Tutte le lettere di Tommaso Campanella nella prestigiosa edizione a cura di Germana Ernst, Leo S. Olschki, Firenze, pagg. XXXII+726, € 74,00.

Fin qui l’edizione di riferimento delle lettere di Tommaso Campanella è stata quella curata da Vincenzo Spampanato per gli «Scrittori d’Italia» di Laterza nel 1927: successivamente, soprattutto a opera di Luigi Firpo – instancabile ed esemplare maestro di studi campanelliani – molte altre lettere sono state ritrovate e pubblicate in sedi diverse.

Oggi finalmente le troviamo tutte raccolte, insieme agli opuscoli epistolari, alle dediche e a biglietti e attestazioni di vario genere o frammenti inseriti in opere di altri autori. Il volume esce nella prestigiosa Collana de «Le corrispondenze letterarie, scientifiche ed erudite dal Rinascimento all’età moderna», una delle più significative raccolte di testi e studi che oggi possa vantare l’editoria italiana Il progetto di una nuova raccolta di lettere era stato avviato da Luigi Firpo che ne aveva già preparate novanta per la stampa, con fitto commento, traducendo quelle latine: si realizza oggi grazie all’impegno di Germana Ernst, la maggiore studiosa di Campanella, che ha utilizzato il lavoro di Firpo messo a disposizione da Laura Salvetti Firpo e ha completato la raccolta aggiungendo altri significativi documenti.

Opera monumentale che accompagna tutta la vita di Campanella dal 1591 al 1639 (anno della morte), di fondamentale importanza non solo per l’orizzonte vastissimo dei corrispondent i – re e papi, scienziati e teologi, mecenati ed eruditi di tutta Europa – ma perché mette in evidenza l’impegno costante di Campanella per condurre a compimento – anche in condizioni estreme («in una fossa posta sopra un’altra fossa d’acqua […] e non vede mai luce […] con li ferri a’ piedi, dormendo vestuto […] bagnato, oscuro, afflitto e sotterrato solo») – un’opera di radicale riforma della filosofìa e della cristianità. Consapevole che «li filosofi buoni e savii di tutte le nazioni […] morio […] sotto questo titolo de eretici e ribelli», egli si sente chiamato a svolgere una missione affidatagli da Dio e dal «Verbo eterno».

Della gamma vastissima degli argomenti toccati – dai laceranti lamenti per la sua incredibile condizione di carcerato alle più sottili disquisizioni teologiche e astrologiche – è impossibile dare notizia. Ma un testo, che costituisce anche un ritrovamento di Luigi Firpo, andrà quantomeno segnalato perché ci permette di intendere una tematica centrale e ricorrente in tutta la vita e l’opera di Campanella: l’imminente avvento del «secolo novo» che egli, dopo aver «riformato tutte le scienze riconducendole a principii veri che Dio lor ha dato», annuncia con assoluta sicurezza. È il «discorso» indirizzato al papa Paolo V sulla cometa del 1618 ove Campanella si presenta come ispirato da Dio e posto a «sentinella utilissima in questo secolo delli divini iudicii». Si tratta di interpretare il significato della cometa del 1618 e di altri fenomeni celesti: Campanella trova occasione per riproporre tutta la sua visione del mondo e della storia. «Semo nel sesto millenario del mondo»: tutto l’universo è percorso da «segni della provvidenza occulta»; non solo i cieli, ma la storia dell’umanità condotta dalle mani di Dio annuncia l’imminenza del “secolo nuovo”, del regno messianico sotto la guida di un solo pastore, il Papa, «preludio della trasportazione de’ buoni in Paradiso».

In questa prospettiva divengono «segni» non solo i fenomeni celesti ma anche la scoperta del nuovo mondo, i nuovi cieli dischiusi da Galilei, la polemica antiaristotelica di Telesio: «Venendo alle presenti comete, dico che son fatte in cielo per ministero d’angioli […] dal Signore […] preamboli della rinovazione de’ secoli» […]. «D’altra banda ancora eccitò li magi e astrologi a disputare di questa rinovazione, come pur fece nel primo avvento, per mezzo di filosofi greci e persiani […]. Di più con maggior stupore che non fece nel primo avvento, ci ha fatto trovare nuovo mondo e nova terra, segno conosciuto dalle Sibille e da Senaca e nel IV di Esdra e da Santa Brigida come preambulo della rinovazione e revelazione di Cristo e dell’Anticristo. [_] Finalmente eccitò Galileo a trovar nuovi pianeti e stelle occulte e di più macchie nel sole, e in Giove e Venere cornuta […]. E prima mosse il Telesio a filosofar di nuovo nelle cose naturali».

Non solo dunque le comete sono «gran segnali scritti nel libro del cielo con le dita di Domenedio», ma tutta la storia dell’umanità è percorsa da «segnali e sintomi della morte del mondo» e dell’imminente regno messianico. Anche l’opera del demonio si inserisce in questa prospettiva e già ha suscitato precursori dell’Anticristo: Wiclef, Lutero, Calvino e con loro i politici e i « macchiavellisti» che «se ne ridono». Forse la modernità deve più al dissacrante riso di questi che non ai generosi sogni messianici del frate di Stilo.

di Tullio Gregory

Autore: Campanella, Tommaso
Titolo: Lettere.
A cura di Germana Ernst, su materiali preparatori inediti di Luigi Firpo, con la collaborazione di Laura Salvetti Firpo e Matteo Salvetti.
Caratteristiche: cm. 17 × 24, xxxii-728 pp. con 1 fig. n.t.
Anno: 2010 Prezzo €: 74,00 ISBN: 978 88 222 5912 7
Editore: Leo S. Olschki, Firenze.
Collana: Corrispondenze (le) letterarie, scientifiche ed erudite dal Rinascimento all’età moderna, vol. 12

Fonte: il sole 24 ore 30/05/2010

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: