Seminario di studi sul “Dizionario storico dell’inquisizione” con Adriano Prosperi e Michele Ciliberto (Pisa, 3-4 marzo 2011 ore 9:15)

Seminario di studi per l’uscita a stampa del Dizionario Storico dell’Inquisizione diretto da Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi,

Pisa, Edizioni della Normale, 2010

Giovedì 3 e venerdì 4 marzo si svolgerà, nella Sala Stemmi della Scuola Normale, un seminario di studi per l’uscita a stampa del Dizionario Storico dell’Inquisizione, diretto dal docente di Storia dell’età della Riforma e della Controriforma Adriano Prosperi, con la collaborazione di Vincenzo Lavenia e John Tedeschi (Pisa, Edizioni della Normale, 2010).

Il Dizionario storico dell’Inquisizione è lo strumento scientifico di informazione più ricco e completo sulla storia dei tribunali dell’Inquisizione, dalle origini alla loro abolizione. Vi sono comprese tanto l’Inquisizione medievale organizzata e controllata da Domenicani e Francescani, quanto le Inquisizioni spagnola e portoghese con le loro diramazioni in America e in India e, infine, il ‘Sant’Uffizio dell’Inquisizione’ papale, cioè il tribunale centrale diretto dal papa, creato nel 1542 a Roma e rimasto attivo in forme diverse fino al Concilio Vaticano II. L’opera rappresenta un unicum nel panorma editoriale mondiale.

Le voci, redatte in un linguaggio accessibile per un lettore di media cultura, riguardano persone, istituzioni e metodi attinenti al tema: dai pontefici romani ai giudici locali agli inquisiti (non solo i casi più celebri come Giordano Bruno e Galileo Galilei ma anche tutti quei casi di eretici, streghe, maghi che sono stati finora portati alla luce dalla ricerca), dalle figure di reato (eresia, bestemmia, apostasia, sollicitatio ad turpia, poligamia, astrologia giudiziaria e così via) alla letteratura di istruzioni per gli inquisitori (manuali e trattati, lettere circolari) alla società che circonda e sorregge il tribunale e ne sfrutta i privilegi: dai ‘familiari’ alle compagnie dei Crocesignati.
Le singole voci segnalano sinteticamente la bibliografia di riferimento che, raccolta nell’appendice dell’opera, costituisce il più aggiornato strumento di consultazione bibliografica sull’argomento. Un’opera preziosa, diretta da Adriano Prosperi, risultato di una spontanea collaborazione intellettuale tra storici di diversi paesi.

Il seminario è organizzato con il contributo del progetto Prin – 2008: “Il concetto di potenza nell’ontologia di Giordano Bruno. Fonti, testi, fortune”, coordinato dal Prof. Michele Ciliberto, che alla Normale insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea. L’ organizzazione scientifica delle giornate è affidata a Stefania Pastore e Adriano Prosperi.

Seminario organizzato con il contributo del progetto Prin – 2008:

“Il concetto di potenza nell’ontologia di Giordano Bruno. Fonti, testi, fortune”,

coordinato dal Prof. Michele Ciliberto

Organizzazione Scientifica: Stefania Pastore e Adriano Prosperi

giovedì 3 marzo 2011

9.15 Introduzione ai lavori
Presiede e Introduce Michele Ciliberto, Presidente delle Edizioni della Normale
Adriano Prosperi, Scuola Normale Superiore di Pisa
Vincenzo Lavenia, Università di Macerata
John Tedeschi, University of Wisconsin-Madison

Letture del Dizionario

10.15 Guido Calabresi, Yale University

11.00 Pausa

Presiede Andrea Del Col
11.15 Massimo Ferretti, Scuola Normale Superiore di Pisa
12.00 Marco Santagata, Università di Pisa
12.45 Discussione

Pranzo

Presiede Marina Caffiero, Università di Roma 1 “La Sapienza”

15.00 Pier Cesare Bori, Università di Bologna
15.45 Massimo Firpo, Università di Torino
16.30 Ricardo García Cárcel, Universidad Autónoma de Barcelona

17.15 Pausa

17.30 Pietro Costa, Università di Firenze
18.15 Discussione

venerdì 4 marzo 2011

Per un bilancio critico
Presiede Anne J. Schutte, University of Virginia

9.00 Interventi dei membri del comitato scientifico del Dizionario
Giova nni Grado Merlo, Università di Milano
Roberto López Vela, Universidad de Cantabria
José Pedro Paiva , Universidade de Coimbra
Jean-Pierre Dedieu, CNRS-Lyon
Michele Battini, Università di Pisa

10.45 Pausa

11.00 Andrea Del Col, Università di Trieste
11.30 Discussione

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Articoli correlati al “Dizionario storico dell’inquisizione”

La recensione del Dizionario di Nuccio Ordine e la video intervista di Corrado Augias ad Adriano Prosperi

Fonti:

Scuola Normale Superiore di Pisa

Accreditato da CS-Comunicati Stampa

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Teatro: Che spettacolo di Provincia! “Itis Galileo”. Galilei e gli altri:Tolomeo, Copernico, Tycho Brahe, Keplero, Giordano Bruno, Campanella, Agricola, Vesalio [Giardino di Villa Levi Morenos, Mira (VE), 14 Luglio 2010, ore 21:30]

Tre giorni di fuoco a Mira, tre giorni di grande teatro il 14, 15 e 16 luglio al Giardino di Villa Levi Morenos con Marco Paolini in Itis Galileo, Gian Antonio Stella e Gualtiero Bertelli in Negri Froci Giudei e la sorpresa della stagione teatrale scorsa Giulio Casale in The Beat Goes On. Vanno in Scena tre spettacoli di grande carica emotiva, in un crescendo di commistioni fra generi in continuo dialogo fra teatro e musica.

Teatro

Che spettacolo di Provincia! Itis Galileo

Giardino di Villa Levi Morenos, Mira 14-07-2010 ore 21:30

con MARCO PAOLINI

di Francesco Niccolini e Marco Paolini

ITIS Galileo è teatro no profet. È l’occasione per ragionare di scienza mal digerita sui banchi di scuola, di argomenti ben portati da filosofi, maghi, preti e scienziati circa il modo di immaginare l’universo, di spiegare l’attrito e di far l’oroscopo. Galileo Galilei e gli altri: Claudio Tolomeo e Niccolò Copernico, Tycho Brahe e Giovanni Keplero, Giordano Bruno e Tommaso Campanella, Gneo Giulio Agricola e Andrea Vesalio. Forse non tutti sempre nella stessa sera e nello stesso ordine perché la forma scelta è quella di un racconto aperto con parti di dialogo e lettura sopra alle cose che legano Galileo ad Einstein e ce li rendono vicini, anche se a molti di noi non riesce di capire proprio bene bene cosa stanno dicendo. Però ci piacerebbe e forse val la pena di provarci, anche a teatro.
(Marco Paolini)

Programma

  1. 14.07.2010

    Giardino di Villa Levi Morenos

    21.30

  • Prezzi e biglietti

    • Prezzo intero 15 €
    • Prezzo ridotto 13 €

Gli spettacoli sono promossi dalla Provincia di Venezia Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Comune di MIRA ed è organizzato da Arteven / Regione Veneto, e rientrano nel ricco cartellone di CHE SPETTACOLO IN PROVINCIA DI VENEZIA, il festival diffuso che fino ad Agosto porterà lo spettacolo dal vivo nelle piazze, nelle ville, nei centri storici e nei siti della provincia che per loro natura si prestano a diventare teatri naturali. Un cartellone ricco di appuntamenti – oltre cento – reso possibile grazie alla Provincia di Venezia Assessorato alla Cultura, Arteven e Regione del Veneto e alle 30 amministrazioni comunali coinvolte.

