Esce in anastatica l’unico manoscritto di Giordano Bruno presso l’editore Les Belles Lettres.

L’unico manoscritto esistente di Giordano Bruno, il Codice Norov, conservato presso la Biblioteca statale russa di Mosca, sarà presto disponibile in edizione anastatica. Uscirà a Parigi nella collana dell’ Istituto italiano per gli studi filosofici presso l’editore Les Belles Lettres.

Si tratta di una fonte straordinaria, acquistata a suo tempo dal bibliofilo russo Avraam Sergeevic Norov, che contiene le opere magiche del filosofo nolano: per il 10 per cento è un testo autografo di Bruno, la parte rimanente è stata scritta da un suo allievo su dettatura del maestro.

Attualmente il Codice Norov è esposto a Mosca, nell’ ambito di una mostra organizzata in occasione del convegno internazionale «Giordano Bruno nella cultura russa e mondiale», che termina nella giornata di domani (30-09-2010)

All’ incontro, organizzato dall’ Accademia delle Scienze, partecipano per l’Italia Nuccio Ordine e Giulio Giorello. Solo di recente il Codice Norov è stato studiato in modo approfondito. Ora l’ iniziativa della riproduzione anastatica, promossa dall’ Istituto italiano per gli studi filosofici, presieduto da Gerardo Marotta, e dalla «Fondazione Giordano Bruno», lo renderà pienamente accessibile.

Carioti Antonio

Fonte:

Corriere della Sera, 29 settembre 2010, pagina 41.


Accreditato da CS-Comunicati Stampa

Convegno internazionale: “Giordano Bruno nella cultura russa e mondiale”. Presentazione del progetto di pubblicazione della riproduzione anastatica del “Codice Norov” (Mosca, 28 – 30 settembre 2010)

 

Nei giorni 28-30 settembre 2010 si svolgeranno a Mosca – sotto gli auspici dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze e dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – i lavori del Convegno internazionale “Giordano Bruno nella cultura russa e mondiale”.

 Pagina dal sito dell'Istituto
di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze

Il convegno riunirà i più eminenti esperti di filosofia rinascimentale e dell’opera del grandissimo Nolano. Il ruolo importante che la figura di Bruno ha giocato nella cultura russa è dato anche dalla presenza nella collezione della Biblioteca Statale Russa del cosiddetto “Codice di Mosca” o “Codice Norov” che prende il nome dal grande personaggio politico e bibliofilo russo Avraam Sergeevic Norov: proprio lui acquistò il codice per la propria collezione poi consegnata al Museo Rumiantsev, il cui fondo confluì nell’attuale Biblioteca Statale Russa. Il codice, oltre ad essere l’unica fonte di una parte considerevole delle opere latine bruniane, contiene gli straordinari abbozzi e opuscoli scritti dalla mano stessa del Nolano. Solo negli ultimi anni il manoscritto di Mosca è stato finalmente studiato a fondo, diventando l’unico documento diretto per l’edizione delle opere complete latine del filosofo in corso di pubblicazione presso l’autorevole casa editrice parigina “Les Belles Lettres”.
Riconoscendo l’eccezionale importanza storica e scientifica di questo manoscritto, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e la “Fondazione Giordano Bruno” di Nola, in accordo con la Biblioteca Statale Russa, hanno lanciato il progetto di pubblicare una riproduzione anastatica del “Codice Norov”, arricchita dall’introduzione e dai commenti di Andrei Rossius.

Cofanetto contenente il Codice Norov

Per celebrare questo evento mondiale (si tratta della prima riproduzione anastatica che sarà messa a servizio di tutti gli studiosi), la Biblioteca Statale Russa e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici organizzano nella Biblioteca, in occasione del convegno internazionale bruniano a Mosca, due mostre:

la prima dedicata al codice Norov, con i documenti relativi alla storia del codice e a tutti i materiali bruniani conservati nei vari fondi della Biblioteca moscovita e

una seconda dedicata alle pubblicazioni dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che testimoniano la vastissima attività scientifica esercitata da questa eccezionale istituzione presieduta dall’Avv. Gerardo Marotta e che saranno lasciate in dono alla Biblioteca.

