICI – EDIZIONE ED. 2010
C’ERA UNA VOLTA L’EROS
LA FESTA DELLA FILOSOFIA – EDIZIONE ED. 2010
I MILLE VOLTI DI EROS
BENI CULTURALI – EDIZIONE 2010

ORGANIZZAZIONE E INFORMAZIONI
Referente: Associazione AlboVersorio
Telefono: 340 9247340
Email: alboversorio@alice.it
Sito Web: http://www.alboversorio.it

Referente: Ufficio Cultura Lainate
Telefono: 02 93598227 – 267
Email: cultura@lainate.inet.it
Sito Web: http://www.comune.lainate.mi.it
Comune: Lainate

Fonte: insiemegroane.it

Philosophia. Nuova iniziativa del Corriere della Sera in 30 DVD (Tutti dedicati alla storia della Filosofia, dal 16 marzo 2010)

Nuova iniziativa del corriere della sera

Philosophia. Il cammino del pensiero

Una collana di 30 DVD dal 16 marzo in edicola a 9,99€
il DVD n. 15 sarà dedicato a ERASMO E BRUNO

Data di uscita in edicola del DVD su Giordano Bruno: 22/06/2010

Cliccate qui per visionare il piano completo dell’opera, oppure lo potete trovare in fondo a questa pagina

Per essere filosofi ci vuole un maestro

Insegnare vuol dire sedurre. Il docente deve trasmetterci la passione

«C’è più da fare a interpretare le interpretazioni che a interpretare le cose, e ci sono più libri sui libri che su altri argomenti: non facciamo che commentarci a vicenda. Tutto pullula di commenti; di autori, c’è grande penuria»: adesso più che mai le parole di Montaigne, nella splendida e ormai storica traduzione di Fausta Garavini, suonano di grande attualità. Proprio in questi ultimi anni, a causa di una serie di insensate e sciagurate riforme, i classici della filosofia e della letteratura occupano un posto sempre più marginale nelle scuole e nelle università. Gli studenti percorrono le tappe della loro carriera nutrendosi di manuali, commenti, antologie, bignamini di ogni genere. Sentono parlare e leggono notizie di oggetti, i classici, di cui, nei casi migliori, conoscono solo qualche pagina presente nei numerosi «florilegi» che hanno invaso il mercato dell’editoria scolastica e universitaria.

Purtroppo questa tendenza non nasce dal nulla. Al contrario: diventa espressione di una società sempre più stregata dal mercato e dalle sue leggi. La scuola e le università sono state equiparate alle aziende. I presidi e i rettori, spogliati dei loro panni abituali di professori, vestono gli abiti di manager. Spetta a loro far tornare i conti, rendere competitive le imprese di cui sono a capo. Innanzitutto il «profitto»: bisogna rispettare i tempi nei parametri previsti dai nuovi protocolli ministeriali.

Ma allora che fare? Invitare gli studenti a lavorare di più per compiere il loro itinerario nei tempi e nei modi migliori? Oppure ridurre le difficoltà per rendere più agevole il raggiungimento del traguardo? Questi anni di applicazione della riforma hanno ormai rivelato con chiarezza che è stata la scelta della semplificazione, per non dire della banalizzazione, a dettare legge negli atenei. Fatta salva qualche piccola isola, ormai la pedagogia edonistica ha incancrenito i gangli vitali dell’insegnamento. Pensare di inserire la lettura integrale dei «Saggi» di Montaigne o di qualche dialogo di Platone potrebbe essere considerato come una seria minaccia alla prosperità dell’azienda e l’incauto professore potrebbe finire anche sotto «processo».

Eppure, come ricorda George Steiner, sembra impossibile concepire qualsiasi forma di insegnamento senza i classici. L’incontro tra un docente e un discente presuppone sempre un «testo» da cui partire. Senza questo contatto diretto sarà difficile che gli studenti possano amare la filosofia o la letteratura e, nello stesso tempo, sarà molto improbabile che i professori possano esprimere al meglio le loro qualità per stimolare passione e entusiasmo nei loro allievi. Si finirà per spezzare definitivamente quel filo che aveva tenuto assieme la parola scritta e la vita, quel circolo che ha consentito a giovani lettori di imparare dai classici ad ascoltare la voce dell’umanità e, poi col tempo, dalla vita a comprendere meglio i libri di cui ci si è nutriti. Gli assaggi di brani selezionati non bastano. Un’antologia non avrà mai la forza di suscitare reazioni che solo la lettura integrale di un’opera può provocare.

E all’interno del processo di avvicinamento ai classici, anche il professore può svolgere un ruolo importantissimo. Basta leggere le biografie o le autobiografie di grandi studiosi per trovare quasi sempre un riferimento a un docente che durante gli studi liceali o universitari è stato decisivo per orientare gli interessi verso questa o quella disciplina. Ognuno di noi ha potuto sperimentare quanto l’inclinazione per una specifica materia sia stata, molto spesso, determinata dal fascino e dall’abilità dell’insegnante.

