Vergogna! Scempio al Pincio, abbattuti busti e rotte le statue dei grandi (Giordano Bruno, Dante, Machiavelli e altri 10)

Incursione di vandali. Hanno agito indisturbati nonostante le telecamere

I tagli alla cultura si sono abbattuti sul Pincio. A fare le spese dei vandali domenica notte sono stati i busti di Dante, Leopardi, Machiavelli e di altri dieci grandi d’Italia, a cui il martello ha staccato di netto il naso. Peggio è andato all’erma di Donato Bramante, genio dell’architettura del Rinascimento, che è stata spezzata in tre punti. Decapitato invece il presidente del consiglio dal 1906 al 1909, Sidney Sonnino, il cui busto, scolpito e firmato nel 1970 da Riccardo De Miceli, giace ora ai piedi del piedistallo che lo sosteneva. Oggi i restauratori del Comune si metteranno all’opera per riattaccare nasi e teste recuperate. Ma c’è già chi trema al pensiero di venerdì sera quando ventimila tifosi si assieperanno sugli spalti di piazza di Siena per seguire la prima partita dei mondiali di calcio sudafricani.

GUARDA Le statue danneggiate

Il giardino del Pincio al calare delle tenebre diventa terra di nessuno. E non è servito a scoraggiare la mano dei vandali l’imponente, capillare e costoso sistema di video sorveglianza impiantato anni or sono tra i viali del Pincio. Nessuno è intervenuto a fermare lo scempio in corso. A scoprire i danni sono stati ieri mattina i vigili urbani arrivati su viale dei Bambini: davanti alla giostra giacevano i due busti decapitati. Ma oggi le riprese delle videocamere potrebbero far identificare gli autori del grave danno perpetrato al patrimonio comunale costituito da questa galleria di ritratti iniziata nel 1848 e portata a termine nel 1971.

I 228 busti del Pincio sono da sempre nel mirino degli imbecilli. Dopo ogni restauro è ripreso il lavoro capillare dei vandali indisturbati. Scritte, incisioni e martelli si sono abbattuti anche sui marmi di viale Valadier. E l’altra notte a farne le spese – proprio di fronte al parapetto che si affaccia sul Muro Torto, fatto a pezzi la scorsa settimana – c’è il busto di Giacomo Leopardi: una rosa è stata appoggiata al petto da qualche ammiratore del poeta di Recanati; ma il naso è stato tagliato di netto da una martellata. Stessa sorte sempre su viale Valadier per i visi in marmo del Tasso, di Giordano Bruno e di Sarpi, Galilei, Cesi, Vico. I busti di piazzale Napoleone sono stati da poco restaurati nell’ambito dei lavori di sistemazione dell’area (ancora non completati) dopo lo stop al parcheggio sotterraneo. Ma sulla schiena di quello del Parini c’è già il marchio di un writer: una sigla nera (“tag”) fatta con la bomboletta.

Sull’altro lato del Pincio, a ridosso di villa Medici, ecco i busti acefali (da tanto tempo) di Vitruvio e di Cesare. “Quello del divo Giulio è la meta preferita dei giapponesi che ci appoggiano la testa per farsi fare una foto nei suoi panni” racconta l’uomo che affitta le biciclette ai turisti. Le bici vengono riparate dentro lo chalet progettato da Koch nell’Ottocento: un gioiello architettonico che langue, anche lui, in condizioni pietose.

di CARLO ALBERTO BUCCI

Fonte: Repubblica

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