Servizio andato in onda sulla televisione russa in occasione dell’apertura della mostra “Giordano Bruno presso la Biblioteca Statale Russa e il collezionista delle sue opere Avraam Norov”, della mostra delle pubblicazioni dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del convegno internazionale “Giordano Bruno nella cultura russa e mondiale”. Le iniziative hanno avuto luogo nella Biblioteca Statale Russa e nell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze. Il video è presente sul canale youtube (AccademiaIISF) dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

 

Martedì 28 settembre 2010

mattino – ore 10.00

Istituto di Filosofia dell’Accademia delle Scienze, Volkhonka 14


Inaugurazione del convegno (presiede A.A. Gusseinov)

interventi:

A.A. Gusseinov (Direttore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze)

Nuccio Ordine (Segretario Generale del Centro Internazionale di Studi Bruniani, Napoli – Cosenza)

V.F. Molchanov (Direttore del Dipartimento di Ricerca dei Manoscritti, Biblioteca Statale Russa)

relazioni:

A. Kh.Gorfunkel (Boston), Andrea Bielobocky e le prime notizie su Bruno in Russia

V.F. MolchanovA.A. Rossius (Mosca), Le opere manoscritte di Bruno

discussione

pomeriggio – ore13.00

Inaugurazione delle mostre alla Biblioteca Statale Russa

Grande Sala di Palazzo Pashkov: Giordano Bruno presso la Biblioteca Statale Russa e il collezionista delle sue opere Avraam Norov

interventi:

V.F. Molchanov (Direttore del Dipartimento di Ricerca dei Manoscritti, Biblioteca Statale Russa)

A.Yu. Samarin (Direttore del Dipartimento dei Libri Rari “Museo del Libro”, Biblioteca Statale Russa)

Nuccio Ordine (Segretario Generale del Centro Internazionale di Studi Bruniani, Napoli – Cosenza)

Sala Azzurra della Biblioteca Statale Russa: L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: 35 anni di ricerche e di pubblicazioni


interventi:

V.V. Fedorov (Presidente della Biblioteca Statale Russa)

Nuccio Ordine (Segretario Generale del Centro Internazionale di Studi Bruniani, Napoli – Cosenza)

Wolfgang Kaltenbacher (Coordinatore europeo dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici)

Mercoledì 29 settembre

mattino – ore 10.00

Sessione dedicata al destino delle dottrine bruniane nella storia di filosofia (presiede M.A. Granada)

relazioni:

Th. Leinkauf (Münster), Bruno und Leibniz

N.V. Motroshilova (Mosca), Bruno in Schelling e Hegel

Yu.B. Mehlich (Mosca), Gli insegnamenti del Bruno alla filosofia moderna: Bruno e Karsavin

Marina Sviderskaya (Mosca), Il rapporto Bruno-Caravaggio

discussione

pomeriggio – ore 15.00

Sessione dedicata ai problemi dell’epistemologia e dell’etica nelle opere di Bruno

(presiede Nuccio Ordine)

relazioni:

S. Bratu Elian (Bucarest). De gli eroici furori – osservazioni e scelte di traduzione

Luiz Carlos Bombassaro (Porto Alegre). Bruno e il Nuovo mondo. Un’avvertenza estemporanea?

Zaira Sorrenti (Università della Calabria). Il volo e la caccia nel bestiario filosofico di Giordano Bruno

discussione

Giovedì 30 settembre

mattino – ore 10.00

Sessione dedicata alla metafisica e alla cosmologia di Bruno (presiede N.V. Motroshilova, Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze)

relazioni:

M.A. Granada (Presidente del Centro Internazionale di Studi Bruniani, Barcellona – Napoli), Giordano Bruno y Manilio: a propósito de un pasaje de la dedicatoria a Morgana del Candelaio

Giulio Giorello (Milano), Eros e cosmologia in Bruno

Morimichi Kato (Tohoku), Giordano Bruno’s Philosophy of Shadows in De umbris idearum

A.A. Rossius (Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze), L’errore geometrico di Bruno e le sue conseguenze metafisiche

discussione

pomeriggio- ore 15.00

Tavola rotonda dedicata al ruolo dei centri di ricerca indipendenti nel progresso delle scienze umane e della cultura (presiede A.A. Guseinov)

interventi:

Amedeo Di Francesco (Napoli), Il ruolo delle accademie nella formazione di una modernità culturale in Europa centro-orientale

Wolfgang Kaltenbacher (Napoli), Il ruolo delle accademie nella promozione della ricerca

V.A. Minaev (Mosca), La formazione delle raccolte di libri e documenti: problemi di teoria legale (il caso di Avraam Norov)

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Nel corso del Convegno si terrà, sotto la presidenza di Nuccio Ordine, un incontro sullo stato attuale delle traduzioni delle opere di Bruno in lingue moderne, al quale interverranno:

S. Bratu Elian (Bucarest), Bruno in rumeno

Morimichi Kato (Tohoku), Bruno in giapponese

Luiz Carlos Bombassaro (Porto Alegre), Bruno in portoghese

Thomas Leinkauf (Münster), Bruno in tedesco: fondamenti del grande successo del progetto

A.A. Rossius (Mosca), Bruno in russo

Miguel Angel Granada (Barcellona), Bruno in spagnolo

Amedeo Di Francesco (Napoli), Bruno in ungherese

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Per approfondire sul “Codice Norov”:

-Articolo di Nuccio Ordine
-Intervista a Gerardo Marotta
-Fondazione Giordano Bruno

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Allegati:

– Locandina: Convegno internazionale: “Giordano Bruno nella cultura russa e mondiale”
– Locandina mostra: Giordano Bruno presso la Biblioteca Statale Russa e il collezionista delle sue opere Avraam Norov
– Locandina mostra: L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: 35 anni di ricerche e di pubblicazioni
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Fonti:

Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Fondazione Giordano Bruno

Papi Fulvio, La costruzione delle verità. Giordano Bruno nel periodo londinese, introduzione di Nuccio Ordine, Mimesis, 2010, pp. 105.