INFO: 041 4266545

Prevendita >presso ufficio Informazioni (Villa Principe Pio, Via don minzoni – mira) dal lunedì al venerdì ore 10 – 13 e 16 – 18. >Circuito www.vivaticket.it by Charta e www.arteven.it

VENDITA la sera di spettacolo un’ora prima dell’inizio

INFO: www.arteven.itwww.eventiculturali.provincia.venezia.it

Fonti:

«Galileo Galilei e quel testo che sconvolse il mondo»

Si è concluso con un “racconto” tutto dedicato a Galileo Galilei, “Codice Armonico”, il congresso di scienze naturali organizzato al Pasquini dall’associazione Amici della Natura di Rosignano e dal Museo di storia naturale. E non a caso la relazione di sabato è stata dedicata dal fisico Elvezio Montesarchio, che da alcuni anni vive a Rosignano, al grande scienziato toscano: «Il 13 marzo del 1610 – spiega il professore – Galileo Galilei pubblicò 550 copie del “Sidereus Nuncius”, il testo che ha segnato una nuova alba per l’umanità e che sconvolse il mondo». Lo scienziato vide, attraverso il “cannone-occhiale” ossia il cannocchiale da lui inventato, che la Terra non era fissa al centro dello spazio ma, come gli altri corpi celesti, si muoveva. «Sino ad allora la visione tramandata dalla cultura aristotelica-tolemaica vedeva la terra al centro dell’Universo; terra quale luogo della corruzione in contrapposizione con l’Universo incorruttibile, con le sue sfere celesti perfette, che si muovono in maniera concentrica».

Attraverso il suo racconto e grazie ad alcuni brani come la sentenza di morte di Giordano Bruno del Sant’Uffizio recitati, Montesarchio è riuscito a tenere in apnea la platea ipnotizzata dal fascino di quelle scoperte collocate in un ben preciso periodo storico, filosofico ed artistico. «Fin da ragazzo – ci ha detto il fisico che attraverso gli studi e il liceo classico ha coltivato la passione per la storia e l’arte – sono rimasto colpito dalla figura di Galileo. Da qui sono iniziate le ricerche che mi hanno portato a scoprire altri lati dello scienziato-matematico, come l’arte che lui aveva nello scrivere». E proprio attraverso gli appunti e i disegni di Galileo, è iniziato il racconto che ha catapultato gli ascoltatori in un’atmosfera di 400 anni fa, nel periodo della Controriforma, del Sant’uffizio che mise all’indice i libri giudicati proibiti, dei rapporti tra Galileo e Keplero che in risposta ad una sua lettera scrive la famosa frase “Galileo hai vinto”, fino ad arrivare al 1633, al tempio di Minerva in Roma, dove il grande scienziato fu costretto ad “abiurare” per avere salva la vita. Agli arresti domiciliari scrisse “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze” che fu pubblicato solo in Olanda quando ormai Galileo era cieco. Poi la morte avvenuta l’8 gennaio del 1642, «con una particolarità – ricorda Montesarchio – l’anno in cui morì Galileo nacque Isaac Newton».

Fonte: lavaldicecina.net

Sidereus Nuncius A quattrocento anni dall’opera rivoluzionaria di Galileo Galilei

