Teatro: “Giordano Bruno” di Camilla Corsellini e Conferenza/dibattito “Contro l’intolleranza: Filosofia e Commedia in Giordano Bruno” con Gian Mario Anselmi e Nuccio Ordine (Bologna, Teatro Dehon, 11-12-13 marzo 2011)

Gruppo Teatro Colli

Da venerdì 11 a domenica 13 Marzo
Feriali ore 21 – Domenica ore 16

EMANUELE MONTAGNA – MICHELE COSENTINI
ALESSANDRA CORTESI – TINA MILANO

“Giordano Bruno”

di Camilla Corsellini

regia di Emanuele Montagna

Il progetto denominato “Giordano Bruno” consta di due parti separate, ma profondamente legate l’una con l’altra.
Prima parte:

produzione di uno spettacolo teatrale dal titolo “Giordano Bruno” – testo di Camilla Corsellini con Emanuele Montagna, Michele Cosentini, Alessandra Cortese, Tina Milano – regia di Emanuele Montagna.

Uomo tormentato ed inquieto, Giordano Bruno fu una delle figure più controverse del Rinascimento, costretto a scegliere tra la forza della sua ragione e la morte. Un filosofo in anticipo rispetto alla propria epoca. In un momento in cui si parla di Europa, Giordano Bruno sembra rappresentare il prototipo del nuovo uomo europeo. Un uomo aperto a tutti gli stimoli culturali provenienti dalle diverse etnie e che trovano unità nella forza della Ragione e del Sentimento.

Lo spettacolo si ispira liberamente all’omonimo film di Giuliano Montaldo, interpretato da Gian Maria Volonté. Tale spettacolo descrive per sommi capi la tempestosa vita di Giordano, Bruno attraverso le sue peregrinazioni presso tutte le corti di Europa della fine del 1500.

Inoltre lo spettacolo fotografa abbastanza fedelmente i rapporti fra il protagonista e le due Inquisizioni, veneziana e romana. Nella narrazione biografica si innesta un’altra vicenda, reale ma non esatttamente contemporanea alla sua vita. È la vicenda che tratta di Isobel Gowdie, nata a Kilkennie, Irlanda, bruciata sul rogo per stregoneria. In ben due momenti dello spettacolo le due vite si incontrano, quasi a voler sottolineare una sorta di identificazione purificata dal fuoco.

Non a caso uno dei due cardinali, presenti in scena, è interpretato da un’attrice, provocatoriamente esplicando una sorta di sacerdozio femminile. Fondamentale l’attento uso di una colonna sonora firmata da Renée Aubry, che restituisce al testo una tridimensionalità esasperata anche da un disegno luci che ci riporta, sin dalla locandina, ai chiaroscuri di Caravaggio.

“Contro l’intolleranza: Filosofia e Commedia in Giordano Bruno”


Seconda parte:

Lo spettacolo, diretto e interpretato da Emanuele Montagna, andrà in scena al TEATRO DEHON dall’11 al 13 Marzo – alle ore 21.00 i giorni feriali e alle 16.00 la domenica – e sarà preceduto, venerdì 11 alle ore 17.30, da un dibattito/conferenza di approfondimento, in collaborazione con il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna, che avrà come tema e titolo: “Contro l’intolleranza – Filosofia e Commedia in Giordano Bruno“. Al dibattito/conferenza, moderato dal Prof. Gian Mario Anselmi, Direttore del Dipartimento già citato, interverrà l’esimio Prof. Nuccio Ordine – Professore Ordinario di Letteratura Italiana nell’Università della Calabria, insignito dal governo francese della nomina a “Chevalier dans l’Ordre des Palmes Académiques”, attualmente considerato uno dei più importanti studiosi di Giordano Bruno  e del milieu sociale, artistico, letterario e spirituale dell’età del Rinascimento, che guiderà i giovani studenti dell’Università di Bologna, attraverso le rivoluzionarie argomentazioni del grande filosofo nolano.