Papi Fulvio, La costruzione delle verità.

Giordano Bruno nel periodo londinese

introduzione di Nuccio Ordine

Mimesis, 2010, pp. 105, Collana: I Volti n. 40


“Ho frequentato per tutta la vita l’opera di Bruno: mi ha insegnato il senso fondamentale della filosofia,

l’impegno per la verità come stile della persona”.

Fulvio Papi

Questo libro riproduce le lezioni tenute da Fulvio Papi, nel giugno del 2003 a Londra nell’ambito dei seminari bruniani organizzati dall’Istituto Italiano di Studi Filosofici, il Centro Internazionale di Studi Bruniani e dal Warburg Institute. Alla fine del libro è presente la bibliografia bruniana che il Prof. Papi ha consultato in oltre 50 anni di studi dal 1952 al 2003.

Londra 1583-1585, Giordano Bruno pubblica i Dialoghi italiani. Nella stessa città, nel 2003, Fulvio Papi tiene delle lezioni sull’autore. Un libro d’eccezione che racchiude tutta l’essenza di Giordano Bruno, scritto da uno dei suoi studiosi più preparati. Al centro dell’opera l’interpretazione della verità, il bene supremo,
un concetto fondamentale che va analizzato e collegato ai diversi interlocutori che Bruno immagina davanti a sé, universitari, personaggi di corte. Sullo sfondo di quest’analisi ritroviamo l’interpretazione della filosofia intesa come genere prima di tutto comunicativo. Il libro qui presentato offre una originale modalità d’indagine dell’opera di Bruno, aperta a nuovi sviluppi.

Fulvio Papi nel 1968 aveva già pubblicato uno dei più importanti studi su Bruno: Antropologia e civiltà nel pensiero di Giordano Bruno per l’Editore La Nuova Italia, un libro ormai introvabile anche nelle librerie di antiquariato,


fortunatamente è stato ristampato da Liguori Editore nel 2006, con l’introduzione di Nuccio Ordine e la prefazione alla seconda edizione di Fulvio Papi.


Papi Fulvio è Professore emerito di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Pavia.

Nuccio Ordine è Professore ordinario di Letteratura italiana presso l’Università della Calabria.

Enciclopedia Bruniana e Campanelliana, vol. II. Giornate di studi 2005-2008, diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst, Fabrizio Serra editore, 2010, pp. 226

Enciclopedia Bruniana e Campanelliana, vol. II.

Giornate di studi 2005-2008,

diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst, 2010, pp. 226

Supplementi di «Bruniana & Campanelliana»

Diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst
Cm. 17,4 x 24,5

Enciclopedie e Lessici 2 – Fabrizio Serra editore, Pisa • Roma, 2010.

Il secondo volume dell’Enciclopedia Bruniana e Campanelliana viene pubblicato quattro anni dopo l’uscita del primo volume (2006) e, come il primo, comprende trentadue voci enciclopediche – sedici per ognuna delle due sezioni del libro – e presenta, in forma riveduta, i testi che gli autori delle voci hanno anticipato nei quattro seminari di studio che si sono tenuti dal 2005 al 2008. Proprio il collegamento con seminari di studio – promossi dall’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNR e dal Dipartimento di Filosofia dell’Università di Roma Tre – è uno degli aspetti più originali della Enciclopedia.
Infatti, più che una compiuta impresa enciclopedica, l’iniziativa intende essere un percorso e uno strumento di ricerca storico-terminologico-concettuale ‘eccentrico’, che si avvale della collaborazione di studiosi a livello internazionale, nonostante le voci siano poi pubblicate in lingua italiana per garantire un’unità dell’opera sul piano redazionale. Quindi, un progetto che vuole essere coerente rispetto a dei criteri di base nella costruzione delle voci enciclopediche, ma che intende altresì mantenere quanto più possibile lo spazio di una libertà interpretativa nella redazione delle voci, nel convincimento che un’opera enciclopedica può avere un’impostazione e un assetto diversi rispetto a quelli, sistematici ed essenzialmente chiusi, di un’impresa enciclopedica tradizionale. In tal senso, anche la nomenclatura della Enciclopedia non si preoccupa tanto di una gerarchia di valori sul piano terminologico-concettuale e storico, ma registra la vivacità della discussione attuale su Bruno, Campanella e la filosofia del Rinascimento.