Il nuovo messaggio : dal Sole l’energia del futuro

Il 12 marzo 1610 ( qualche biografo come Andrea Battistini e studiosi assai quotati come la prof, Flavia Marcacci sostengono il 13 marzo 1610) a Venezia viene pubblicato dall’editore Tommaso Baglioni in 550 copie il ” Sidereus nuncius”, l’opera di Galileo Galilei che rivoluziona la concezione dell’uomo e della terra non più al centro dell’universo.
Alcuni studiosi hanno voluto cogliere nell’ambivalenza delle parole latine iniziali scelte da Galileo – nuncius è sia il messaggio che il messaggero- una sorta di autoinvestitura a messia scientifico e, ancora oggi, teologi conservatori lo rimproverano di arroganza quasi a giustificare gli errori compiuti dalla Chiesa nel condannarlo. Si veda a questo proposito il giudizio tuttora critico e severo verso questa corrente teologica di Antonio Beltran Mari.
L’anno scorso papa Ratzinger, in occasione del Convegno internazionale ” Dal telescopio di Galileo alla cosmologia evolutiva” ha riconosciuto che ” con questa scoperta crebbe nella cultura la consapevolezza di trovarsi di fronte a un punto cruciale della storia dell’umanità. La scienza diventava qualcosa di diverso da come gli antichi l’avevano sempre pensata. Aristotele aveva permesso di giungere alla conoscenza certa dei fenomeni partendo da principi evidenti e universali; ora Galileo mostrava concretamente come avvicinare e osservare i fenomeni stessi, per capirne le cause segrete. Il metodo deduttivo cedeva il passo a quello induttivo e apriva la strada alla sperimentazione. Il concetto di scienza durato per secoli veniva ora a modificarsi, imboccando la strada verso una moderna concezione del mondo e dell’uomo.”
Con Galileo assistiamo anche al passaggio dall’astronomia geometrica all’astronomia fisica. Lo sottolinea con chiarezza Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze :
” Tolomeo e Copernico consideravano l’astronomia una scienza geometrica, fu Galileo a intuire che si trattava di una scienza fisica, fatta di corpi reali che hanno un peso e una massa, come aveva anticipato in qualche modo già Giordano Bruno nella sua teoria dei multimondi, oggi di particolare attualità.”
Sidereus nuncius potrebbe essere tradotto in ” Annuncio, Notizia, Novella ( buona novella ?) che viene dallo Spazio” e la studiosa Marcacci fa notare che ” sidereus” oltre che celeste, puo’ significare “lucente”, “scintillante” : tutto questo sarebbe piaciuto a romanzieri come Herbert G. Wells.
Più aderente allo spirito galileiano è invece la traduzione-interpretazione di ” Messaggio, Rapporto sui Corpi celesti”. E in effetti il libro è un puntuale resoconto, supportato da calcoli, schemi e disegni, delle osservazioni compiute da Galileo con il perspicillum, il cannocchiale da lui messo a punto per la marineria di Venezia e, nelle lungaggini delle trattative ( ma su questa vicenda ci sono versioni storiche opposte), usato per perseguire una personale ” conoscenza più profonda” del cielo. Al centro della sua attenzione la Luna, Giove e i suoi satelliti più interni, la moltitudine di stelle e nebulose. Possiamo immaginare lo stupore consapevole di Galileo che “vede” la natura tormentata, imperfetta e rugosa della superficie lunare, dei piccoli pianeti che girano attorno a Giove: prove che fanno crollare la visione metafisica di un ordine incorruttibile del mondo.
Scienza e conoscenza
L’anno successivo Galileo studia le macchie solari, sempre più convinto che la “nuova scienza” debba indagare ogni fenomeno, prima di darsi una spiegazione. Certo la ragione umana usa codici, criteri e linguaggi che vanno anch’essi sottoposti ad una riflessione critica, qualcuno oggi direbbe relativizzati. Cosi’ possiamo assistere ad una modifica o addirittura ad un cambiamento dei paradigmi. Una novità che colpisce in modo particolare nella meccanica messa a punto da Galileo è quello della spiegazione del movimento accelerato come rottura dello stato precedente, attraverso una forza, un impulso che è un atto violento. L’ordine della natura non corrisponde più ad un modello totalmente idealizzato, ma piuttosto risponde alla materialità dei processi, alle energie messe in campo, alla interdipendenza e turbolenza dei fenomeni, alla verifica della ripetibilità e osservabilità degli esperimenti . Questa stessa impostazione in tempi più recenti è stata messa in discussione dal razionalismo critico di Karl Popper e dal suo criterio della falsificabilità.
