Gli Aperitivi Filosofici 2010: Gli Eroici furori di Giordano Bruno – Giulio Giorello (Domenica, 28 Marzo 2010 – ore 18)

Domenica, 28 Marzo 2010
GLI EROICI FURORI DI GIORDANO BRUNO – GIULIO GIORELLO

Gli Eroici furori di Giordano Bruno: Conferenza di Giulio Giorello
Tema: C’era una volta Eros – Eros e la sua STORIA MODERNA
Liuto e mezzosoprano – musica rinascimentale & APERITIVO

Giulio Giorello (1945)
Professore ordinario di Filosofia della Scienza dell’Università degli Studi di Milano. Dalle prime ricerche in filosofia e storia della matematica i suoi interessi si sono ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Oltre a studi specifici di matematica, dunque, a Giorello si devono anche saggi fondamentali per la diffusione dei concetti base dell’epistemologia analitica del dopoguerra, tra i quali l’approfondita introduzione a Lakatos e Musgrave. Ha curato una Storia della filosofia della scienza con D. Gillies. Collabora in modo continuativo sia con il Corriere della Sera che con Rai-Radio Tre. Ha pubblicato: Di nessuna chiesa; Prometeo Ulisse Gilgames, Non nominare il nome di Dio invano (con Gabriel Mandel).

DETTAGLI
Data: Domenica, 28 Marzo 2010
Orario: ore 18
Luogo: Villa Borromeo Visconti Litta
Indirizzo: Largo Vittorio Veneto, 12
Comune: Lainate
Ingresso: libero
Note sull’Ingresso:
Liuto e mezzosoprano – musica rinascimentale &; APERITIVO

L’EVENTO FA PARTE:
GLI APERITIVI FILOSOFICI – EDIZIONE ED. 2010
C’ERA UNA VOLTA L’EROS
LA FESTA DELLA FILOSOFIA – EDIZIONE ED. 2010
I MILLE VOLTI DI EROS
BENI CULTURALI – EDIZIONE 2010

ORGANIZZAZIONE E INFORMAZIONI
Referente: Associazione AlboVersorio
Telefono: 340 9247340
Email: alboversorio@alice.it
Sito Web: http://www.alboversorio.it

Referente: Ufficio Cultura Lainate
Telefono: 02 93598227 – 267
Email: cultura@lainate.inet.it
Sito Web: http://www.comune.lainate.mi.it
Comune: Lainate

Fonte: insiemegroane.it

Philosophia. Nuova iniziativa del Corriere della Sera in 30 DVD (Tutti dedicati alla storia della Filosofia, dal 16 marzo 2010)

Nuova iniziativa del corriere della sera

Philosophia. Il cammino del pensiero

Una collana di 30 DVD dal 16 marzo in edicola a 9,99€
il DVD n. 15 sarà dedicato a ERASMO E BRUNO

Data di uscita in edicola del DVD su Giordano Bruno: 22/06/2010

Cliccate qui per visionare il piano completo dell’opera, oppure lo potete trovare in fondo a questa pagina

Per essere filosofi ci vuole un maestro

Insegnare vuol dire sedurre. Il docente deve trasmetterci la passione

«C’è più da fare a interpretare le interpretazioni che a interpretare le cose, e ci sono più libri sui libri che su altri argomenti: non facciamo che commentarci a vicenda. Tutto pullula di commenti; di autori, c’è grande penuria»: adesso più che mai le parole di Montaigne, nella splendida e ormai storica traduzione di Fausta Garavini, suonano di grande attualità. Proprio in questi ultimi anni, a causa di una serie di insensate e sciagurate riforme, i classici della filosofia e della letteratura occupano un posto sempre più marginale nelle scuole e nelle università. Gli studenti percorrono le tappe della loro carriera nutrendosi di manuali, commenti, antologie, bignamini di ogni genere. Sentono parlare e leggono notizie di oggetti, i classici, di cui, nei casi migliori, conoscono solo qualche pagina presente nei numerosi «florilegi» che hanno invaso il mercato dell’editoria scolastica e universitaria.

Purtroppo questa tendenza non nasce dal nulla. Al contrario: diventa espressione di una società sempre più stregata dal mercato e dalle sue leggi. La scuola e le università sono state equiparate alle aziende. I presidi e i rettori, spogliati dei loro panni abituali di professori, vestono gli abiti di manager. Spetta a loro far tornare i conti, rendere competitive le imprese di cui sono a capo. Innanzitutto il «profitto»: bisogna rispettare i tempi nei parametri previsti dai nuovi protocolli ministeriali.

Ma allora che fare? Invitare gli studenti a lavorare di più per compiere il loro itinerario nei tempi e nei modi migliori? Oppure ridurre le difficoltà per rendere più agevole il raggiungimento del traguardo? Questi anni di applicazione della riforma hanno ormai rivelato con chiarezza che è stata la scelta della semplificazione, per non dire della banalizzazione, a dettare legge negli atenei. Fatta salva qualche piccola isola, ormai la pedagogia edonistica ha incancrenito i gangli vitali dell’insegnamento. Pensare di inserire la lettura integrale dei «Saggi» di Montaigne o di qualche dialogo di Platone potrebbe essere considerato come una seria minaccia alla prosperità dell’azienda e l’incauto professore potrebbe finire anche sotto «processo».

Eppure, come ricorda George Steiner, sembra impossibile concepire qualsiasi forma di insegnamento senza i classici. L’incontro tra un docente e un discente presuppone sempre un «testo» da cui partire. Senza questo contatto diretto sarà difficile che gli studenti possano amare la filosofia o la letteratura e, nello stesso tempo, sarà molto improbabile che i professori possano esprimere al meglio le loro qualità per stimolare passione e entusiasmo nei loro allievi. Si finirà per spezzare definitivamente quel filo che aveva tenuto assieme la parola scritta e la vita, quel circolo che ha consentito a giovani lettori di imparare dai classici ad ascoltare la voce dell’umanità e, poi col tempo, dalla vita a comprendere meglio i libri di cui ci si è nutriti. Gli assaggi di brani selezionati non bastano. Un’antologia non avrà mai la forza di suscitare reazioni che solo la lettura integrale di un’opera può provocare.

E all’interno del processo di avvicinamento ai classici, anche il professore può svolgere un ruolo importantissimo. Basta leggere le biografie o le autobiografie di grandi studiosi per trovare quasi sempre un riferimento a un docente che durante gli studi liceali o universitari è stato decisivo per orientare gli interessi verso questa o quella disciplina. Ognuno di noi ha potuto sperimentare quanto l’inclinazione per una specifica materia sia stata, molto spesso, determinata dal fascino e dall’abilità dell’insegnante.

Le lezioni tenute da alcuni grandi maestri nei saloni di Palazzo Serra di Cassano a Napoli testimoniano l’importanza dell’insegnamento nella trasmissione del sapere. Migliaia di giovani—nel corso dei decenni in cui Gerardo Marotta ha trasformato la sede storica dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in una palestra per formare le nuove generazioni —hanno avuto l’opportunità e il privilegio di ascoltare direttamente la parola di studiosi straordinari come Hans George Gadamer, Giovanni Pugliese Carratelli, Paul Ricoeur, Jean Starobinski, Eugenio Garin e tanti altri invitati di fama internazionale. La serie di dvd proposta dal «Corriere della Sera» permette oggi a un pubblico più vasto di rivivere momenti eccezionali di un’esperienza straordinaria. E, soprattutto, consente ai più giovani di incontrare alcuni grandi maestri che purtroppo ci hanno lasciato.

Attraverso molti di questi dvd è possibile capire che l’insegnamento implica sempre una forma di seduzione. Si tratta, infatti, di un’attività che non può essere considerata un «mestiere», ma che nelle sue forme più nobili e più autentiche presuppone una vera e propria vocazione. «Una lezione di cattiva qualità — ammonisce George Steiner—è quasi letteralmente un assassinio e, metaforicamente, un peccato». L’incontro autentico tra un maestro e un allievo non può prescindere dalla passione e dall’amore. «Non si impara a conoscere — ricorda Max Scheler citando le parole da lui attribuite a Goethe — se non ciò che si ama, e quanto più profonda e completa ha da essere la conoscenza, tanto più forte, energico e vivo deve essere l’amore, anzi la passione».

Oggi purtroppo le aziende dell’istruzione, più attente alla quantitas che alla qualitas, chiedono ben altro ai loro docenti. Il processo di burocratizzazione che ha pervaso scuole e università prevede per prima cosa la partecipazione attiva alla cosiddetta vita amministrativa. Lo studio e la ricerca sembrano un lusso da negoziare con le autorità accademiche. Quel fenomeno che aveva tenuto assieme, fino a non molti anni fa, insegnamento e lavoro scientifico nelle università italiane appare sempre più un miracolo improbabile.

Non è impossibile immaginare che le stesse biblioteche — quei «granai pubblici », come ricordava l’Adriano della Yourcenar, in grado di «ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire » — finiranno, a poco a poco, per trasformarsi in polverosi musei. All’interno di questo contesto sarà difficile immaginare un docente che insegni con amore e passione e studenti pronti a lasciarsi infiammare. «La gente —annotava Rilke—(con l’aiuto di convenzioni) ha dissoluto tutto in facilità e dalla facilità nella più facile china; ma è chiaro che noi ci dobbiamo tenere al difficile ». Il sapere, come ricordava Giordano Bruno e come ricordano tanti classici della filosofia e della letteratura, non è un dono ma una faticosa conquista.