Il volume comprende le seguente voci:
Premessa. Abbreviazioni e sigle.
Enciclopedia Bruniana: arte della memoria, mnemotecnica; astronomia; cabala; cometa; Copernico; giustizia; Inghilterra; istinto; materia; merito; Nuovo Mondo; senso; synodus ex mundis; teologia; terra; vincolo.

Enciclopedia Campanelliana: censura; donna; favola; ius gentium; mare; medicina; miracolo; Napoli; peste; Plotino; primalità; sistema; storiografia; tempo; traduzioni tedesche: poesie filosofiche; Venezia.

Voci enciclopediche di Barbara Amato, Laura Balbiani, Teresa Bonaccorsi, Riccardo Chiaradonna, Jean-Paul De Lucca, Germana Ernst, Jean-Louis Fournel, Hilary Gatti, Guido Giglioni, Miguel A. Granada, Teodoro Katinis, Michel-Pierre Lerner, Marco Matteoli, Fabrizio Meroi, Marta Moiso, Diego Pirillo, Sandra Plastina, Florence Plouchart-Cohn, Paolo Ponzio, Tiziana Provvidera, Saverio Ricci, Elisabetta Scapparone, Pietro Secchi, Leen Spruit, Andrea Suggi, Dario Tessicini.
Cura redazionale di Giuseppe Landolfi Petrone.
Euro 64.00
ISBN: 978-88-6227-331-2
E-ISBN: 978-88-6227-307-7
ISSN: 1125-3819
SKU: 2493

Eugenio Canone è  nato a Napoli il 30 maggio 1954 e si è laureato in filosofia nel 1978. Dal 1984 è nei ruoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal 31 dicembre 2001 è Dirigente di ricerca assegnato all’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle idee.La sua attività scientifica si è sviluppata nei campi della storia della filosofia del Rinascimento e dell’età moderna, nonché della storia della terminologia di cultura e della lessicografia filosofica.Le sue ricerche si sono concentrate sull’opera di Giordano Bruno. Ha curato edizioni di testi e pubblicato diversi volumi, anche con materiali inediti, dedicati all’opera e alla fortuna di Bruno, nonché vari studi sulla filosofia moderna.Ha svolto attività di ricerca in Italia e all’estero, partecipando a numerosi convegni nazionali e internazionali. Ha tenuto lezioni e conferenze in varie università e istituti di cultura. Ha fatto parte di vari progetti di ricerca dell’Università degli Studi di Roma Tre e di un progetto di ricerca interuniversitario.È responsabile dal 1987 di un progetto di ricerca CNR per lo studio della lessicografia filosofica nell’età moderna. Nell’ambito di tale progetto ha prodotto diversi contributi. Coordina il programma di inserimento, nel sito web dell’ILIESI, dei più importanti lessici filosofici latini stampati tra la fine del Cinquecento al primo Settecento.Ha collaborato sin dal 1984 al Lessico filosofico dei secoli XVII e XVIII, di cui ha svolto attività di coordinamento oltre a redigere numerose voci lessicografiche.Tra il 1987 e il 1992 ha curato un progetto di ricerca rivolto allo studio delle biblioteche di filosofi e scienziati dell’età moderna; tale progetto si è concretizzato in un volume miscellaneo pubblicato nel 1993.A partire dagli anni ’90 coordina il programma di inserimento nel sito web dell’ILIESI delle opere italiane e latine di Giordano Bruno.Ha fondato (nel 1995) e dirige, con Germana Ernst, la rivista «Bruniana & Campanelliana. Ricerche filosofiche e materiali storico-testuali», nonché due collane di testi filosofici: «Supplementi di Bruniana & Campanelliana» (Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali) e « Medium Coeli. Testi filosofici e scientifici dei secoli XVI e XVII» (La Spezia, Agorà Edizioni).Ha organizzato numerosi convegni internazionali e seminari di studio. Ha coordinato, tra il 1996 e il 2000, il progetto Letture Bruniane del Lessico Intellettuale Europeo, con l’organizzazione di cinque convegni in cui sono state presentate complessivamente cinquanta relazioni e ai quali hanno partecipato tra i maggiori studiosi di Bruno a livello internazionale (gli atti di tali convegni sono stati pubblicati, a sua cura, tra il 2000 e il 2003). Dal 2003 organizza i Seminari di terminologia filosofica e di storia delle idee dell’ILIESI (gli atti del primo e del secondo ciclo sono apparsi rispettivamente nel 2004 e nel 2005).Nel 2001 ha impostato e dirige, assieme a G. Ernst, il programma Per una Enciclopedia bruniana e campanelliana. Si sono svolti finora cinque incontri, con cadenza annuale. Nel 2006 è stato pubblicato il primo volume dell’Enciclopedia.