Questo coinvolgimento del popolo dell’Alma Mater Studiorum, costituirà uno dei punto focali di tutto il progetto. In questa sede si vuole porre il massimo accento sulla presenza di una personalità culturale di rilevanza internazionale come quella del prof. Nuccio Ordine.

La cittadinanza, in particolare tutti gli studenti, sono invitati al dibattito.

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dalla Provincia di Bologna, Servizio Cultura e Pari Opportunità.

Per Informazioni e Prevendita biglietti:

TEATRO DEHON
Via Libia, 59 – Bologna
Tel.: 051/342934

Orari degli spettacoli
ore 21
domenica ore 16

durata
2 ore compreso l’intervallo

Turni di abbonamento
Venerdì 11 Turno A
Sabato 12 Turno B
Domenica 13 Turno C
Turni Liberi – Giorno a scelta previa prenotazione telefonica

Compreso nell’abbonamento
ORO

Prezzi dei biglietti
da € 10,00 a € 20,00

Fonti:

Teatro Dehon Bologna
Scuola di Teatro Colli

Accreditato da CS-Comunicati Stampa

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La giornata di Giordano Bruno (17-18 febbraio 2011, Circolo dei Lettori, Torino)

17 FEBBRAIO 2011
“Giornata nazionale della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”


Nella data del 17 FEBBRAIO si concentrano due importanti ricorrenze per la laicità delle Istituzioni e per la cultura laica:
il 17 febbraio 1600, a Campo dei Fiori, a Roma, dopo un processo farsa, messo in scena dall’Inquisizione, veniva arso vivo, come eretico, il filosofo nolano Giordano Bruno, campione del libero pensiero e della libertà di coscienza;
il 17 febbraio 1848, a Torino, con l’editto delle Lettere Patenti, il Re sabaudo Carlo Alberto, concedeva i diritti civili ai valdesi e, successivamente, anche agli ebrei, evento fondamentale per la libertà religiosa in Italia.
Con questa manifestazione, la Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni intende sottolineare e rilanciare la proposta, avanzata dal mondo evangelico italiano, di istituire, nella data del 17 FEBBRAIO la “Giornata nazionale della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”

17 FEBBRAIO 2011
Circolo dei Lettori
Via Bogino 9 – Torino

PROGRAMMA

17 febbraio 2011
Ore 10,00-12,00: Sala Grande

Proiezione del film “GIORDANO BRUNO” (1973) di GIULIANO MONTALDO, con Gian Maria Volonté.
Il fllm comprende le ultime due fasi (dal 1592) dell’animata esistenza del filosofo Giordano Bruno, ex domenicano eretico e ribelle ai dogmatismi: la prima sugli anni di Venezia, caraterizzati da uno stile di vita assai libero; la seconda, sugli anni di Roma, nelle mani dell’Inquisizione pontificia, segnati dalla prigione, dalla tortura e infine dal rogo.
Le due fasi marcano volutamente una netta spaccatura nella narrazione del film, oltre a sottolineare il rapporto di causa-effetto, di presunto reato-reale punizione, di cui si sottolinea con forza l’ingiustizia.
Il film non privo di significato didattico, appare orientato a porre in particolare risalto nella figura stessa del filosofo nolano l’espressione simbolica della libertà di pensiero con cui è tuttora laicamente ricordato.
Ore 16,30-18,00: Sala Artisti

Proiezione dello spettacolo Teatrale “LE FIAMME E LA RAGIONE” (2008) di CORRADO AUGIAS, con Corrado Augias.
Il protagonista e autore dello spettacolo, Corrado Augias, sale sul palco nella veste di se stesso in uno spettacolo alle prese con temi ancora di scottante attualità nonostante i secoli trascorsi: la libertà di pensiero, la laicità dello stato, le ragioni della scienza, il ruolo delle religioni.
Il commento introduttivo di Gustavo Zagrebelsky è un momento di riflessione imprescindibile per atei, agnostici e cattolici sui rispettivi compiti da assolvere in uno stato laico e civile.
Ore 18,30-20,00: Sala Grande

Lettura di testi bruniani, da parte degli attori di ASSEMBLEA TEATRO, commentati dagli studiosi di Giordano Bruno, proff. GIULIO GIORELLO e NUCCIO ORDINE, con il saluto introduttivo di MARTA LEVI, Assessore al Comune di Torino.