Le lezioni tenute da alcuni grandi maestri nei saloni di Palazzo Serra di Cassano a Napoli testimoniano l’importanza dell’insegnamento nella trasmissione del sapere. Migliaia di giovani—nel corso dei decenni in cui Gerardo Marotta ha trasformato la sede storica dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in una palestra per formare le nuove generazioni —hanno avuto l’opportunità e il privilegio di ascoltare direttamente la parola di studiosi straordinari come Hans George Gadamer, Giovanni Pugliese Carratelli, Paul Ricoeur, Jean Starobinski, Eugenio Garin e tanti altri invitati di fama internazionale. La serie di dvd proposta dal «Corriere della Sera» permette oggi a un pubblico più vasto di rivivere momenti eccezionali di un’esperienza straordinaria. E, soprattutto, consente ai più giovani di incontrare alcuni grandi maestri che purtroppo ci hanno lasciato.

Attraverso molti di questi dvd è possibile capire che l’insegnamento implica sempre una forma di seduzione. Si tratta, infatti, di un’attività che non può essere considerata un «mestiere», ma che nelle sue forme più nobili e più autentiche presuppone una vera e propria vocazione. «Una lezione di cattiva qualità — ammonisce George Steiner—è quasi letteralmente un assassinio e, metaforicamente, un peccato». L’incontro autentico tra un maestro e un allievo non può prescindere dalla passione e dall’amore. «Non si impara a conoscere — ricorda Max Scheler citando le parole da lui attribuite a Goethe — se non ciò che si ama, e quanto più profonda e completa ha da essere la conoscenza, tanto più forte, energico e vivo deve essere l’amore, anzi la passione».

Oggi purtroppo le aziende dell’istruzione, più attente alla quantitas che alla qualitas, chiedono ben altro ai loro docenti. Il processo di burocratizzazione che ha pervaso scuole e università prevede per prima cosa la partecipazione attiva alla cosiddetta vita amministrativa. Lo studio e la ricerca sembrano un lusso da negoziare con le autorità accademiche. Quel fenomeno che aveva tenuto assieme, fino a non molti anni fa, insegnamento e lavoro scientifico nelle università italiane appare sempre più un miracolo improbabile.

Non è impossibile immaginare che le stesse biblioteche — quei «granai pubblici », come ricordava l’Adriano della Yourcenar, in grado di «ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire » — finiranno, a poco a poco, per trasformarsi in polverosi musei. All’interno di questo contesto sarà difficile immaginare un docente che insegni con amore e passione e studenti pronti a lasciarsi infiammare. «La gente —annotava Rilke—(con l’aiuto di convenzioni) ha dissoluto tutto in facilità e dalla facilità nella più facile china; ma è chiaro che noi ci dobbiamo tenere al difficile ». Il sapere, come ricordava Giordano Bruno e come ricordano tanti classici della filosofia e della letteratura, non è un dono ma una faticosa conquista.

Nuccio Ordine
17 marzo 2010

Fonte: Corriere.it

le iniziative del corriere: Philosophia. Il cammino del pensiero

Enciclopedie – Philosophia – Il Cammino Del Pensiero
Lista delle uscite:

Numero: 0001
LA NASCITA DELLA FILOSOFIA
Numero: 0002
PITAGORA
Numero: 0003
ERACLITO
Numero: 0004
PARMENIDE
Numero: 0005
I SOFISTI
Numero: 0006
SOCRATE
Numero: 0007
PLATONE TEORETICO
Numero: 0008
PLATONE POLITICO
Numero: 0009
ARISTOTELE: L’ETICA
Numero: 0010
ARISTOTELE: LA METAFISICA
Numero: 0011
EPICUREISMO E STOICISMO
Numero: 0012
LA FILOSOFIA MEDIEVALE
Numero: 0013
AGOSTINO
Numero: 0014
MACHIAVELLI
Numero: 0015
ERASMO E BRUNO
Numero: 0016
CARTESIO
Numero: 0017
HOBBES
Numero: 0018
PASCAL
Numero: 0019
SPINOZA
Numero: 0020
LOCKE E LEIBNIZ
Numero: 0021
ROUSSEAU
Numero: 0022
KANT
Numero: 0023
HEGEL
Numero: 0024
MARX
Numero: 0025
KIERKEGAARD E NIETZSCHE
Numero: 0026
HUSSERL E WITTGENSTEIN
Numero: 0027
HEIDEGGER
Numero: 0028
FREUD
Numero: 0029
RUSSELL E SARTRE
Numero: 0030
GADAMER