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Germana Ernst è Professore ordinario presso la Facoltà Lettere e Filosofia, Dipartimento di Filosofia, Università Roma Tre, via Ostiense 234, 00146 Roma, insegna Storia della filosofia del Rinascimento. Da molti anni studia il pensiero di Campanella, al quale ha dedicato numerosi saggi e tre libri (Religione, ragione e natura. Ricerche su Tommaso Campanella e il tardo Rinascimento, Milano 1991; Il carcere, il politico, il profeta, Saggi su Tommaso Campanella, Pisa-Roma 2002; Tommaso Campanella. Il libro e il corpo della natura, Bari- Roma 2002). Ha curato l’edizione di testi campanelliani quali gli Articuli prophetales (Firenze 1977), la Città del sole (Milano 1996; Roma-bari 1997), la Monarchia di Spagna (Parigi 1997), un ampio volume comprendente 16 testi (Tommaso Campanella, Roma 1999), una raccolta di Lettere (Pisa-Roma 2000), e ha rintracciato e pubblicato altri scritti inediti, sconosciuti o che si credevano perduti. Dall’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli ha ricevuto l’incarico di coordinare l’iniziativa della pubblicazione di una corpus organico di Opere di Tommaso Campanella. Con Eugenio Canone ha fondato nel 1995 la rivista Bruniana & Campanelliana.

Articoli correlati (Pubblicazioni nella collana «Supplementi di Bruniana & Campanelliana»):
-Giordano Bruno, Acrotismo cameracense. Le spiegazioni degli articoli di fisica contro i Peripatetici, traduzione a cura di Barbara Amato, Fabrizio Serra Editore, 2009

Giordano Bruno, Spaccio della bestia trionfante, 2 voll., Carabba, 2010, con prefazione di Giovanni Papini, Ristampa anastatica dei volumi 72-73 della collana “Cultura dell’anima” del 1920.

Dal 2008 la prestigiosa Casa Editrice Rocco Carabba di Lanciano, ha deciso di ristampare i famosi volumetti della collana “Cultura dell’Anima” in un arco di tempo di cinque anni, con l’uscita di circa trenta volumi annuali.

La collana fu ideata e diretta da Giovanni Papini con la copertina disegnata dal poeta Ardengo Soffici, tra il 1909 e il 1938 vennero pubblicati 163 “libretti”, al prezzo “popolare” di una lira, la collana aveva lo scopo della diffusione di opere poco conosciute, meritevoli, o di difficile reperibilità, ad un prezzo accessibile a tutti. Un’edizione economica, ma di qualità.

Al tempo esistevano già tre edizioni dello Spaccio, pubblicate da editori italiani (oltre alle tedesche curate dal Wagner e dal Lagarde), quella nella collana Biblioteca rara (Daelli Editori, 1863) , quella del 1888 dell’Editore Edoardo Perino nella Biblioteca Classica per il Popolo, e l’edizione Laterza del 1908 nei Classici della Filosofia Moderna dedicati alle Opere italiane (vol. II)  di Bruno, a cura di Giovanni Gentile. Papini nell’introduzione al primo volume dello Spaccio dichiarava (riferendosi alle edizioni già presenti sul mercato) che le prime due “son tutt’altro che corrette” (Ed. Daelli e Ed. Perino), mentre ammette di aver seguito per l’edizione da lui curata la lezione gentiliana.

Da notare che tra i libri editi dall’Editore Carabba possiamo trovare molte rarità bibliografiche del ‘900,  ricercatissime tra i bibliofili, tra cui almeno un paio di edizioni di Ossi di seppia di Eugenio Montale, il volumetto di poesie Primo Vere di Gabriele D’Annunzio, alcuni libri  illustrati di Emilio Salgari o la prima edizione del libretto Parole di Umberto Saba .

Inoltre sempre Papini nel 1909 curò e tradusse (per la prima volta in italiano) alcuni degli scritti più importanti di Henri Bergson tra cui L’Introduction à la métaphysique (nel volume n. 8 della stessa collana dello Spaccio).

Il giovane scrittore italiano aveva conosciuto Bergson nel 1904 durante il Congresso di Filosofia di Ginevra e con lui intrattenne un importante carteggio ed in Passato remoto definì il filosofo francese “il vero doctor subtilis della filosofia contemporanea”.

a cura di: admin (giordano bruno blog)

Fonti:

Editrice Carabba

Il Messagero (articolo di Renato Minore del 5 novembre 2008)

Bibliografia:

Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Carteggio, I, 1900-1907, a cura di S. Gentili e G. Minghetti, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2003.

Lucio Gambetti, Franco Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento italiano. Repertorio delle edizioni originali, Edizioni Sylvestre Bonnard, Milano, 2007.

