Certame al rogo nella città di Bruno

NOLA – Quello che doveva essere il decennale, la data simbolo per la riuscita o la morte di un evento, si è trasformata in un suicidio culturale. Il Certame bruniano 2010 non si farà, o meglio sarà una edizione “limitata”, mutilata. Sarà un certame senza certame. Una gara senza gara, e senza studenti accorsi da tutto il mondo per partecipare. Perchè? Questione di soldi. Non ci sono, e nessuno può anticiparli. “I ritardi nella macchina organizzativa” si sono fatti troppo imponenti. Il comune di Nola in pratica, non paga in tempo i soldi dell’organizzazione. Ed i quattordicimila euro (non molti per un comune, tantissimo per una scuola) è costretta ad anticiparli ogni volta il liceo Carducci che da sempre ospita la manifestazione. A causa di regolamentazioni scolastiche e di bilanci ad ostacoli ora però non è più possibile metterli da parte, e dunque ci si ritrova ad aspettare i tempi e i ritardi della politica. Che purtroppo però non coincidono con i tempi degli studenti, che hanno bisogno con mesi di anticipo di sapere quale testo di Bruno dovranno approfondire. Era il gennaio del 2001, quando oltre ogni più rosea aspettativa, 157 alunni provenienti da tutta l’Italia (ma non solo) inviarono per la prima volta la domanda di partecipazione al Certame bruniano. Era il 2001, quando per la prima volta Nola provò a diventare sistema culturale, sistema turistico. Si organizzarono visite guidate, spostamenti, catering, alloggi, cerimonie, convegni, gare. Diventò insomma quello che da sempre dice di essere: terra di storia, terra di filosofia, terra di turismo. E ci è riuscita benissimo, per nove anni. Grazie al lavoro di pochi, nonostante l’inerzia di tutti. E’ riuscita a “sembrare“, a detta di tutti coloro che scendevano dai treni per poi risalirne pochi giorni dopo, una terra bellissima, pregnante, piena di gente magnifica, di monumenti stupendi. Una organizzazione impeccabile faceva da cornice a tutto questo, che sembrava frutto di centinaia di migliaia di euro spesi (in realtà a fronte di una decina, quasi tutto in premi) e che riusciva a svolgere egregiamente il proprio ruolo, cioè lasciare a tutti il tempo di godersi il luogo, il momento, l’atmosfera magica. Non ci volevano certo dieci edizioni del certame dedicato a Giordano Bruno per capire che il futuro di Nola e la sua reputazione sarebbero passati anche da qui. Ora però, la parola latina che indica la gara, quella vera fatta di conoscenza, contesa e amore, non avrebbe del tutto motivo di essere inserita sui manifesti del prossimo aprile. Perché non ci sarà nessuna gara. Non ci saranno studenti a scendere dai treni accompagnati dai propri professori di filosofia. Non ci saranno feste in loro onore, né amicizie multi etniche, né amori fugaci. “Solo convegni – ci dice Angelo Amato De Serpis, presidente di Meridies e tra gli ideatori della manifestazione – purtroppo a causa di ritardi nella macchina organizzativa e ritardi nei pagamenti. A Nola si è riparlato di certame solo nell’autunno scorso, quando già sarebbe dovuto essere tutto pronto. L’organizzazione di un evento di tale portata infatti, richiede un impegno che dura un anno. E che cominci esattamente appena finisce il precedente. Purtroppo nella nostra città non si riesce a capire ancora l’importanza del certame bruniano a livello internazionale. Paradossalmente, è apprezzatissimo e rinomato all’estero, anche oltreoceano, ma praticamente sconosciuto qui. Scontiamo un ritardo di molti mesi: ancora oggi, ad un mese dall’iniziativa, non si sa che forma debba avere. Ma la cosa più dolorosa sta nell’essere costretti a dire alle centinaia di scuole che mi chiamano per sapere entro quando si potrà presentare la domanda di partecipazione, che non ci sarà nessuna gara”. La politica in ritardo con i pagamenti, è la stessa politica che il 31 luglio scorso, tra urla e proteste, eliminava il certame tra le voci in bilancio. Togliendo linfa vitale all’evento culturale più importante che la nostra città abbia mai ospitato.

di Gianluca Amato 17/03/2010
Anno III Numero 76

Fonte: Ilnolano.it

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