Ore 21,00-23,00: Sala Grande

Spettacolo teatrale di ASSEMBLEA TEATRO “ULTIMA NOTTE DI GIORDANO BRUNO” ,

con introduzione di :

TULLIO MONTI, Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni,

RENZO SICCO, Direttore artistico di Assemblea Teatro.

Al termine dello spettacolo, il commento dei proff. GIULIO GIORELLO e NUCCIO ORDINE.

Venerdì 18 Febbraio 2011

Ore 21,00-23,00: Sala Grande


Spettacolo teatrale di ASSEMBLEA TEATRO “ULTIMA NOTTE DI GIORDANO BRUNO” ,

con introduzione di :

TULLIO MONTI, Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni,

RENZO SICCO, Direttore artistico di Assemblea Teatro.

“L’ULTIMA NOTTE DI GIORDANO BRUNO”

da un’idea di Renzo Sicco

regia di Renzo Sicco e Lino Spadaro

con Giovanni Boni

musiche di John Foxx e Franco Battiato

Quattrocento anni or sono, nel 1600, Giordano Bruno, filosofo di fama europea, venne arso come eretico.

Per quasi tre secoli la sua memoria appartenne a pochi, fino all’800, quando fu riscoperto dall’Italia risorgimentale e trasformato in un martire del libero pensiero.

Quando si abbottona male il primo bottone della camicia, soleva dire Giordano Bruno, tutti gli altri vanno fuori posto. Lui ne sapeva qualche cosa perché gli andò tutto male, fin dall’inizio. Era versato in disgrazia come Don Chisciotte. La sua vita mescola come poche altre tragicità e grandezza. Peregrino per una quindicina d’anni attraverso l’Europa, si resta stupefatti di come egli, pur navigando in mezzo ai marosi, potesse scrivere tanti libri. Un bel giorno ebbe la malaugurata idea di tornare in Italia finendo così nelle grinfie dell’Inquisizione. Aveva 44 anni. Fu tenuto in carcere per ben otto anni e solo il 17 febbraio del 1600 i suoi carnefici lo bruciarono vivo in Campo dei Fiori a Roma.

Come pensatore anticipò molti aspetti della scienza moderna, specialmente nel campo della cosmologia, e fu travolto del suo amore per il sapere e dall’odio contro ogni dogmatismo. Certe sue trattazioni metafisiche e filosofiche provocano un senso di vertigine, altre destano orrore, perché rivelano le sevizie e le torture cui andavano incontro le vittime dell’Inquisizione.

Il processo di Bruno si chiude con un rogo, un rogo che punisce reati che in linguaggio odierno possiamo definire d’opinione, cioé le espressioni, le idee, i pensieri diversi o contrari a quelli ammessi dall’ortodossia.

Esso ci appare quindi come la quintessenza stessa dell’intolleranza di cui sentiamo sovente rifiorire la forza e la devastante follia. Guerra, pena di morte, violazione della dignità umana, odio religioso, epurazione, genocidio, sono alcune delle parole che l’avanzamento dei processi democratici sembrava voler archiviare ma che la tragedia della storia e della nostra quotidianità riportano troppo spesso a galla.

Fonte:

-Torino Laica
-Circolo dei Lettori

Accreditato da CS-Comunicati Stampa

Il “Circolo Giordano Bruno” di Chieti


Organizzato dall’Associazione Liberarte, nel quadro della “Settimana della Cultura”, nella serata di giovedì 22 aprile, presso l’Auditorium Cianfarani, si è svolto un convegno sul tema della libertà, per la commemorazione dei 410 anni della morte del filosofo di Nola Filippo Giordano Bruno. E’ stato proiettato il film a lui dedicato, diretto da Giuliano Montaldo e interpretato da un intenso, bravissimo, Gian Maria Volonté. Prima e dopo il film, di Giordano Bruno hanno parlato Roberto Anzellotti, presidente dell’UAAR ( unione degli atenei agnostici abruzzesi) di Pescara , il prof. Filippo Paziente, del quale pubblichiamo l’intero intervento perchè a Cheti nel 1887, è stato fondato un circolo intitolato al frate nolano mandato al rogo dalla Santa Inquisizione il 17 febbraio 1600 a Campo de’ Fiori, Roma. L’intervento del prof. Paziente si è svolto seguendo il percorso del quando e perchè è nato il circolo. La sua attività e la incidenza sullo sviluppo del movimento operaio, anarchico, democratico e socialista.

Il Circolo Giordano Bruno fu fondato nei primi giorni di settembre del 1887 da un manipolo di studenti e operai “liberi pensatori”, mentre a Roma si stava progettando l’erezione del monumento a Campo de’Fiori. Fece il suo esordio in città partecipando alla celebrazione del XX Settembre ( giorno dell’entrata a Roma delle truppe italiane, il 20 settembre 1870, attraverso la breccia di Porta Pia), cerimonia organizzata dalla “Società dei reduci delle patrie battaglie”, comprendente anche ex garibaldini. Questa società il 2 giugno aveva commemorato Giuseppe Garibaldi nel quinto anniversario della morte, insieme con la fiorente società Operaia di Mutuo Soccorso; una delegazione congiunta si era recata a Caprera per deporre una corona sulla sua tomba. La Società Operaia, fondata nel lontano 24 novembre 1861, nell’agosto del 1864 aveva acclamato Garibaldi “Presidente onorario perpetuo” e nella sala delle adunanze conservava devotamente alcune sue lettere autografe.

Il fervore patriottico dei Reduci e degli operai e i forti accenti anticlericali dei loro discorsi non erano tollerati dalla Chiesa teatina, guidata dall’arcivescovo sanfedista ( cioè reazionario e antiliberale) Luigi Ruffo Scilla. A partire soprattutto dal 2 giugno 1882, ad ogni ricorrenza della morte di Garibaldi, del XX settembre e del 17 febbraio (anniversario del rogo di Giordano Bruno – fu arso vivo il 17 febbraio 1600-), la città viveva momenti di accese polemiche. Il 2 giugno 1882 la città aveva dedicato a Garibaldi solenni onoranze funebri, con discorsi di alcuni superstiti camice rosse, riunione straordinaria del Consiglio Provinciale, che aveva espresso la volontà di erigergli un monumento. Provvisoriamente, il 16 giugno, in Piazza Vittorio Emanuele II, dirimpetto al municipio, al “Divo Garibaldi”era stato eretto un mezzo busto colossale di cartapesta, “a cui faceva da piedistallo il cannone rovesciato”. I garibaldini, riuniti nei locali della Società Operaia, avevano fondato la “Società dei reduci e delle Patrie Battaglie”. Il 7 giugno 1884 l’arcivescovo Ruffo Scilla, in risposta ai discorsi anticlericali pronunciati dai patrioti accanto al busto di Garibaldi, provocatoriamente spostato vicino alla cattedrale di San Giustino, aveva fatto affiggere alle porte di tutte le chiese della città un “Invito sacro”, in cui si condannava il “grandissimo insulto inflitto alla fede e alla persona adorabile di Gesù Cristo, facendosi l’elogio di uno dei più fieri nemici del Redentore”.

(Per inciso il busto non fu mai trasformato in monumento, nonostante la delibera del Consiglio Provinciale, approvata il 14 luglio 1883, che stanziava la somma di lire 6.000).