Nuccio Ordine
17 marzo 2010

Fonte: Corriere.it

le iniziative del corriere: Philosophia. Il cammino del pensiero

Enciclopedie – Philosophia – Il Cammino Del Pensiero
Lista delle uscite:

Numero: 0001
LA NASCITA DELLA FILOSOFIA
Numero: 0002
PITAGORA
Numero: 0003
ERACLITO
Numero: 0004
PARMENIDE
Numero: 0005
I SOFISTI
Numero: 0006
SOCRATE
Numero: 0007
PLATONE TEORETICO
Numero: 0008
PLATONE POLITICO
Numero: 0009
ARISTOTELE: L’ETICA
Numero: 0010
ARISTOTELE: LA METAFISICA
Numero: 0011
EPICUREISMO E STOICISMO
Numero: 0012
LA FILOSOFIA MEDIEVALE
Numero: 0013
AGOSTINO
Numero: 0014
MACHIAVELLI
Numero: 0015
ERASMO E BRUNO
Numero: 0016
CARTESIO
Numero: 0017
HOBBES
Numero: 0018
PASCAL
Numero: 0019
SPINOZA
Numero: 0020
LOCKE E LEIBNIZ
Numero: 0021
ROUSSEAU
Numero: 0022
KANT
Numero: 0023
HEGEL
Numero: 0024
MARX
Numero: 0025
KIERKEGAARD E NIETZSCHE
Numero: 0026
HUSSERL E WITTGENSTEIN
Numero: 0027
HEIDEGGER
Numero: 0028
FREUD
Numero: 0029
RUSSELL E SARTRE
Numero: 0030
GADAMER

Cesare Foschi: “Resoconto breve dell’incontro del 20 marzo 2010, a Poggio Mirteto, su Giordano Bruno”

“Il 20 marzo 2010 un’allegra combriccola ha lasciato Calcata alla volta di Poggio Mirteto: Serena, Monica, Angelina (del Kazakistan), Paolo, Roberto e Cesare, stipati nel veicolo di questo ultimo. Durante il periglioso tragitto di andata, si sono più volte persi: la Sabina si sa di ratti, intesi come rapimenti di donzelle, non ne vuole più e la cartellonistica si è adeguata.

A Poggio Mirteto li attendeva una giornata di celebrazioni all’interno del mese dedicato alla figura ed al pensiero di Giordano Bruno. la Banda Garibaldina e le sue squillanti note, i colori dei quadri degli Artisti dell’Apai e la conferenza-dibattito sul pensiero bruniano.

Paolo e Cesare erano appunto relatori ed hanno fatto i loro interventi cercando di mettere in luce qualcuna delle tante facce del poliedrico pensiero del Nolano: Paolo ha insistito sulla non assorbibilità del pensiero bruniano all’interno dell’apparato politico-religioso sorto intorno all’invenzione definita Cristianesimo prima o Santa Romana Chiesa poi; l’Oriente si affacciava infatti troppo fortemente negli scritti di Giordano Bruno per poter essere riportato e costretto negli angusti schemi cronologici messianici e diventava così altrettanto inaccettabile la pretesa di una guida verticistica nella fede e nelle azioni degli uomini (i Saggi in primis): pretesa accampata dal Vescovo di Roma come dall’ultimo curato di campagna (se mai ne esistessero ancora).

Cesare (il sottoscritto) ha invece voluto sottolineare come la figura di Giordano Bruno debba essere liberata dalla sola e monocromatica per giunta iconografia tipica di Campo dè Fiori: il bronzeo martire della libertà, un giorno ineluttabile vincitore. Se un giorno il pensiero di Bruno sarà vincitore lo dovrà anche alla sua levità, alla sua capacità di prendere in giro i potenti, alla sua inesaurita effervescenza: insomma, un invito alla lettura di opere affascinanti e moderne scritte da un uomo coraggioso e divertente, non da un ampolloso martire che assurto a simbolo nessuno più legge.

Il ritorno, più breve per le tante indicazioni chieste ai gentili Sabini, ha visto i nostri eroi discutere di internet, Google ed il suo intrinseco spinozismo. Ma questo è già un altro petalo del fiore della conoscenza: di cui non si sa il colore, la forma, il nome ma soltanto il profumo si può evocare e accendere come grano di incenso: unica scintilla possibile quella sinaptica”.

Cesare Foschi

Fonte: altracalcata-altromondo.blogspot.com