“Filosofia con filosofia”, un ciclo di conferenze a Genova, Palazzo Ducale. Giulio Giorello, Lussuria. La passione della conoscenza, Il Mulino, 2010.

“Filosofia con filosofia”: dal 23 al 28 giugno

un ciclo di conferenze a Genova, Palazzo Ducale.

Lussuria: sesso, forza della natura, passione di conoscenza

Non è né un vizio né un peccato. Così la vede il filosofo Giulio Giorello. E nell’interpretarne il significato moderno, si appoggia ai punti di vista di due donne

Lunedì 28 giugno, ore 17.45
Munizioniere
Lussuria

Discussione a partire dal volume di

Giulio Giorello,
Lussuria. La passione della conoscenza, Il Mulino, 2010
Collana “Intersezioni”, Bologna, il Mulino, pp. 220, euro 15.

Intervengono:
Giulio Giorello, professore ordinario di Filosofia della scienza presso l’Università di Milano
Claudio Bartocci, professore di Fisica matematica e Storia della matematica presso l’Università di Genova.
Simona Morini, docente di Teoria delle decisioni razionali e dei giochi presso lo IUAV, Venezia
Nicla Vassallo, professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università di Genova

«Solo per colpa di cristiani impostori la lussuria è stata classificata tra i crimini». Così si esprime Sade sul finire del Settecento, quando i “lumi” della Ragione stanno cedendo il posto alle “lanterne” del Terrore. Si potrà concordare o meno con il Divin Marchese, ma la lussuria, più che un peccato, appare una forza debordante della natura. Sarà anche un vizio, ma sappiamo come da vizi privati nascano pubbliche virtù. La lussuria non è solo manifestazione di eros, creatività artistica, piacere della scoperta scientifica. E’ anche e soprattutto passione del conoscere, nel senso più ampio della parola. E per ciò può costituire il nucleo di una società aperta e libertaria, insofferente di qualsiasi costellazione di dogmi stabiliti. Così, in queste pagine, come complici della lussuria possono comparire i tipi più inaspettati: Dante, Shakespeare, Giordano Bruno, Mozart, Bunuel. Ma l’indiscusso protagonista resta sempre lui: Don Giovanni, che ancora una volta ripropone l’eterno viaggio attraverso la lussuria come potere, come piacere, come inganno e soprattutto come libertà.

Dichiara Nicla Vassallo, ideatrice dell’iniziativa e docente di Metodologia delle scienze umane presso l’Università degli Studi di Genova: «Cos’è la filosofia? Molteplici risposte sono state offerte alla domanda nel corso dei secoli. Alcune sensate, altre insensate, o addirittura assurde, almeno a mio avviso. Mi considero portatrice di un’idea che deriva dal termine greco, nel suo principale significato: amore per la sapienza. Di conseguenza, interpreto gli incontri Filosofia con filosofia come spunti – sarei altrimenti presuntuosa – d’amore per la sapienza con amore per la sapienza. Una sapienza che non deve banalizzata, né volgarizzata. Sapienza è conoscenza. Quanto oggi coincide con la nostra necessità di conoscere non può che valicare gli stretti nonché ristretti confini delle tante negazioni: negazione dei diritti, negazione dell’istruzione, negazione dell’informazione, negazione della riflessione argomentata. Una conoscenza autorevole, responsabile, seria ci pone di fronte a tematiche profonde e attuali, variatamente connesse con le nostre identità, su cui purtroppo vige spesso un’irragionevolezza, situata all’opposto del mio modo di intendere la filosofia, e più in particolare la filosofia con filosofia. Se ho un intento: proseguire a fare filosofia con filosofia».

Giulio Giorello insegna Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: “Di nessuna chiesa” (Raffaello Cortina, 2005), “Introduzione alla filosofia della scienza” (Bompiani, 2006), “Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti” (con D. Antiseri, Bompiani, 2008), “Lo scimmione intelligente” (con E. Boncinelli, Rizzoli, 2009).

Fonti:

palazzoducale.genova.it

mentelocale.it

LetterAltura IV edizione. Asini e Filosofi, Interlinea, 2010 (Giuseppe Pulina, Francesca Rigotti). Dall’Asino d’oro di Apuleio a Giordano Bruno. Da Nietzsche al Ciuchino di Shrek.

Giordano Bruno, Cabala del cavallo pegaseo, 1585.

Sonetto

In lode de l’asino

O sant’asinità, sant’ignoranza,
santa stolticia e pia divozione,
qual sola puoi far l’anime sì buone,
ch’uman ingegno e studio non l’avanza:
non gionge faticosa vigilanza
d’arte qualumque sia, o ‘nvenzione,
né de sofossi contemplazione,
al ciel dove t’edifichi la stanza.
Che vi val, curiosi, il studiare,
voler saper quel che fa la natura,
se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura;
ma con man gionte e ‘n ginocchion vuol stare
aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura,
eccetto il frutto de l’eterna requie,
La qual ne done Dio dopo l’essequie.