Dopo la costituzione, i soci del Circolo Giordano Bruno, in collaborazione con la “Società dei reduci”, con la Società Operaia e con gli studenti del Liceo, celebrano ogni anno, con comizi e pubbliche conferenze, in polemica sempre vivace “coi nemici della Patria e del libero pensiero”, gli anniversari della Breccia di Porta Pia, della morte di Garibaldi, del rogo di Bruno. Il 9 giugno 1889 i Reduci e i soci del Circolo sono presenti a Campo dei Fiori, con proprie delegazioni, all’inaugurazione del monumento del frate nolano. Il 9 giugno dell’anno seguente, anniversario dell’inaugurazione del monumento, il Prefetto vieta l’affissione di un manifesto del Circolo perchè contiene espressioni forti contro il Papa. Per protesta, il Circolo affigge un altro manifesto, silenzioso:

IX GIUGNO

GIORDANO BRUNO

Il Circolo Giordano Bruno

Segue una commemorazione al Teatro Marrucino e una dimostrazione per le vie della città accompagnata dalla musica.

A questo punto il circolo scende apertamente in campo nella lotta politica, col battagliero settimanale Il Pensiero, pubblicato dal socio Camillo Di Sciullo. Il giornale conduce una lotta tenace contro il mezzanottismo (sistema di potere personale, clientelare e corruttore, imperniato sulla famiglia Mezzanotte), per il rinnovamento della vita politica e sociale della città e il riscatto dei ceti poveri. Con la sua piccola “Tipografia del popolo”, Di Sciullo stampa e diffonde diversi opuscoli di ispirazione anarchica e socialista, con cui costituisce una “Biblioteca del libero pensiero”. Nelle elezioni politiche del novembre 1890 Il Pensiero sostiene il programma democratico di Matteo Imbriani e Giovanni Bovio, il primo ospite a Chieti per la celebrazione del XX settembre. Nel 1893 il Circolo organizza per la prima volta la festa del I°Maggio e polemizza vivacemente con il Monitore Diocesano, organo della curia, che ha definito “barbara” la sentenza di Proudhon “La proprietà è un furto” e costringono l’uomo a “farsi bestia, bruto o peggio”. Nel 1896 alcuni soci del Circolo, presenti nella Società Operaia di mutuo soccorso, favoriscono la nascita di un circolo operaio autonomo, che prende il nome di “Società Vita Nuova Operaia” e, oltre agli scopi mutualistici tradizionali, si batte per l’aumento dei salari. Ai primi di maggio del 1898 è l’opera pedagogica del libertario Camillo Di Sciullo a ispirare la rivolta popolare per il pane e il lavoro, repressa dalle autorità con pene severe.

Agli inizi del ‘900 sono alcuni intellettuali liberali ( a Chieti Carlo Alessandrelli e Nicola Trevisonno, a Lanciano Federico Mola e Francesco Masciangelo, a Sulmona Mario Trozzi e Carlo Tresca) a guidare la trasformazione dei circoli operai autonomi nelle prime sezioni socialiste. In vista delle prime elezioni a suffragio universale maschile (ottobre 1913), i circoli libertari “Giordano Bruno” e “Francisco Ferrer” (il secondo fondato nel dicembre 1910 dallo studente Guido Torrese e intestato al noto pedagogista fatto fucilare il 13 ottobre 1909 dal Consiglio di guerra del re di Spagna Alfonso XIII) si schierano a fianco di Giangabriele Valignani, candidato del blocco democratico, contribuendo alla sua storica vittoria contro Camillo Mezzanotte, candidato del blocco d’ordine conservatore, ancora una volta sostenuto dalla Chiesa.

Negli anni 1919-1922 è Guido Torrese, docente del Liceo Vico. A riorganizzare e guidare il Partito socialista e a fondare la Camera Del Lavoro di Chieti, idealmente motivato nel suo impegno civile e politico dall’alto ammaestramento dei due Martiri del libero pensiero.

