Sidereus Nuncius A quattrocento anni dall’opera rivoluzionaria di Galileo Galilei

Il nuovo messaggio : dal Sole l’energia del futuro

Il 12 marzo 1610 ( qualche biografo come Andrea Battistini e studiosi assai quotati come la prof, Flavia Marcacci sostengono il 13 marzo 1610) a Venezia viene pubblicato dall’editore Tommaso Baglioni in 550 copie il ” Sidereus nuncius”, l’opera di Galileo Galilei che rivoluziona la concezione dell’uomo e della terra non più al centro dell’universo.
Alcuni studiosi hanno voluto cogliere nell’ambivalenza delle parole latine iniziali scelte da Galileo – nuncius è sia il messaggio che il messaggero- una sorta di autoinvestitura a messia scientifico e, ancora oggi, teologi conservatori lo rimproverano di arroganza quasi a giustificare gli errori compiuti dalla Chiesa nel condannarlo. Si veda a questo proposito il giudizio tuttora critico e severo verso questa corrente teologica di Antonio Beltran Mari.
L’anno scorso papa Ratzinger, in occasione del Convegno internazionale ” Dal telescopio di Galileo alla cosmologia evolutiva” ha riconosciuto che ” con questa scoperta crebbe nella cultura la consapevolezza di trovarsi di fronte a un punto cruciale della storia dell’umanità. La scienza diventava qualcosa di diverso da come gli antichi l’avevano sempre pensata. Aristotele aveva permesso di giungere alla conoscenza certa dei fenomeni partendo da principi evidenti e universali; ora Galileo mostrava concretamente come avvicinare e osservare i fenomeni stessi, per capirne le cause segrete. Il metodo deduttivo cedeva il passo a quello induttivo e apriva la strada alla sperimentazione. Il concetto di scienza durato per secoli veniva ora a modificarsi, imboccando la strada verso una moderna concezione del mondo e dell’uomo.”
Con Galileo assistiamo anche al passaggio dall’astronomia geometrica all’astronomia fisica. Lo sottolinea con chiarezza Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze :
” Tolomeo e Copernico consideravano l’astronomia una scienza geometrica, fu Galileo a intuire che si trattava di una scienza fisica, fatta di corpi reali che hanno un peso e una massa, come aveva anticipato in qualche modo già Giordano Bruno nella sua teoria dei multimondi, oggi di particolare attualità.”
Sidereus nuncius potrebbe essere tradotto in ” Annuncio, Notizia, Novella ( buona novella ?) che viene dallo Spazio” e la studiosa Marcacci fa notare che ” sidereus” oltre che celeste, puo’ significare “lucente”, “scintillante” : tutto questo sarebbe piaciuto a romanzieri come Herbert G. Wells.
Più aderente allo spirito galileiano è invece la traduzione-interpretazione di ” Messaggio, Rapporto sui Corpi celesti”. E in effetti il libro è un puntuale resoconto, supportato da calcoli, schemi e disegni, delle osservazioni compiute da Galileo con il perspicillum, il cannocchiale da lui messo a punto per la marineria di Venezia e, nelle lungaggini delle trattative ( ma su questa vicenda ci sono versioni storiche opposte), usato per perseguire una personale ” conoscenza più profonda” del cielo. Al centro della sua attenzione la Luna, Giove e i suoi satelliti più interni, la moltitudine di stelle e nebulose. Possiamo immaginare lo stupore consapevole di Galileo che “vede” la natura tormentata, imperfetta e rugosa della superficie lunare, dei piccoli pianeti che girano attorno a Giove: prove che fanno crollare la visione metafisica di un ordine incorruttibile del mondo.
Scienza e conoscenza
L’anno successivo Galileo studia le macchie solari, sempre più convinto che la “nuova scienza” debba indagare ogni fenomeno, prima di darsi una spiegazione. Certo la ragione umana usa codici, criteri e linguaggi che vanno anch’essi sottoposti ad una riflessione critica, qualcuno oggi direbbe relativizzati. Cosi’ possiamo assistere ad una modifica o addirittura ad un cambiamento dei paradigmi. Una novità che colpisce in modo particolare nella meccanica messa a punto da Galileo è quello della spiegazione del movimento accelerato come rottura dello stato precedente, attraverso una forza, un impulso che è un atto violento. L’ordine della natura non corrisponde più ad un modello totalmente idealizzato, ma piuttosto risponde alla materialità dei processi, alle energie messe in campo, alla interdipendenza e turbolenza dei fenomeni, alla verifica della ripetibilità e osservabilità degli esperimenti . Questa stessa impostazione in tempi più recenti è stata messa in discussione dal razionalismo critico di Karl Popper e dal suo criterio della falsificabilità.