Per Galileo Dio ha scritto il libro della natura nella forma del linguaggio matematico. Per questo la matematica e non la metafisica è capace di scoprire la struttura reale del mondo e del cosmo . Oggi sappiamo che questa identificazione tra verità e spiegabilità del mondo in termini scientifici è anch’essa una teoria più filosofica che scientifica innanzitutto perchè la scienza non è “la” conoscenza, ma solo una delle forme della conoscenza; poi perchè stiamo constatando che le stesse scienze moderne sono in continua evoluzione e le stesse osservazioni scientifiche hanno una loro teoricità e non riescono sempre ( o ancora?) a spiegare tutto !
La natura tormentata dei corpi celesti, sottoposti all’usura del tempo e alla violenza degli elementi ci parlano di vita e di morte. La luce e il calore del Sole sono decisivi nel determinare la storia evolutiva dei pianeti che gli girano attorno; sono ancora decisivi nel determinare le condizioni favorevoli per la nascita della vita sulla Terra, ma non spiegano ancora la nascita della coscienza umana. Il filosofo Levinas ha scritto ” il miracolo della creazione consiste nel creare un essere morale”.
Simplicio, Sagredo, Salviati oggi
Nell’opera più conosciuta di Galileo del 1632 “Dialogo sopra i due massimi sistemi, tolemaico e copernicano” Salviati, l’innovatore, si misura con le posizioni conservatrici di Simplicio. Mentre Sagredo rappresenterebbe oggi quella terzietà, possibile solo in un confronto sereno e non corrotto dalla sproporzione di quei condizionamenti mediatici e pubblicitari che stanno ormai trasformando l’opinione pubblica in tifoseria.
Infatti oggi le cose sono più complicate, soprattutto sul nucleare. Ma il Simplicio di oggi in fondo è ancora quello della maggioranza silenziosa, quello che delega ai Potenti di turno le scelte che riguardano il bene comune, quello che plaude alle grandi opere e, adesso che il mistero dell’universo è senza poesia, come si lamentava il cardinal Bellarmino, pensa che la modernità sia nella potenza della tecnica, militare o civile che sia.
Il Salviati di oggi, invece, sa che il metodo scientifico è quello di sottoporre a nuova verifica esperienze e teorie, esperimenti e interpretazioni , avendo anche il coraggio di ritornare sui propri passi. La libertà della scienza non significa onnipotenza della scienza; anzi l’uso della scienza dovrebbe risponde a criteri etici e filosofici che gli individui e le comunità si danno .
L’etica della responsabilità non è nemica, anzi si basa sulla libertà di coscienza; ed è anche libertà intellettuale di mettere in discussione paradigmi consolidati in vari campi e discipline se le conseguenze verificate mettono in crisi diritti umani, vita e ambiente, il futuro delle nuove generazioni. Per questo oggi mettiamo in discussione l’antropotecnica, vediamo i limiti dello sviluppo, critichiamo la mercatizzazione di tutti i valori, parliamo di sostenibilità sociale e ambientale.
Perspicillum come discernimento
Il perspicillum che Galileo comincio’ ad usare nel 1609 grazie agli esperti maestri vetrai di Murano, su informazioni provenienti dall’Olanda, era molto di più di un semplice innovativo cannocchiale: era una modalità nuova di guardare il mondo, interrogando il cielo senza risposte preconfezionate. Oggi il nostro perspicillum è apertura mentale, perspicacia e discernimento, ricerca e rimessa in discussione, pluralismo e confronto.
Se le energie rinnovabili trovano consenso diffuso e universale, perchè voler imporre ” questo ” nucleare che , almeno per una parte consistente dei cittadini, è incompatibile con la coscienza democratica ed ecologica che abbiamo maturato in questi ultimi decenni ?
Come ha sostenuto Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica ” non esiste ancora il nucleare sicuro, mentre le Centrali solari termodinamiche sono già in grado di fornire energia elettrica in modo stabile e continuativo, anche quando il sole è oscurato dalle nubi o è notte. Grazie a ricerche sui nuovi materiali e a tecnologie sempre più avanzate, siamo in grado di sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.
Dunque la riscoperta del sole come fonte di energia rinnovabile, pulita e a portata di tutti appare davvero come il Sidereus Nuncius del nuovo secolo.

Marco Pezzoni

Cremona 12 marzo 2010

Fonte: welfarecremona.it