Giustino Zulli
Fonte: chietiscalo.it

I video del Convegno su Giordano Bruno (Chieti, 22 Aprile 2010)

Convegno su Giordano Bruno (Chieti, 22 Aprile 2010)
22 APRILE 2010
ORE 17:30
Sul tema delle libertà civili, per la commemorazione dei 410 anni dalla morte di Giordano Bruno
Prof.ssa Nicoletta Tirinnanzi dell’Università di Chieti;
Roberto Anzellotti, coordinatore circolo UAAR Pescara;
Fabio Palombo, del Centro studi libertari C. Di Sciullo di Chieti;
una troupe teatrale metterà in scena gli ultimi atti del processo a Giordano Bruno.
Fonte: uaarpescara.it




Convegno su Giordano Bruno (Chieti, 22 Aprile 2010)

Convegno su Giordano Bruno (Chieti, 22 Aprile 2010)

Nell’ambito della Settimana della cultura a Chieti, Liberarte organizza un “convegno”-manifestazione alla Civitella, Museo archeologico, nella sala Cianfarani
22 APRILE 2010
ORE 17:30
Sul tema delle libertà civili, per la commemorazione dei 410 anni dalla morte di Giordano Bruno
Prof.ssa Nicoletta Tirinnanzi dell’Università di Chieti;
Roberto Anzellotti, coordinatore circolo UAAR Pescara;
Fabio Palombo, del Centro studi libertari C. Di Sciullo di Chieti;
una troupe teatrale metterà in scena gli ultimi atti del processo a Giordano Bruno.
INGRESSO GRATUITO.

Fonte: uaarpescara.it

Saverio Ricci, Dal Brunus redivivus al Bruno degli italiani. Metamorfosi della nolana filosofia tra Sette e Ottocento


Saverio Ricci
Dal Brunus Redivivus al Bruno degli Italiani. Metamorfosi della nolana filosofia tra sette e ottocento
Editore: Storia e Letteratura, Roma, anno 2009,

Pagg.xiv-290,Prezzo: € 38,00
17 x 24 cm, ISBN: 9788863721362
Studi e Testi del Rinascimento Europeo 37
Argomenti: | Filosofia |

Premessa
I. Tra erudizione e Lumières
1. Nel ’lessico’ dei Lumi
2. Diderot, l’Encyclopédie e l’eroismo dello spirito
3. ’Redivivus’
4. L’erudizione italiana
5. Sugli ’altari’ della Rivoluzione
II. Tra i ’lumi’ e il romanticismo. Leopardi, Copernico e Bruno
1. Leopardi, la storia dell’astronomia e le sue fonti
2. Copernico ’poeta’ e ’filosofo’ dell’infinito
3. Cosmologia e ’illusione civile’
III. Romantik, Spinoza-Renaissance e idealismo
1. Goethe lettore di Bruno
2. Jacobi e la Spinoza-Renaissance
3. Il Bruno di Schelling
4. Ancora su Goethe lettore e traduttore di Bruno
5. Discussioni su Schelling e Bruno
6. Il professore e l’editore: Bruno nelle Lezioni di storia della filosofia di Hegel e nella edizione Wagner
IV. Il Bruno degli italiani. Risorgimento e hegelismo
1. Tra gentildonne e patrioti
2. Il Bruno degli hegeliani e il Bruno di Hegel
3. Il Bruno dell’abate Gioberti
4. Bruno come pensatore etico-politico
5. Un percorso interrotto: dal lullismo alla dialettica speculativa hegeliana
6. Massoneria e brunismo: Bruno ’Cristo della scienza’, di Davide Levi
7. Verso il Bruno dell’Italia unita
8. Bruno e il ’panteismo’: Fiorentino tra Gioberti e Spaventa
9. Spaventa, Bruno e la filosofia italiana nei resoconti di
Theodor Sträter
V. Un monumento di carta e uno di bronzo
1. Preti rivoluzionari, editori democratici ed eruditi cattolici. L’importanza dei documenti veneti del processo
2. La biografia di Berti
3. Le reazioni di Spaventa e Fiorentino
4. Bruno nel Telesio di Fiorentino
5. Il primo comitato per Campo dei Fiori e l’edizione nazionale del Bruno latino
6. In pellegrinaggio a Venezia
7. La ’brunomania’: invenzione clericale, strumento massonico, fiction popolare
8. Il monumento di Campo dei Fiori, seconda fase
9. Correva l’anno 1889. La seconda edizione della biografia
di Berti
10. Felice Tocco
Indice dei nomi