Lago Maggiore LetterAltura 2010 – Quarta Edizione
Verbania dal 23 al 27 giugno 2010

Elaborazione grafica di un Capriccio di Goya (da Tuttolibri)


Protagonista del «festival di montagna e viaggi» l’animale che ha affascinato filosofi e scrittori, dalla Bibbia a Apuleio, ai racconti di Stevenson e Jiménez: un’antica alleanza con l’uomo, oltre ogni stereotipo

Noi e l’asino. Un’alleanza antica. A portarlo in Italia, pare siano stati i fenici. Asini addomesticati, adatti al lavoro, che i nostri progenitori dovettero accogliere con esultanza. Gli alleviava la fatica, specie quella di trasportare pesi sulle spalle. L’asino entrò, dunque, nella nostra vita, nel nostro quotidiano, fino a conquistare un posto nella letteratura. E la letteratura, quella vera, non nasce mai a caso; racconta la vita in tutte le sue manifestazioni.

Un esempio è l’Asino d’oro di Apuleio.
Una lunga storia, dove avviene di tutto. Lucio, il protagonista, neofita di magia, non riesce a portare a fondo un incantesimo. Si ritrova trasformato in asino, ma con mente e intelligenza di uomo. Le avventure si susseguono incalzanti, tra imbroglioni, banditi, lascivi sacerdoti della dea siriana Atargatis, mugnai, legionari, belle e voluttuose matrone. Un vero «Asino d’oro», dunque. Grazie a Lucio-somaro abbiano, infatti, il ritratto di quell’epoca, con abitudini e costumi analoghi ai nostri.

Nella Bibbia incontriamo l’asina di Balaam
. Il quale, al mattino presto la sella e parte. Ma l’asina non risponde ai suoi ordini, devia dalla strada, entra nei campi. Lui la percuote. L’asina continua a disobbedire: è che vede l’angelo del Signore, con la spada sguainata. Balaam, però, non riesce a capire, né ha fiducia nella sua asina. La percuote per la terza volta. Allora lei parla, chiedendogli perché continui a colpirla. Balaam, senza scomporsi, risponde che si è beffata di lui, la ucciderebbe avesse la spada. Finché il Signore non gli fa vedere l’angelo, che lo rimprovera d’aver maltrattato la somara, per ben tre volte. E per tre volte Pietro, la notte del Getsemani, negherà di conoscere Cristo, condannato alla crocifissione. Il quale, il giorno stesso, era entrato in Gerusalemme, a cavalcioni di un’asina.

L’asino è l’animale della pace, il cavallo della guerra. Mite, collabora con l’uomo che, non sempre, proprio perché uomo, ne ha apprezzato le doti. Robert Louis Stevenson nel 1878, per il suo viaggio nelle Cevenne, si avvalse di un asino, o meglio di un’asina di nome Modestine. Siamo in un villaggio di alta quota con boschi, torrenti, rupi e calanchi. Nebbia, calura e piogge avvolgono le cime. Stevenson vi arriva per farvi un viaggio alla scoperta di nuovi mondi da raccontare. «E provare più da vicino – dice – i bisogni e le difficoltà della vita». Ma muoversi in quei sentieri tracciati dagli animali selvatici non è facile. Deve portare la tenda e gli attrezzi per accamparsi. Dopo qualche trattativa, acquista Modestine, un’asina poco più grande di una capra, «lo sguardo bonario, ma la mascella volitiva». Poi acquista la sella. I montanari sono scaltri e, forse, gli fa notare qualcuno, lo imbrogliano sui prezzi. Louis non è tipo da formalizzarsi. Conosce gli uomini e tira a concludere: vuole cominciare il viaggio. Infine parte. Modestine, stracarica, cammina piano, talvolta si ferma come baloccasse. Piove, cala la nebbia. Arriva la sera. Si accampano. Da quella notte, però, lui e l’asina cominciano a intendersi, diventano amici. Un pastore gli ha detto che deve spronarla, pungolandola con un vincastro. Stevenson lo fa, ma con rimorso. Ha scoperto che si può comunicare con Modestine parlandole, accarezzandola. Con lei che ora lo precede, ora lo segue sosta in monasteri e boschi, scopre paesaggi che la sua penna fotografa. Alla fine del viaggio, con rammarico, dovrà venderla. L’immagine di Modestine, credo non lo abbia abbandonato mai.

Altro asino indimenticabile, è il protagonista di Platero e io di Juan Ramon Jiménez. Con lui il poeta strinse un’amicizia indissolubile. E’ piccolo, quasi un gemello di Modestine, ma col carattere più dolce. Ama i bambini, cui il romanzo è dedicato, e i poveri del villaggio di Moguer. Jiménez lo tratta alla stregua d’una persona. Un antesignano degli animalisti. Aveva capito che gli animali non sono granché diversi da noi.

Gli equini, poi, hanno contributo a creare la nostra civiltà. Senza di loro non saremmo andati lontani. Cavalli e muli svolgevano un ruolo professionale: i primi trainavano le diligenze, i carri, in ambito pubblico e privato; i secondi affrontavano il lavoro più duro: in particolare il trasporto, sul basto, di quanto servisse alla vita di una comunità. L’asino, invece, era tenuto dalle famiglie per soddisfare le esigenze del quotidiano. In montagna portava le some, in pianura trainava il barroccio o poteva essere adibito a far girare le macine dei mulini, legato alla loro stanga, il muso bendato, affinché non vedesse. Doveva illudersi di passeggiare. Ma c’era anche chi lo usava come cavalcatura. Giacomo Puccini soleva spostarsi con un asino di Martina Franca quando, dalla località Vallilunghe, doveva raggiungere la sua villa di Chiatri, nelle colline di Lucca.

Il passo del ciuco è lento, ma sicuro. All’opposto del cavallo, che può adombrare, resta impassibile di fronte a ogni evenienza. Nulla lo spaventa. Allo stato brado sa provvedere a se stesso e sopravvive. L’uomo, assai di rado riconoscente, l’ha sovente additato a esempio di caparbietà e ignoranza. Non è così. L’asino ha, piuttosto, un carattere libero, e se avverte un pericolo che può mettere a repentaglio la sua vita e quella del padrone, agisce di conseguenza, impuntandosi. Gli intenditori di equini sanno che è più intelligente del cavallo. Ho conosciuto muli e asini. Di ognuno serbo un ricordo analogo a quello di una persona. Ricordo un asino che, sui miei monti, con l’avvento della strada carrozzabile, non essendo più utile nella mulattiera, fu abbandonato a se stesso.

Viveva pascolando nei tratti incolti. Dalle case e dai poderi l’avrebbero cacciato. Vecchio ormai, dopo aver a lungo servito alcune famiglie, tutti sembravano essersene dimenticati. Gli portavo pane e mele nei pressi d’una sorgente. Ci sarebbe andato quando mi fossi allontanato. Non si fidava più dell’uomo. Spesso compariva d’improvviso in mezzo alle capanne e, nei giorni di vento, anche vicino alle case. Muso proteso, fiutava l’aria. Era alto, nero e di passo veloce. Poi non lo vidi più. Dopo di lui ne sparirono altri. Ormai c’erano le macchine e il boom economico. Gli animali da soma rappresentavano il passato e venivano trattati alla stregua di oggetti da buttare. Nessuno voleva tenerli nemmeno come animali da compagnia. Alcune razze di asini, tra cui l’Amiatino, rischieranno l’estinzione. Ma la barbarie verso gli equini continua. Nonostante le petizioni rivolte alla Ue, non è ancora stata emanata una legge che eviti loro la macellazione.

Vincenzo Pardini

Fonti:
Tuttolibri – La Stampa
LetterAltura Programma Festival

Agenda:

Sabato 26 giugno sarà pre­sen­ta­to alle ore 17.45,

il libro di Francesca Rigotti e Giuseppe Pulina, Asini e filosofi.

presso il Parco di Villa Pariani di Verbania.


Giuseppe Pulina, Francesca Rigotti
Asini e filosofi
Con tavole di Goya. Presentazione di Paolo Cristofolini
pp. 120, € 14, isbn 978-88-8212-716-9

Dell’asino spesso si ride e il riderne diventa occasione di derisione. Ma che cosa sappiamo in realtà di questo animale? Ecco un pamphlet incentrato sulla figura dell’asino e sui suoi rapporti con la filosofia e la cultura. C’è un universo per così dire “asinino” che può rivelare molto. L’asinità è, in effetti, uno stereotipo culturale che, affondando nel mito e nella favola, ha ispirato anche molti. Dall’Asino d’oro di Apuleio a Nietzsche e fino al Ciuchino di Shrek un’originalissima rassegna su ontologia, metamorfosi, razionalità, sessualità e voce dell’asino, campione attualissimo dell’ibridismo e grande protagonista di metamorfosi.

Autori

Francesca Rigotti vive in Germania, insegna all’Università di Lugano e pubblica in campo saggistico. Tra i suoi successi recenti: La filosofia in cucina (Il Mulino) e per Interlinea La filosofia delle piccole cose (tradotto all’estero) e Le piccole cose di Natale.

Giuseppe Pulina dirige la rivista “Mneme Ammentos” e si occupa di giornalismo scolastico. La sua ricerca filosofica si articola su più versanti: dal pensiero ebraico contemporaneo alla critica musicale e al rapporto tra filosofia ed etologia.

Interlinea Edizioni