Per Galileo Dio ha scritto il libro della natura nella forma del linguaggio matematico. Per questo la matematica e non la metafisica è capace di scoprire la struttura reale del mondo e del cosmo . Oggi sappiamo che questa identificazione tra verità e spiegabilità del mondo in termini scientifici è anch’essa una teoria più filosofica che scientifica innanzitutto perchè la scienza non è “la” conoscenza, ma solo una delle forme della conoscenza; poi perchè stiamo constatando che le stesse scienze moderne sono in continua evoluzione e le stesse osservazioni scientifiche hanno una loro teoricità e non riescono sempre ( o ancora?) a spiegare tutto !
La natura tormentata dei corpi celesti, sottoposti all’usura del tempo e alla violenza degli elementi ci parlano di vita e di morte. La luce e il calore del Sole sono decisivi nel determinare la storia evolutiva dei pianeti che gli girano attorno; sono ancora decisivi nel determinare le condizioni favorevoli per la nascita della vita sulla Terra, ma non spiegano ancora la nascita della coscienza umana. Il filosofo Levinas ha scritto ” il miracolo della creazione consiste nel creare un essere morale”.
Simplicio, Sagredo, Salviati oggi
Nell’opera più conosciuta di Galileo del 1632 “Dialogo sopra i due massimi sistemi, tolemaico e copernicano” Salviati, l’innovatore, si misura con le posizioni conservatrici di Simplicio. Mentre Sagredo rappresenterebbe oggi quella terzietà, possibile solo in un confronto sereno e non corrotto dalla sproporzione di quei condizionamenti mediatici e pubblicitari che stanno ormai trasformando l’opinione pubblica in tifoseria.
Infatti oggi le cose sono più complicate, soprattutto sul nucleare. Ma il Simplicio di oggi in fondo è ancora quello della maggioranza silenziosa, quello che delega ai Potenti di turno le scelte che riguardano il bene comune, quello che plaude alle grandi opere e, adesso che il mistero dell’universo è senza poesia, come si lamentava il cardinal Bellarmino, pensa che la modernità sia nella potenza della tecnica, militare o civile che sia.
Il Salviati di oggi, invece, sa che il metodo scientifico è quello di sottoporre a nuova verifica esperienze e teorie, esperimenti e interpretazioni , avendo anche il coraggio di ritornare sui propri passi. La libertà della scienza non significa onnipotenza della scienza; anzi l’uso della scienza dovrebbe risponde a criteri etici e filosofici che gli individui e le comunità si danno .
L’etica della responsabilità non è nemica, anzi si basa sulla libertà di coscienza; ed è anche libertà intellettuale di mettere in discussione paradigmi consolidati in vari campi e discipline se le conseguenze verificate mettono in crisi diritti umani, vita e ambiente, il futuro delle nuove generazioni. Per questo oggi mettiamo in discussione l’antropotecnica, vediamo i limiti dello sviluppo, critichiamo la mercatizzazione di tutti i valori, parliamo di sostenibilità sociale e ambientale.
Perspicillum come discernimento
Il perspicillum che Galileo comincio’ ad usare nel 1609 grazie agli esperti maestri vetrai di Murano, su informazioni provenienti dall’Olanda, era molto di più di un semplice innovativo cannocchiale: era una modalità nuova di guardare il mondo, interrogando il cielo senza risposte preconfezionate. Oggi il nostro perspicillum è apertura mentale, perspicacia e discernimento, ricerca e rimessa in discussione, pluralismo e confronto.
Se le energie rinnovabili trovano consenso diffuso e universale, perchè voler imporre ” questo ” nucleare che , almeno per una parte consistente dei cittadini, è incompatibile con la coscienza democratica ed ecologica che abbiamo maturato in questi ultimi decenni ?
Come ha sostenuto Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica ” non esiste ancora il nucleare sicuro, mentre le Centrali solari termodinamiche sono già in grado di fornire energia elettrica in modo stabile e continuativo, anche quando il sole è oscurato dalle nubi o è notte. Grazie a ricerche sui nuovi materiali e a tecnologie sempre più avanzate, siamo in grado di sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.
Dunque la riscoperta del sole come fonte di energia rinnovabile, pulita e a portata di tutti appare davvero come il Sidereus Nuncius del nuovo secolo.

Marco Pezzoni

Cremona 12 marzo 2010

Fonte: welfarecremona.it

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