Napoli, Federico II, Biblioteca universitaria: libri nel container e il cortile delle statue in gabbia da 7 anni. Giordano Bruno e Vico «Imprigionati»

Biblioteca universitaria: libri nel container E il cortile delle statue in gabbia da 7 anni

La direttrice: «fondi bloccati, situazione assurda: scrivero’ al ministro bondi»

Napoli, migliaia di testi tra le lamiere a rischio umidità per i black out e il loggiato monumentale è un cantiere

NAPOLI – Gli uomini illustri scolpiti nel marmo, Giordano Bruno, Tommaso d’Aquino, De Sanctis, si guardano e si piangono quel cortile delle statue diventato da anni il cortile del container. Siamo nel monumentale loggiato della Federico II che ospita la Biblioteca universitaria di Napoli. Qui, dove il mostro metallico ha invaso la scena. Al suo interno in lamiera ci sono migliaia di libri «sfollati», sottratti dagli antichi scaffali a causa dei lavori dell’ala est. Un set da terremoto che stride decisamente con la Settimana della Cultura, cominciata venerdì scorso in città. Lavori eterni. Neanche gli addetti della biblioteca ricordano più da quanti anni: sei, forse sette. Una condizione che con eufemismo la direttrice Ornella Falangola definisce «disagevole» e dalla quale scaturisce un triplice, pessimo, effetto, di carattere pratico ed estetico. Primo, la difficoltà per gli studenti di accedere a migliaia di testi dovuta ai tempi più ristretti di apertura del container; secondo: lo sfregio perenne al cortile delle statue, dove fino ai primi anni 2000 si organizzavano anche serate musicali.

GIORDANO BRUNO E VICO «IMPRIGIONATI» – Le sculture e i busti del quadrilatero restano impacchettate da tubi innocenti e velate da teloni. Sembrano in camera iperbarica. Lo sguardo severo dei maestri è interpretabile, a questo punto, come una smorfia incavolata. Infine, c’è il problema dell’esposizione dei volumi ai capricci della rete elettrica, compromessa dai lavori. I black out avvengono spesso perché l’elettricità corre su una sola delle due linee esistenti. Spegnendosi l’impianto di condizionamento del container l’umidità ritorna la prima nemica dei volumi (anche se i più antichi sono depositati nei caveau). Senza contare i problemi per la sicurezza (vanno ko anche gli allarmi) e l’umidità che soffrono gli stessi studenti.

«D’inverno – ricorda la direttrice – per evitare che la rete salti, teniamo spente le stufette degli uffici per riscaldare le aule dei ragazzi». Scene da Libro cuore. E non se ne vede la fine. La biblioteca è un cantiere. Anche la sala funzionante è divisa da un separè, e dietro sono ammucchiati scatoloni contenenti microfilm, cd rom e vecchi floppy disc. I finanziamenti del Ministero dei beni culturali, da cui dipende la biblioteca, nel corso degli anni sono stati erogati a singhiozzo; il fondo stanziato era, all’epoca, di 7miliardi di lire. Adesso il rubinetto è chiuso a causa di iter amministrativi tortuosi. Dopo aver sollecitato più volte la Direzione generale beni librari e diritto d’autore, la direttrice Falangola scriverà al ministro Sandro Bondi. Un estremo tentativo per sbloccare la situazione. E per liberare i volumi dalle lamiere e i filosofi dalle prigioni di ferro e di tulle.

Alessandro Chetta
19 aprile 2010
Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it


Ecco le foto:

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Il container con i libri della biblioteca universitaria di Napoli che invade da oltre 7 anni il cortile delle statue nel complesso della Federico II (ph. A. Chetta)
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Una delle monumentali statue «imprigionate» per i lavori in corso
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I libri della biblioteca sistemati all’interno del container: rischio umidità quando salta l’impianto di condizionamento per i frequenti black out
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Emeroteca all’interno del container
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Giordano Bruno
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Gli scatoloni all’interno della sala funzionante della biblioteca universitaria
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Il separè

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L’entrata del container
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Il cortile-cantiere eterno: Ai lavori del ministero (la biblioteca dipende dai Beni culturali) si aggiungono anche quelli effettuati dalla Federico II

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Frecce contrastanti: l’antica epigrafe indica il primo piano dell’ala est della biblioteca, che però è interessata dai lavori da almeno sette anni. La freccettina stampata contro-indica che l’ingresso è, ora, dal lato opposto
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L’ala attiva della biblioteca

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Tommaso d’Aquino

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Giambattista Vico

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Le foto sono riprodotte dal “corrieredelmezzogiorno.corriere.it”

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