Le “Sensate utopie” di Telesio, Campanella e Giordano Bruno messe in scena nel santuario della Sacra Spina.


Andata in scena, nel salone del santuario della Sacra Spina, “Sensate Utopie”, l’avvincente rappresentazione teatrale in unico atto di Elena Bertonelli dedicato a Bernardino Telesio, Tommaso Campanella e Giordano Bruno, figure apicali della filosofia europea e figli di quel Meridione italiano in cui, a distanza di cinque secoli, il libero pensiero e l’autodeterminazione dei popoli da numerosi gioghi rimangono ancora chimere per le quali lottare ed impegnarsi in una società sempre più sonnolenta e priva di tensioni ideali. La rappresentazione teatrale rientra nelle iniziative per il cinquecentesimo anniversario della nascita di Bernardino Telesio ed è stato organizzato dalla sezione “Alto Crotonese” dell’ Istituto “Raffaele Lombardi Satriani” per la ricerca folklorica e sociale, in collaborazione col centro studi “Memoria e Futuro” di Petilia Policastro, dell’associazione musicale “Giuseppe Verdi” di Roccabernarda e con le Amministrazioni comunali di Petilia Policastro, Roccabernarda e Mesoraca che, con le proprie rappresentanze, hanno preso parte alla serata dall’alta valenza teatrale. Attraverso la voce fuori campo di Elena Bertonelli, ma particolarmente grazie a Maria Rita Viora e Stefano Sepe, nei panni dei figli di Cassandra redivivi nei nostri giorni per ammonirci contro quei rischi di oscurantismo non ancora sopiti, il lavoro teatrale ha consentito ai presenti un viaggio ideale del regno di Napoli cinque – seicentesco che, sotto la bigotta dominazione spagnola, non solo soggiogava la popolazione con una vasta gamma di balzelli, ma tarpava le ali a quei pensatori che, nati “a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia” come scrisse Tommaso Campanella pagarono con l’isolamento e lunghi anni di carcere la propria autonomia ideale ed i propri sogni di libertà. A vestire i panni di Beranrdino Telesio e Diana Sersale Luigi Biagio Marino e Maria Rita Viora, quelli di Vincenzo Moggi e Tommaso Campanella Giorgio Borazzi e Stefano Sepe, i due confratelli domenicani Carmine Giordano e Simone Saporito, l’Ospitalerio ed il Genovese Daniela Gasparini e Maria Rita Viora. Mentre la scenografia è stata realizzata da Pino Barone, gli abiti d’epoca sono stati messi a disposizione dal museo del castello di Santa Severina, il commento musicale composto da Domenico Stumpo è stato offerto ai fedeli dallo stesso maestro al contrabasso ed alla chitarra classica, da Vincenzo Ziparo alla chitarra battente e da Francesca Loria alla voce ed al violino. Mentre il saluto ai presenti è stato rivolto dal rettore del santuario don Giuseppe Marra, è toccato al prof. Giovanni Ierardi, dell’ Istituto “Raffaele Lombardi Satriani” per la ricerca folklorica e sociale, spiegare la valenza culturale dell’opera teatrale e di Bernardino Telesio, “primo fra i moderni con cui, come scrisse Misasi, alzò la voce contro i dominatori. Dopo la precedente rappresentazione nel castello di Santa Severina – ha aggiunto Giovanni Ierardi – è con gioia che rappresentiamo quest’opera teatrale in questo santuario, fulcro religioso del Marchesato crotonese”. Francesco Rizza

Fonte: paginealtre.wordpress.com

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